Democrazia … il grande imbroglio


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Il mondo, per la stragrande maggioranza, è composto da quelli che Erich Fromm definiva: *I cosiddetti sani* (c’è un libro con questo titolo).
Di conseguenza, se i cosiddetti sani accettano, di questo mondo ‘sociale’, di tutto e di più, va da se che ci sia di augurarsi di essere un ‘folle’.
La cronaca, quasi non salta un giorno, ci informa di nuove indagini e nuovi arresti di individui la cui unica occupazione è quella di mettere le mani sul bottino, sulla gigantesca torta che è la ‘ricchezza’ del Paese, depredata ormai a qualsiasi livello.
Siamo garantisti ed attendiamo lo sviluppo dei procedimenti giudiziari ma teniamo anche in considerazione che poi, a tutte le ore di tutti quei santi giorni, vengono sguinzagliate nelle ‘scatole parlanti’, tutti caricati a molla come i giocattoli di un tempo, tali personaggi (o i loro strenui amici difensori, politici o pseudo giornalisti) che ‘recitano’ il loro copione con una desolante pochezza lessicale, semantica, comunicativa e anche intellettiva.
A chi si rivolgono questo cazzari?
Qualsiasi persona dotata di un minimo ‘senso critico’, di una minima memoria storica, di un minimo bagaglio culturale, si schiferebbe dopo un minuto a sentire discorsi, senza capo né coda, proferiti da tutte le ‘solite’ figure pantomimiche di cui non val la pena neppure ricordare i nomi (tanto son sempre i ‘soliti noti’)
E’ una guerra tra bande, intorno a un parola sola: Democrazia, che è il paravento per nascondere la verità che ‘dovrebbe’ essere sotto gli occhi di tutti, ma che, invece, pare sia, se non vista, intuita, da parte di pochi.

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Che fare?
Qui, sconsolatamente, devo dire che non si può fare niente di più di quello che stiamo facendo.
Cercare di diffondere la vera ‘cultura’ che serva a far comprendere le cose ed i fatti, in un paese strapieno di ‘analfabeti di ritorno e/o funzionali’, che sono il pane quotidiano di quei cialtroni che si pasciano dell’ignoranza altrui.
E allora cerchiamo di chiarire, ancora una volta, cosa si intende per democrazia, parola fragile e per tanto fraintendibile e fraintesa, che funge da ‘abbagliante’ per ‘rintontonire’ una massa stolida e stupida, che si crede furba, ma che in concreto, sta tagliando il ramo si cui è seduta.

Attingo, ancora una volta, al libro SUDDITI di Massimo Fini, uno tra i pochi, che portano avanti discorsi di ‘senso’ e di utilità per TUTTI.

2025

Capitolo: IL GRANDE IMBROGLIO

“Il voto non è uguale.
Su questo punto ha detto cose definitive, mai superate, la cosiddetta ‘scuola etilista’ dei primi del Novecento, in particolare con Roberto Michels, Vifredo Pareto e Gaetano Mosca ne La Classe Politica.
Scrive Mosca *Cento che agiscano sempre di concerto e di intesa gli uni con gli altri trionferanno su mille presi uno a uno che non avranno alcun accordo fra loro*.
Il voto del cittadino singolo, libero, non intruppato in gruppi, si diversifica e si disperde, proprio perché libero, laddove gli apparati dei partiti, facendo blocco, sono quelli che effettivamente decidono chi deve essere eletto.
Il voto di opinione, cioè il voto veramente libero, non ha alcun peso rispetto al voto organizzato.
Ammette lo stesso Norberto Bobbio: *Oserei dire che l’unica vera opinione è quella di coloro che non votano perché hanno capito, o credono di aver capito che le elezioni sono un rito in cui ci si può sottrarre senza danni*.
L’esistenza legale di lobbies e partiti è il più grave e decisivo ‘vulnus’ alla democrazia perché ne nega alla radice uno dei presupposti fondamentali: che, almeno in partenza e almeno nell’unico momento in cui partecipa realmente al processo decisionale ed esercita quel potere che è formalmente suo, il cittadino sia messo su un piede di parità con tutti gli altri.

