LA RIVOLUZIONE PER DIVENTARE FANTASTICI


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LA RIVOLUZIONE PER DIVENTARE FANTASTICI

Come mai siamo così distanti da una pur vaga felicità? Perché, da così troppi anni, ci siamo imbruttiti, ottusi e inferociti? Lo verifichiamo nell’enfasi gridata dei telegiornali e dei dibattiti eccitatissimi -mai dal bello- ma da ogni sorta di infamia, di corruzione, di stragi e, alternativamente, di sciocchezze pettegole, di canzonette senz’anima, di comicità poco intelligente, il tutto sepolto da carrellate di prodotti in vendita, come anche noi siamo, merce umana, anche qui su Facebook dove tutto è gratis solo per i gonzi, perché siamo più schedati che negli archivi della polizia segreta fascista.
Dove siete finiti, miei italiani dagli occhi radiosi? Dove l’avete nascosta la vostra cordialità, il buonumore, la caparbietà di rivoltare il mondo con le vostre mani e le vostre idee? Non ditemi che è colpa dei politici, di Equitalia, della Kasta, della mancanza di lavoro o delle tasse. E non credete a chi ve lo dice. Non credete mai a chi vi indica, in qualunque “altro” o cosa, il vostro nemico e tiranno. Perché vi sta sfruttando. E deviandovi l’anima dalla sua traiettoria perfetta.
Solo la gallina di Banderas nella pubblicità delle fette biscottate non vedrebbe da sé l’Italia com’è malmessa, non si parla d’altro che di orrori, e il male contagia. L’ultimo delinquente che ha sfregiato una donna con l’acido probabilmente ha imparato dai giornali o dalla tv come si fa. Dunque non abbiamo bisogno di sedicenti “onesti” che accusino di ogni nefandezza la parte avversa, né viceversa ci aiuterà esultare con quest’ultima, quando anche nella banda degli onesti salterà fuori, inevitabilmente, una magagna.
Noi abbiamo bisogno di quiete. È la quiete che precede la rivolta e non l’inverso. Noi abbiamo il dovere di comprendere che questo spettacolo orribile non ci sarebbe se non provassimo una frenesia suicida nel contemplarlo: una sporca gioia.
Quell’ortopedico, ebbro di partecipazioni tv, che ieri si è rivelato un orco, capace di irridere i propri ignari pazienti ai quali, per lucro, impiantava protesi inutili, non è “altro” da noi, non è un mostro da incubi, fa parte della nostra comunità; non dovete domandarvi “perché l’ha fatto?”, la domanda più pertinente è “perché non avrebbe dovuto farlo?”.
Abbiamo perso il sacro della vita. E sconfiggere politicamente questo o quello non cambierà la brutta piega che ha preso il nostro tempo. Verranno nuovi idoli, nuovi leader e nuove cocenti delusioni, perché la vera rivoluzione, la prima, si fa da soli. Il nemico è interiore. Vederlo nel prossimo e nella storia è la più grande bufala di tutti i tempi. Senza muscolatura spirituale, senza aprirci al bello di ogni più piccola manifestazione dell’esistenza, senza esercitare ogni giorno la nostra volontà politico-spirituale facendo per gli altri e per il nostro paese precisamente ciò che vorremmo ricevere noi dal mondo e dal prossimo, non ci riprenderemo mai, è impossibile.

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Ma ho molta fiducia, ci sono tante persone che hanno capito perfettamente quel che dico e lo stanno già praticando. E questo è meraviglioso come il mare di Capo Caccia ad Alghero, la Sagrada Familia di Gaudì a Barcellona o quell’albatro solitario che (è stato testimoniato) ha circumnavigato il globo in soli 46 giorni. Che dolce invidia mi fa la sua incrollabile forza d’animo. Imitiamolo chiusi da soli nella nostra stanza. Perché ci vuole metodo per diventare fantastici.

Diego Cugia di Sant’Orsola

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