Galileo e il Fotodiodo


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“Quanti di noi non hanno mai visto la Creazione di Adamo, il dipinto di Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina?
Ma quanti di noi non si sono mai accorti, o hanno mai letto nei libri di critici o interpreti, che i contorni del mantello del Creatore e degli angeli che lo circondano rappresentano un cervello sezionato, con tanto di arteria basilare, midollo spinale, ponte di Varolio, chiasma ottico e ipofisi (nel piede bifido di un angelo), oltre ovviamente ai lobi cerebrali?

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E quanti sanno che Michelangelo conosceva queste cose perché frequentava Realdo Colombo, uni dei più grandi anatomici dell’epoca, e sostenitore del cervello come sede della coscienza?
Un libro che riportasse anche solo queste osservazioni varrebbe già il suo prezzo.

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Ma in GALILEO E IL FOTODIODO (2003) di Giulio Tononi, esse non sono che annotazioni a margine del vero discorso, che è la definizione scientifica della coscienza: sulla quale, naturalmente, si sono sbizzarriti critici e interpreti di altro genere da quelli artistici, ma con la stessa perspicacia di fronte a un capolavoro della natura ben più complesso di quello di Michelangelo.
Ed è proprio sulla complessità che si concentra Tononi, arrivando a definire la coscienza come un sistema ad alta complessità di organizzazione e alta integrazione di informazione (accipicchia … ndr).

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A scanso di equivoci, né la complessità, né l’integrazione sono vuote metafore e si possono invece definire matematicamente in maniera precisa, benché sostanzialmente semplice, come mostra la parte centrale del libro.
Il resto del quale è una preparazione alla definizione e una verifica sulla sua plausibilità, nel miglior stile scientifico.
E anche nel miglior stile letterario, che come Italo Calvino dichiarò, è quello di Galileo, e nel miglior stile divulgativo, che come lo stesso Galileo insegna, è quello degli esperimenti di pensiero.”

Un’altra bella pagina scritta dal nostro amico ‘matematico impertinente’.
Con qualsiasi punto di osservazione e divulgazione si voglia utilizzare (metafisico, scientifico o quant’altro) la figura centrale che determina il ‘contenuto’ era, è e sarà sempre l’uomo;
con le sue necessità (più o meno primarie), le sue curiosità, le sue esigenze di analizzare e comprendere, al fine di crescere, migliorarsi, arrivare a quelle consapevolezze che sono, in ultima analisi, il benessere e l ‘élan vital‘ dell’essere umano.

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2 pensieri riguardo “Galileo e il Fotodiodo

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