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Non è un caso che i primi teorici della democrazia non facciano alcun cenno ai partiti e che, come notava Max Weber, fino al 1920 le Costituzioni degli Stati democratici non li prendessero nemmeno in considerazione.
Ancora oggi, pur avendo i partiti occupato ogni ambito del settore pubblico e anche parte di quello privato, la Costituzione italiana ne fa cenno solo in uno, scarno, articolo per dire che: *Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale* (art. 49).
Invece ciò che era una possibilità, già gravida, come notava Mosca, di pesanti conseguenze per l’effettività della democrazia, perché lede il principio dell’uguaglianza del voto, è diventata un obbligo cui non ci si può sottrarre senza condannarsi a una vita al margine.
I partiti NON sono l’essenza della democrazia, ne sono la fine.
In realtà, nessuna democrazia rappresentativa è una democrazia, ma un sistema di minoranze organizzate che prevalgono sulla maggioranza dei cittadini singolarmente presi, soffocandoli, limitandone gravemente la libertà e tenendoli in una condizione di minorità.

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E’ un sistema di oligarchie o di ‘poliarchie’ come preferisce chiamarle, pudicamente, Giovanni Sartori (cfr. Democrazia e definizioni).
[…]
Chi appartiene alle oligarchie democratiche non ha qualità specifiche.
La classe politica democratica è formata da persone che hanno come elemento di distinzione unicamente, e tautologicamente, quello di fare politica.
La loro legittimazione è tutta interna al meccanismo politico che le ha prodotte.
Sono i ‘professionisti’ della politica’, che vivono di politica e sulla politica secondo la lucida e spietata analisi di Max Weber che scrive: *di politica come professione vive chi tende a farne una duratura forma di guadagno* e aggiunge che l’origine storica di questo tipo di governante *è esclusivamente occidentale* (cfr: Il lavoro intellettuale come professione).
Perché non è necessaria alcuna qualità pre-politica, la selezione della ‘nomenklatura’ è autoreferenziale, puramente burocratica, avviene all’interno degli apparati di partito attraverso lotte oscure, feroci, degradanti, spesso truffaldine.

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L’oligarca democratico è un uomo senza qualità.
La sua qualità è di non averne alcuna.
Il che gli consente una straordinaria adattabilità.
(E’ curioso, ma forse non del tutto privo di significato, che questa caratteristica appartenga anche al denaro, una delle componenti essenziali della modernità e della stessa democrazia liberale nda).
Ma si obbietterà, la mediocrità dei governanti non solo è accettata ma presupposta dalla democrazia.
Vero, ma se al posto di una democrazia apparente c’è un sistema oligarchico la cosa cambia completamente di segno e di senso.
In democrazia infatti si accetta la possibilità che i governanti siano mediocri proprio per evitare ogni deriva autoritaria e la concentrazione del potere nelle mani di élites privilegiate, come avviene nei regimi aristocratici.
Ma se in democrazia si formano delle aristocrazie di fatto, a causa di un metodo e non in virtù di qualità specifiche, allora la loro mediocrità diventa inaccettabile e intollerabile.
Perché la loro ‘superiorità’ non è giustificata da nulla: hanno i privilegi dell’aristocrazia senza averne le qualità e gli obblighi.”

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Ora, provate a sovrapporre questo testo alla cronaca di oggi e alle pantomime a cui siamo costretti ad assistere.
Poi domandatevi anche come si può dare incarichi cruciali ad Alfano quale ‘Ministro degli Esteri’ che non conosce l’inglese; a tale Sereni, che non ha uno straccio di preparazione culturale certificata, che non sia lo studio delle ‘tinte per capelli’, a ‘Ministro dell’Istruzione’; a tale Lorenzin, liceale ‘maturata’ (tardi), a ‘Ministro della Sanità’.
Avete la risposta?
Bene !
Sappiate che il testo che trascritto è stato pubblicato nel 2004.
Tredici anni dopo: è successo qualche cosa ?
Come no!!!
Siamo sprofondati sempre di più nella ‘melma’ (voglio essere educato), come se fossero sabbie mobili …
Ma che ve lo dico a fare…

