Eudemonologia


§

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Da parecchio vado dicendo che il Mondo è malato;
nel suo complesso, quindi sia l’Uomo che il Pianeta (a causa dell’Uomo) e di riflesso gli altri ‘suoi’ abitanti (e guarda caso sempre a causa dell’Uomo);
l’Uomo è la causa di tanti mali e, la cosa è tragicomica, è anche la principale sua stessa vittima !
Mi domando spesso come faccia la gente a ‘sopportare’ un immane carico di tensioni e angosce che il quotidiano procura per l’incapacità o peggio la mancanza di volontà di ‘organizzare’ il mondo a misura d’Uomo, dando a tutti la possibilità di vivere la propria vita in un clima sereno, nel quale ognuno possa decidere il suo percorso, le sue tappe ed i suoi traguardi !
La seconda domanda che viene istintivamente subito dopo è perché ben in pochi si pongano la ‘prima’ …

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Nell’introduzione all’opera (a cura dello stesso autore) AFORISMI SULLA SAGGEZZA DEL VIVERE (da cui sono nati alcuni miei post precedenti) si possono trovare spunti interessanti per comprendere i presupposti che lo hanno ‘spinto’ a scrivere questo libro.
Trattandosi di persona molto colta, è fondamentale comprendere e capire l’uso di certe parole, oggi desuete o, peggio, dimenticate e sconosciute.
come il termine ‘eudemonologia’ e sul suo significato che è il seguente (a grandi linee eh): *discorso, ragionamento intorno alla felicità; stato d’animo, naturale e spirituale, che rende sereno chi lo prova*.

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Da:   AFORISMI SULLA SAGGEZZA DEL VIVERE

INTRODUZIONE

Le bonheur n’est pas chose aisée:
il est tres difficile de le trouver en nous,
et impossible de le trouver ailleurs

(La felicità non è una cosa facile,
è molto difficile trovarla in noi,
ed è impossibile trovarla altrove).
Nicolas de Chamfort

§

“Il concetto di saggezza del vivere è da me assunto in questa sede in senso del tutto immanente, vale a dire come l’arte di condurre un’esistenza il più possibile piacevole e felice; l’avviamento a quest’arte si potrebbe chiamare anche ‘eudemonologia’, o guida all’esistenza felice.
Questa a sua volta potrebbe definirsi come qualcosa che in termini puramente obiettivi, o piuttosto (giacché qui è il giudizio soggettivo che conta) secondo una fredda e ponderata disamina, sarebbe decisamente da preferire alla non esistenza.
Da tale concezione della vita consegue che noi dovremmo esserle attaccati per se stessa, non per semplice timore della morte; e anche che la desidereremmo di durata infinita.

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Ora, se la vita umana corrisponda o abbia la possibilità di corrispondere al concetto di esistenza felice è una questione a cui la mia filosofia, com’è noto, risponde negativamente; mentre l’eudemonologia presuppone una risposta affermativa. […]
Per poter in ogni caso elaborare una visione eudemonologica io ho dovuto allontanarmi dal tutto dalla più elevata posizione etico-metafisica a cui conduce la la mia più autentica filosofia.
Pertanto tutta la presente trattazione si basa in certo qual modo su un adattamento.
Essa resta a un livello comunemente empirico e ne conserva il suo margine di erroneità.
Anche il suo valore dunque può essere solo limitato, perché lo stesso termine ‘eudemonologia’ non è che un eufemismo.

2576

Del resto questa trattazione non ha alcuna pretesa di compiutezza, sia perché, altrimenti, avrei dovuto ripetere cose dette da altri.
Di scritti concepiti con propositi analoghi a quello dei presenti ‘Aforismi’ mi viene in mente solo l’assai meritevole libro di Fazio Cardano: ‘De utilitate ex adversis capienda’, grazie al quale si può completare quanto qui viene esposto.
Certo, anche Aristotele ha inserito nel quinto capitolo della su ‘Retorica’ una breve eudemonologia: ma è riuscita troppo schematica.
Io non ho fatto ricorso a questi predecessori perché la compilazione non è un metodo a me congeniale; tanto più che in tal modo va perduta l’unità della concezione che è l’anima dei lavori di questo genere.
Certo i saggi in ogni epoca hanno detto in linea di massima le stesse cose, e gli stolti (vale a dire la stragrande maggioranza) in ogni epoca hanno fatto sempre la stessa cosa, cioè il contrario: e così sarà anche in futuro.

Per questo Voltaire dice:
*Nous laisserons ce monde – ci aussi sot et aussi méchant que nous l’avons trouvé en y arrivant*
Lasceremo questo mondo, anche così sciocco e cattivo come l’abbiamo trovato arrivando.”

E, a buon intenditor…            🙂            

§

 

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