la Distruzione Creatrice


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2893

Nelle opere ‘culturali’, soprattutto dopo ‘l’esprit’ dell’Illuminismo, si è sempre più accentuata la tendenza a ‘promuovere’ tesi e teorie di ‘certi’ pensatori, privando la ‘massa’ delle opere di altri, e altrettanto importanti.
Le ‘ideologie’ imperanti, nelle varie epoche storiche, hanno usato strumentalmente la cultura, che per definizione dovrebbe essere libera, universale e alla portata di tutti.
Grandi ‘peccati’ della politica e, altrettanto grandi, da parte di quell’intellettualismo ‘accademico’ che in gran numero si è messo al soldo dei potenti di turno.
Tra i potenti, oggi, spiccano i finanzieri, che hanno trasformato il ‘capitalismo’ redistributivo, in una giungla selvaggia e impietosa, dove il ‘cinismo’ è dote fondamentale per emergere.
Un esempio, classico, che riguarda le ‘pezze d’appoggio’ che i vari ‘trombettieri’ calano, ogni volta, per spiegare i perché si certi avvenimenti, altrimenti inconcepibili.

Il ‘neo-capitalismo, o liberismo’, trae origine dalla scuola economica di Vienna, fondata da Ludwig von Mises e promossa dal ‘citatisssimo’ (dagli economisti e politici ‘interessati’) Friederich von Hayek, ‘nemico’, per esempio, di Maynard Keynes che sosteneva tesi completamente in opposizione alle sue.
Ambedue questi ‘economisti’ precursori dei tempi moderni, pur con opposte visioni, vengono oggi usati ‘politicamente’ in relazione agli ‘interessi’ che si vogliono sostenere.

2914

E se invece leggessimo Joseph Schumpeter, coevo di von Hayek e come lui austriaco, pochissimo citato, eppur lucido premonitore dello status che avrebbe preso l’economia, a seguito del tambureggiante e irrefrenabile progresso tecnologico, coniando una famosa (per pochi) frase: ‘La distruzione creatrice‘.
Egli asseriva cioè, che il progresso tecnologico, avrebbe ‘distrutto’ (come ha fatto) certe ‘economie classiche’, per ricrearne di nuove e più efficienti.
Chi l’ha letto, e non lo ha diffuso, oggi, anziché una nuova economia, ha creato un nuova ‘finanza’ che, e non è un caso, si chiama ‘finanza creativa’.
A noi però ci spiegano le teorie del ‘libertarianismo’ o dello ‘statalismo’, facendoci dividere tra le due scuole, come tifosi, mentre loro si beano con le loro formulette che gli fanno guadagnare miliardi, senza creare un solo posto di lavoro.
Ecco uno stralcio del pensiero di questo ‘importante e misconosciuto’ pensatore, non solo capace di analizzare l’economia, ma anche gli aspetti sociali e psicologici che concorrevano sia nelle scelte della gente, sia nelle politiche che si andavano adottando.
(citazione)

2915

Da:    CAPITALISMO, SOCIALISMO, DEMOCRAZIA    (1942)
Joseph Schumpeter

Capitolo: E SE I FENOMENI ECONOMICI NON FOSSERO ALTRO CHE ‘FENOMENI DELLA FOLLA’ ?

“Nella seconda metà del IX secolo, l’idea della persona umana come unità omogenea e quella di una volontà ben definita coem primo motore dell’azione cominciarono a perdere terreno, prima ancora che intervenissero Théodule Ribot e Sigmund Freud, svalutandosi soprattutto nel campo delle scienze sociali dove, (prova ne sia l’opera di Vilfredo Pareto) gli studiosi ci concentravano ormai sempre di più sull’importanza dell’elemento extra-razionale e irrazionale della condotta umana. Tra le molte prove accumulatesi da allora ne citerò soltanto due:

2916

La prima (nonostante le ricerche molto più approfondite svolte in seguito) merita d’essere associata al nome di Gustave Le Bon, fondatore o comunque primo teorico della psicologia delle folle.
Accentuando e spesso esagerando le realtà dell’influenza dell’agglomerazione sul comportamento umano (in particolare la improvvisa scomparsa dei freni morali, di un modo di pensare e di sentire propri dell’uomo civile, l’improvviso scoppio di impulsi elementari, di infantilismi e di tendenze criminali), egli ha aperto i nostri occhi su realtà che tutti conoscevamo, ma che nessuno desiderava ammettere, e, così facendo, ha vibrato un duro colpo al quadro della natura umana che sta alla base della teoria classica della democrazia e del folclore democratico sulle rivoluzioni.
[…]

2917

Ogni parlamento, ogni comitato, ogni consiglio di guerra composto da una dozzina di generali fra i sessanta ai settant’anni, presenta, anche se in forma attenuata, alcuni dei caratteri così evidenti nella plebe che scende in piazza: in particolare: un ridotto senso di responsabilità, un grado inferiore di energia intellettuale, una maggiore sensibilità per le influenze extra-logiche.
Inoltre, quei fenomeni non si limitano al caso di una folla nel senso di ‘agglomerato fisico di più persone’: i lettori dei giornali, gli ascoltatori di programmi radiofonici, i membri di un partito, anche se non fisicamente riuniti in gruppo, tendono a divenire, dal punto di vista psicologico, una folla, a cadere in uno stato di eccitazione in cui ogni tentativo di ragionamento logico ha il solo effetto di stimolare istinti bestiali.
L’altra fonte di delusioni pratiche è molto più umile e molto più innocua.
Gli economisti che hanno imparato a osservare più attentamente i fatti di loro competenza si sono accorti che, anche nelle circostanze più banali della vita quotidiana, i consumatori non rispondono all’immagine che i testi di economia solevano darne.

2904

Da un lato, i loro bisogni sono tutt’altro che definiti e le azioni che ne derivano tutt’altro che pronte e razionali; dall’altro, sono talmente esposti all’influenza della pubblicità e di altri metodi di persuasione, che spesso i produttori sembrano dettar loro legge invece di lasciarsi dirigere.
Particolarmente istruttiva è la tecnica della pubblicità.
E’ vero che, qui, il richiamo alla ragione non manca quasi mai; ma più di un argomento razionale contano un’affermazione più volte ripetuta o l’appello diretto al subconscio nella forma di tentativi di evocare e cristallizzare associazioni gradevoli di natura completamente extra razionale e, molto spesso, sessuale.”

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Concludendo, ricordando che si tratta di un testo del 1942 che dovrebbe essere conosciuto da tempo da chi bazzica in questo campo (l’Economia, poi trasfigurata in Finanza), la domanda da porsi è la seguente :
costoro (gli economisti) come hanno reagito a tutto ciò ?

2918

Operando per porre rimedio alle eventuali ‘storture’ preavvisate o paventate, oppure, servirsene scaltramente per propri scopi (o personali o lobbistici), segretando tutto quello che potrebbe far scoprire i ‘maneggi’ (quelli che si mettono in atto a nostra insaputa, ormai in qualsiasi campo, scienza o politica).
Inutile dire che ha prevalso la ‘seconda’ opzione, già a partire dal ‘famoso’ nipote di Freud, Edward Bernays, che proprio del sapere dello zio e di pochi altri, pose i pilastri della propaganda moderna e pervasiva, che oggi, molto eufemisticamente, chiamano ‘consigli per gli acquisti’ …
(citazione)

E come no…

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