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Satelliti e Torri Saracene


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“Capita di porsi domande senza trovare risposta.
E, nel caso la risposta sembri ovvia, scartarla.
E’ troppo ovvia e quindi non plausibile.
Le navi che arrivano ogni giorno a Lampedusa sono uno dei grandi misteri d’Italia.
Imbarcazioni che partono da tutte le coste del Mediterraneo.
Viaggi organizzati da tour operator per parecchie migliaia di €uro a passeggero.
Le navi sono avvistate direttamente sulla spiaggia.
I turisti danno un grido alle Autorità che avviano le procedure di accoglienza.
L’Italia ha dei confini.
E’ incredibile a dirsi, ma i confini esistono anche in mare.
E definiscono le acque territoriali, ma sono confini colabrodo, ci passa di tutto.
Barconi, navi da crociera, zattere da diporto.
Una volta eravamo più avanti.
Usavamo le torri saracene per scrutare il mare.

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Adesso abbiamo i satelliti che mettono a fuoco anche il nostro buco del c..o.
Con Google Earth leggiamo il numero civico delle case.
Potremmo fotografare e contare i clandestini che si imbarcano dalla Libia o dal Marocco e inviare un sms alla Capitaneria di porto di Tripoli.
Ma la tecnologia è un nostro limite.
Oltre al binocolo da spiaggia e all’ex ministro Stanca non andiamo.
Se un terrorista di Al Qaeda prende l’aereo gli danno l’ergastolo.
Se viene in nave finisce in un Cpt.
Una soluzione comunque ci sarebbe.
Dopo lo sbarco dei clandestini, (di solito uomini in salute sui vent’anni destinati al lavoro nero e alle varie mafie), dopo l’accoglienza rituale a questo sventurati che non sanno cosa li aspetta, dopo il tam tam spiaggia-telegrafo-Viminale-RaiRadioTelevisoneItaliana-giornali del giorno dopo.
Dopo tutto questo si potrà agire.
Gli scafisti a casa dovranno tornare.
Sono illegalmente nei nostri confini?
Non hanno più a bordo nessuno?
Bombardiamoli.

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In qualche settimana la situazione si risolverà da sola.
Se, per motivi umanitari, non si vuole usare il cannone di bordo si potrà passare alla monnezza.
Quella radioattiva che viene sepolta nel Mediterraneo.
Due risultati in uno: li contaminiamo e ripuliamo l’Italia”.

22/11/2006 – Beppe Grillo

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Ricordando sempre che queste son parole ormai decennali, vi chiedo : è migliorato qualcosa ???
Non tutti (anzi direi in pochissimi) hanno sufficienti capacità per dare un taglio ironico e paradossale a ‘realtà’ talmente evidenti, ma che ci vengono perennemente raccontate in maniera diversa e manipolata.
In questo senso, Beppe Grillo, il comico tanto vituperato, non deve andare a scuola da nessuno, perché l’ironia e la satira lui ce l’ha nel sangue.
I politici invece sembra che siano stati attaccati da Dracula, sono ‘anemici’ e il loro grande pallore sta a significare il loro grande livore nell’essere sbertucciati per le loro parole e le loro ‘opere’; per gli slogans dell’umanità e della solidarietà (sempre ‘pelosa’ ed ovviamente a carico dei cittadini) che ormai sono sempre gli stessi;
Non devo certo specificare che i cittadini cui toccano gli ‘effetti collaterali’ sono quelli ‘normali’ perché ce ne sono pochi altri (definiamoli semplicemente ‘stranamente fortunati’      😉      ) che con questi ‘giochetti’ ci fanno un sacco di soldi !!!
Ma, fortuna delle fortune, ora la situazione non potrà che migliorare perché a gestire gli Esteri è stato chiamato (crème de la crème) colui che tanto bene ha fatto agli Interni … ed i risultati si stanno già vedendo … ne stanno arrivando più di prima      😉     

