Invidia ed Omogeneità … Mali Sempiterni


§

2493

Da:   AFORISMI SULLA SAGGEZZA DEL VIVERE
Arthur Schopnhauer

Capitolo:   DI QUELLO CHE UNO RAPPRESENTA

“Tanto sicura, anzi immancabile, è la fama delle opere.
Ma che l’autore le goda in vita dipende dalle circostanze esterne e dal caso: e questo è tanto più raro quanto è più elevato e arduo è il loro genere.
A questo riguardo Seneca dice, con una bellissima similitudine, che al merito segue immancabilmente la fama come l’ombra segue il corpo, solo che, appunto come l’ombra, a volte essa precede il corpo, a volte lo segue. e aggiunge, dopo aver spiegato questo:

*Etiamsi omnibus tecum viventibus silentium livor indixerit, venient qui sine offensa*
(Anche se l’invidia avrà imposto il silenzio a tutti i tuoi contemporanei, verranno altri che giudicheranno senza malanimo e senza favoritismi).

2494

Da queste parole noi vediamo anche che l’arte di soffocare i meriti mediante subdolo silenzio, di ignorarli per nascondere al pubblico il buono a favore dello scadente era già praticata dalle canaglie all’epoca di Seneca come lo è ai tempi nostri, e che alle canaglie antiche come a quelle attuali era l’invidia a cucire le labbra.
Di regola la fama quanto più è destinata a durare tanto più tardi arriva, perché come tutto ciò che è pregiato matura lentamente.

2495

La fama che si perpetuerà presso i posteri è simile a una quercia che si sviluppa assai lentamente dal suo seme: la fama facile, effimera, somiglia alle piante annuali che crescono rapidamente, e la fama immeritata alle erbacce che prolificano in fretta e in fretta vengono estirpate.
Questo processo dipende propriamente dal fatto che quanto più uno appartiene alla posterità, vale a dire è parte dell’umanità come valore universale e indivisibile, tanto più egli è estraneo al proprio tempo, perché ciò che egli produce non è dedicato specificamente alla propria epoca, non appartiene ad essa in quanto tale, ma solo in quanto questa è parte della storia dell’umanità, e quindi non ha impresso il colore locale: per cui può accadere che lo si lasci passare inosservato.
Ogni epoca apprezza invece coloro che assecondano le faccende della sua breve giornata o gli umori del momento, e quindi le appartengono interamente, che con essa vivono e muoiono.

2496

La storia dell’arte e della letteratura insegnano esaurientemente che le più eccelse opere dello spirito umano, di regola, sono state accolte con sfavore e vi sono rimaste finché non sono sopraggiunti spiriti superiori che ne hanno sentito il richiamo e le hanno collocate in una posizione di prestigio che, una volta raggiunta, esse hanno poi conservato.
Ma tutto ciò dipende in ultima analisi da fatto che ognuno comprende e può apprezzare effettivamente solo quello che gli è omogeneo.
Al superficiale è omogeneo il superficiale, all’ordinario l’ordinario, al confuso il tortuoso, allo scervellato l’assurdo; e soprattutto a ognuno piacciono le opere proprie, perché le sente omogenee al cento per cento.
[…]

2497

Come anche il braccio più robusto, se scaglia lontano un corpo leggero, non può imprimergli un movimento che lo faccia volare lontano e colpire con violenza, ma quel corpo ricade fiaccamente vicino a chi l’ha scagliato perché manca di una massa in grado di accogliere l’energia esterna, così accade alle idee belle e grandi, e agli stessi capolavori del genio quando ad accoglierli non vi sono che menti grette, deboli o contorte.
I saggi di ogni tempo hanno fatto coro nel lamentarlo.

Dice ad esempio Yeoshua ben Sira (Gesù figlio di Sirach ndr):
*Chi parla con uno stolto parla con uno che dorme.
Quando ha finito di parlare quello dice: ‘Ma che vuoi dire?’*

2498

E nell’Amleto di Shakespeare:
*A knavish speech sleep in a fool’s ear*
(Un discorso scaltro dorme nell’orecchio di uno stolto).”

§

Se accettassimo la ‘realtà’, quella ‘artefatta’ di oggi, come la miglior realtà possibile (e come no !!!), non occorrerebbero qualità divinatorie per comprendere che, se si sottoponesse questo testo alla massa di persone, la reazione più comune sarebbe: ‘ma chi si crede di essere questo … come si chiama… Scioppauer’ ?
Ecco, da questo ovvio risultato, cominciano tutti i grossi problemi di questa immensa Torre di Babele, che crollerà, non si sa quando, ma si sa come.
(cit)

Invece personalmente credo che sia un ‘passo’ bellissimo e di infinita semplicità oltre che di grande verità;
Esempi facilmente comprensibili e, soprattutto, condivisibili sul ruolo dell’invidia nei rapporti umani; e non solo l’invidia ma tutti i ‘difetti’ insiti nell’animo umano che sono correlati e conseguenti all’invidia (come l’omogeneità);
nel mondo di oggi l’essere umano manifesta qualche (raro) pregio e tanti, ma proprio tanti, difetti che ‘definiscono’ la ‘fotografia’ che tutti possiamo facilmente osservare, è sufficiente ‘aprire’ gli occhi;

“Al superficiale è omogeneo il superficiale …”
all’ignavo è omogeneo l’ignavo …

ogni riferimento ai cittadini ed alla politica attuale è puramente NON casuale !!!

§

Annunci

3 pensieri riguardo “Invidia ed Omogeneità … Mali Sempiterni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...