que hacer


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2790

Que hacer ?
Era una delle frasi ricorrenti nel tanti libri scritti da José Ortega y Gasset, noto filosofo spagnolo.
Oggi, più che sapere cosa fare, sarebbe più corretto domandarsi cosa ti lasciano, oppure cosa è possibile, fare.
Il degrado delle possibilità oggettive, ha varie cause (ben note ormai): sono adottate da tanti, troppi che, anziché emanciparsi come ‘cittadini’, si sono specializzati nel ‘carpe diem’, totalmente deresponsabilizzati
moralmente ed eticamente, in balia (più o meno inconsapevole) del corso della corrente di un fiume sempre più inquinato.
L’opportunismo è uno tra questi agenti inquinanti e gli opportunisti ricorrono sempre più spesso alla menzogna;

2470

Da CAPIRE IL POTERE di Noam Chomsky

“Quando sentite qualcuno che parla di basi scientifiche di una politica sociale o di qualsiasi altra cosa che abbia a che fare con gli esseri umani, fossi in voi sarei molto scettico, perché in quel campo non c’è sufficiente conoscenza, e forse non ce ne sarà mai.

ADAM SMITH: VERO O FALSO ?

Il principio fondamentale su cui si basano le teorie di Adam Smith e degli altri liberali classici è quello della libertà degli individui, che non devono essere sottoposti al controllo di istituzioni autoritarie e non devono essere assoggettati a una rigida divisione del lavoro.

2783

Prendiamo Adam Smith (che ricordo era un filosofo morale ndr), perché era favorevole al mercato?
Smith ne ha dato una spiegazione complessa che però partiva dall’idea che il mercato favorisce l’eguaglianza in condizioni di totale libertà.
Da liberale classico qual’era, era favorevole al mercato perché credeva che le persone dovessero essere completamente uguali, era convinto che gli esseri umani fossero naturalmente portati alla solidarietà e alla benevolenza, e che avessero il diritto di controllare il proprio lavoro.
L’esatto opposto del capitalismo.
Non ci sono due punti di vista tanto antitetici come quello del liberalismo classico e quello del capitalismo.

2784

Questo è il motivo per cui, quando l’università di Chicago ha pubblicato le opere complete di Smith per il suo bicentenario, ne ha distorto il testo per adattarlo alle idiozie che si vanno dicendo oggi in suo nome (si riferisce, principalmente, ai ‘Chicago boys’, una corrente economica molto influente, che promulgò il ‘monetarismo’ ispirato tra gli altri da Milton Friedman ndr).

2785

Se si legge l’introduzione di George Stigler all’edizione del bicentenario della ‘Ricchezza delle Nazioni’ (un’edizione erudita, sapete, pubblicata dalla University Chicago Press) si nota che dice cose diametralmente opposte al testo di Smith. Stigler suppone che Smith abbia detto che la divisione del lavoro è un’ottima cosa, mentre ha detto il contrario: per Smith la divisione del lavoro è una cosa orribile, tanto che in ogni società civile i governi dovrebbero proibirla perché distrugge gli individui.

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Se cercate questo passo nell’indice analitico, non ne trovate traccia, perché il brano in questa edizione è sparito.
Questo dà la misura di cosa sia davvero l’erudizione accademica: sopprimere completamente la verità e distorcere il pensiero.
Tanto, pensano i curatori, nessuno andrà mai a controllare questo o quel paragrafo, visto che non lo hanno fatto neanche loro.
I liberali classici del XVIII secolo avevano una precisa idea della natura degli esseri umani.
Ritenevano che il tipo di lavoro che si fa e il controllo che se ne ha, la creatività che si esplica e la possibilità di operare le proprie scelte sono i fattori che determinano che tipo di creatura si è.
E su questi argomenti ci sono state osservazioni davvero illuminate.

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Per esempio, uno dei fondatori del liberalismo classico, Wilhelm von Humboldt (tanto ammirato dai cosiddetti ‘conservatori’ attuali, per il semplice fatto che non l’hanno letto nda), afferma che se un lavoratore produce a comando un oggetto bellissimo,* si può ammirare ciò che il lavoratore ha fatto, ma si disprezza ciò che lui è*: questo perché il lavoratore si è comportato non da essere umano ma da macchina.
Ecco i veri principi del liberalismo classico.

2788

E ancora mezzo secolo dopo Alexis de Tocqueville affermò che un sistema in cui *l’arte progredisce e l’artigiano regredisce* è un sistema inumano, perché ciò che davvero interessa è l’artigiano, la persona, e affinché gli individui possano condurre una vita piena e soddisfacente è necessario che abbiano il controllo del proprio lavoro, anche se tutto ciò sembra economicamente poco efficiente.
E’ evidente che negli ultimi due secoli l’atteggiamento intellettuale è notevolmente cambiato.
Ma penso che questi concetti del liberalismo classico debbano essere ripresi e divulgati.
Nel XVIII secolo le fonti del potere e dell’autorità a cui si poteva fare riferimento erano diverse da quelle attuali.
Erano il sistema feudale, la chiesa e lo stato assolutista.
Certo non ci si poteva riferire al potere delle grandi imprese perché non esistevano.
Ma se si prendono i principi del liberalismo classico e li si applica all’epoca attuale, ci si avvicina ai principi che animavano la Barcellona rivoluzionaria della fine degli anni trenta, quella dell’ ‘anarco-sindacalismo’(riorganizzazione della società secondo i principi del ‘federalismo’ e della democrazia diretta. Come da noi, uguale! ndr).
Penso che quello sia stato il periodo in cui gli esseri umani hanno fatto gli sforzi maggiori per realizzare i principi libertari che, a mio avviso, bisognerebbe perseguire.

2789

Non voglio dire che tutto ciò che è stato fatto durante quella rivoluzione fosse corretto, ma quella rivoluzione, per il suo carattere e il sui spirito. si è mossa nella direzione che porta allo sviluppo del genere di società descritta da
Georg Orwell in quello che ritengo il suo libro migliore: OMAGGIO ALLA CATALOGNA.
E per me è la direzione giusta.”

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Que hacer ?

E’ necessario, se non indispensabile, quando si vuole dibattere di un argomento, di un autore, di un pensiero politico, conoscere ‘l’originale’, non le interpretazioni mistificatorie.

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