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Sia ben chiaro (e l’ho ampiamente dimostrato su questo blog) che io non sono razzista ma sono semplicemente contrario alle cose contro logica e in questa situazione ce ne sono parecchie;
tre su tutte :
A) l’Africa è un continente ricchissimo, peccato sia stato letteralmente ‘spolpato’ da colonizzatori bianchi ed occidentali,
B) è scandaloso che sulla sventura altrui ci sia chi si arricchisce,
C) anche spingendo e pigiando ed utilizzando tanta ‘vaselina’ … tutta l’Africa in Europa non ci entra …

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Parole Nuove


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LE PAROLE DI DON ABBONDIO

“Parole nuove.
Non sentite il bisogno di parole nuove?
Non siete stanchi di Ponte sullo Stretto, TAV, di Mastella, di D’Alema. di Alitalia che falllisce tra sei mesi ogni sei mesi, dell’uso politico del referendum, delle grandi opere, dell’Anas, dei cantieri fermi, di Tronchetti, di Benetton, delle intercettazioni, delle leggi per proibire le intercettazioni, del deficit pubblico, del conflitto di interessi, della riforma radiotelevisiva, delle Authority senza uno straccio di autorità, dei nomi dei politici che a cinquant’anni son giovani e a settanta sono in piena carriera, di Scaroni, dei monopoli privatizzati con la benedizione dei poteri forti e del salotto marcio.
Parole, le stesse parole.
Le stesse facce.
Gli stessi giornalisti con le stesse interviste.
Un incubo quotidiano.
Questo governo aveva la possibilità di usare parole nuove, di rianimare il Paese.
Di lanciare un urlo, Le parole vivono di vita propria, creano speranze, diventano realtà.
Muovono le persone.
Nuove parole, ‘prodi fassino dalema rutelli bertinotti pecoraro dipietro diliberto’ prendete in mano un vocabolario della lingua italiana, cercate le parole, quelle che non usate mai e gridatele.
Per una volta un atto di coraggio.
C’è bisogno di aria pura, non di inseguire l’elefante.
Alcuni mi dicono che quando lo incontrate in Parlamento ve la fate sotto.
Maledetti, non è per questo che siete stati votati.
Non per diventare escrementi elefantizi conto terzi.
Altrimenti come si spiegherebbe la nomina di Mastella, noto giurista e innovatore. Le Procure non hanno la carta e i fax e lui, conto terzi, si indigna per le telefonate di quattro delinquenti e non spende una parola per i 25 ragazzi incarcerati senza processo da tre mesi a San Vittore.
Parole nuove.
Anche in questo referendum, per farti votare, si va al rilancio, a chi taglia più deputati.
Ma ci prendete per fessi? (Sì ndr)
Altro che qualche centinaio di deputati bisogna tagliare.
Abbiamo settecentomila impiegati dello Stato in eccesso e certe Regioni italiane che vivono di sussistenza grazie alle mafie che governano al posto dello Stato, con lo Stato, e impediscono ogni sviluppo.
Stimo parlando di decine di milioni di persone (e di voti ndr) assistite.
Parole nuove Prodi, parole nuove.
Il Paese, quello che vedo nelle piazze piene con gli assessorini comunali/provinciali/regionali chiusi negli uffici a spiare dietro le persiane, questo paese ha bisogno di coraggio, di felicità, di sfide, di innovazione, di interventi immediati, duri, senza sconti contro i monopoli dei media, delle telecomunicazioni (Gentiloni sei ancora lì o ti sei già dimesso?) [No, è diventato il PDC ! ndr. Che combinazione eh], delle autostrade/autogrill, dell’elettricità.
Del rilancio delle Università e della ricerca.
Di gesti importanti e simbolici come la nomina a consulenti del Governo di persone di fama internazionale, le poche che abbiamo, i Rubbia i Piano.
Senza parole nuove questo Governo non durerà.
Abbiamo scelto il meno peggio, non la fotocopia”.

25/06/2006 – Beppe Grillo

Ora facciamo un gioco, proviamo ad attualizzare sostituendo qualche nome e vediamo se l’impalcatura del discorso cambia …
io penso proprio che non cambia molto (e se lo fa è in peggio);
con una classe dirigente siffatta il livellamento è talmente verso il basso da risultare sconfortante, siamo il Paese della mediocrità dove i furbi sono furbi e gli onesti sono fessi;

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