‘fisiocrata’ a mia insaputa


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Parlando di  ricchezza/valore,  viene facile estrarre da   ANTIMANUALE DI ECONOMIA   di Bernard Maris, il seguente testo:

Capitolo: LA RICCHEZZA E’ IL VALORE ?

2936

*Ho vissuto così poco che tendo a immaginare che non morirò.
Sembra inverosimile che la vita umana si riduca a così poco: uno si immagina, suo malgrado, che prima o poi avverrà qualcosa; grave errore.
Una vita può benissimo essere a un tempo vuota e breve*

Michel Houllebecq

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2843

“Probabilmente la vita non ha prezzo, ma forse questo vale anche per l’amore, l’amicizia, l’onore, benché possa sorgere qualche dubbio al riguardo, se si pensa al ‘prezzo del sangue’ o al ‘precium doloris’.
Gli uomini d’affari e gli economisti si sono impadroniti della parola ‘valore’, fino al punto che ‘creare valore’ (per definire le impennate di un’azione) è stato uno degli slogan più in voga in questi ultimi anni, quando la Borsa faceva miracoli.
Nessuna parola è tanto carica di connotazioni umane quanto ‘valore’, salvo forse ‘ricchezza’, dato che si può essere ricchi di umanità, oltreché di beni materiali…

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Miguel de Unamuno scriveva:
*Se solo potessimo evitare di usare nell’economia politica questa dannata terminologia di valore, della ricchezza, del reddito, del capitale, parole così gravide di vita latente ma così corrotte dal peccato originale!*
(cfr, L’essence de l’Espagne).

Se si deve credere ad Aristotele, il valore di un prodotto dipende innanzitutto dall’uso che se ne può fare per soddisfare un bisogno; il valore si fonda dunque sul ‘valore d’uso’ e non sul ‘valore di scambio’.
Il valore d’uso esprime la relazione fra i bisogni umani e le cose: è chiaro che l’acqua possiede un gran valore d’uso, contrariamente ai diamanti.
Viceversa ha un valore di scambio molto basso.

2938

L’acqua che Diogene beve attingendola alla fonte col cavo della mano è addirittura priva di valore, a causa della sua abbondanza, benché per lui abbia un valore inestimabile.
*In effetti, se non si avesse bisogno di nulla… non vi sarebbe scambio*
(cfr, ibid. c/s).
Aristotele prefigurava una teoria psicologica del valore, legata ai desideri dei cittadini della ‘pòlis’, ai bisogni, anziché alla sostanza delle cose.
A questa teoria manca un principio d’individuazione, un fondamento intrinseco, che verrà proposto di fisiocratici (la fisiocrazia era una teoria economica che si contrapponeva alla teoria del ‘mercantilismo’ ndr).

2939

Secondo la dottrina fisiocratica la ricchezza non viene dl lavoro:
*Soltanto l’agricoltura è produttiva, perché essa sola crea più ricchezza di quanto ne consumi*.
L’industria e il commercio, affermano i fisiocratici, sono sterili: il loro ricavo lordo non supera le spese (dirette e indirette, es: l’inquinamento ndr).
La ricchezza è materia.
Ora il commercio non crea materia, e neppure il lavoro può crearne.
Il falegname, una volta costruito un tavolo, non ha creato dal legno, al contrario ha prodotto trucioli e scarti.
Ma quando un contadino semina un chicco di frumento, ne raccoglie dieci.
Soltanto la natura è produttiva.
Questa tesi estrema è interessante perché nega al lavoro, al commercio e all’industria il potere di creare alcunché.
L’industria trasforma soltanto.

2940

In fondo, dietro ogni attività umana, per sofisticata che sia, si trovano Madre Natura e la sua capacità di arricchire gli uomini con i cicli di riproduzione.
Quando tutte le specie selvatiche spariscono, il pianeta si cementifica, si vetrifica e si riempie di bidonville, l’aria e l’acqua si avvelenano; forse serve ricordare che Madre Terra resta la nostra ricchezza fondamentale.”

Ma allora, di quale ‘economia’ stiamo parlando ?
E, soprattutto, chi la sta promulgando e sostenendo in questi anni ?

Mi fa piacere aver oggi scoperto (tramite questa lettura) di essere un ‘fisocrata a mia insaputa’ … di condividere cioè questa visione non per indottrinamento o per moda ma per l’uso di una delle facoltà cerebrali … il ragionamento ed un minimo di capacità di analisi e previsione del futuro …

Sul sito di Slow Food, c’è un interessante articolo di Carlo Petrini (anche lui un fisiocrata a sua insaputa ?) sul possibile progresso ottenibile con la formula del ‘Buono, Pulito e Giusto’.

E, mi domando: ma è così difficile per l’Uomo moderno capirlo?
Avrei anche la risposta … ma direi di stendere un pietoso velo.

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