Economia globale … truffa mondiale


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Oggi, utilizzando il testo MAONOMICS di Loretta Napoleoni (che fa opera sicuramente meritoria nel descrivere il cambiamento ‘epocale’ dell’economia globale) diamo uno sguardo sullo scenario internazionale e sull’egemonia del sistema occidentale (imposto da USA e GB) traendo alcuni spunti da diversi capitoli, che sono legati l’uno all’altro dalla logica del ‘profitto’ ad ogni costo e con ogni mezzo, unito al cinismo che è elemento indispensabile per la riuscita dei vari ‘progetti’, in barba (ed uso un eufemismo) a tutto il ‘perbenismo’ e le ‘morali’ di facciata che vengono quotidianamente sbandierati dalle classi ‘politiche’ che, a loro detta, stanno gestendo il ‘cambiamento’ verso il progresso dei popoli.

seee … e come no…

mi scuso se è un po’ lunghino

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GLOBALIZZAZIONE E CRIMINE

“In Cina le sigarette sono come i fiori.
Pacchetti pregiati si portano in dono a chi ci invita a cena in casa propria.
A Natale sotto l’albero oppure ai matrimoni se ne regalando di costosi e infine nelle tombe, accanto ai defunti, se ne lascia qualcuno di buona qualità.
La cultura delle sigarette in Cina è complessa, antica e ha un suo linguaggio: si dice che c’è un pacchetto per ogni occasione e posizione sociale.
[…]
La Cina è il più grosso produttore di di tabacco al mondo, e data la simbologia a esso associata questo non ci sorprende.
Ma proprio perché esistono in questo Paese una cultura del fumo e un’industria che la alimenta, il crimine organizzato Internazionale l’ha scelta quale epicentro mondiale della contraffazione delle sigarette.
Da qui proviene ormai il 99% di quelle false consumate negli Stati Uniti.
E la macchina clandestina arrotola solo sigarette occidentali, che fino pochi anni fa venivano fumate principalmente fuori dal paese (nel 2001, i produttori cinesi offrivano otto differenti tipi di Marlboro contraffate. Dal 2007 questi stessi hanno iniziato a venderne 60 tipi della stessa marca corrispondenti a 60 Paesi diversi nda).
[…]
E’ dal 1997 che la domanda mondiale si è impennata e in poco più di dieci anni la produzione in Cina e decuplicata al punto che oggi si producono quasi 500 miliardi di sigarette false all’anno.
Con circa 250 miliardi, metà della produzione nazionale, Yunxiao è il centro della produzione, e la qualità è ottima.
Paradossalmente, all’origine di questa crescita esponenziale c’è la campagna antifumo dei Paesi Occidentali, con le pesanti tasse sul tabacco che rendono la contraffazione un buon affare (e niente vieta di pensare che sia una strategia appositamente messa in atto ndr).
Il fiorente mercato è controllato per ora dal crimine organizzato occidentale attraverso l’intermediazione di quello cinese, con guadagni da capogiro: un pacchetto di Marlboro false prodotto in Cina costa intorno ai venti centesimi di dollaro è può essere rivenduto negli Stati Uniti a venti volte tanto.
E’ un commercio quasi più remunerativo del traffico di droga, soprattutto se si considera che il rischio di pena è minore: una sostanziosa multa o qualche anno di carcere invece dell’ergastolo o della pena di morte che in molti casi, tra cui la Cina, attendono il narcotrafficante.
[…]
A far da ponte tra la Cina e i vizi illeciti dell’Occidente sono le ‘triadi’, il crimine organizzato che si sviluppa e stabilisce legami strategici con quello occidentale, più sofisticato ma soprattutto già globalizzato.
E la struttura delle triadi assomiglia molto a quello della ‘ndrangheta.
[…]
Ed è in Italia che hanno frequentato l’università del crimine, laureandosi a pieni voti.

A SCUOLA DEL CRIMINE NEL BEL PAESE

Bastano poche cifre per spiegare l’importanza che le mafie italiane rivestono nella scalata delle triadi nell’Olimpo dell’illecito.
Le vie d’accesso principali dei prodotti falsi smerciati in Europa sono i porti italiani tra i più battuti (io lo so da trent’anni, causa professione): da Genova a Gioia Tauro (soprattutto, e costruito per questo ndr), da Trieste a Palermo e naturalmente al più frequentato Napoli.
Basta farci un giro per capirlo: le banchine sono affollate di navi che trasportano container con la scritta China Shipping e Cosco, una società che si è appena consorziata con la svizzera MSC (che ha capitali napoletani ndr) per gestire il terminal più importante del porto.
[…]
E’ l’interazione con organizzazioni criminali nostrane, come la camorra nel napoletano, che adatta l’industria del falso ai bisogni della società che ne è il mercato di destinazione, e con gli anni la perfeziona al punto da farla diventare una concorrente dell’industria vera.
Fino a qualche anno fa la produzione avveniva in Cina e in Italia arrivava il materiale semilavorato per le rifiniture di qualità, fatte principalmente nella zona di Nola e nella provincia di Prato.
Da circa cinque anni il processo di contraffazione si è spostato totalmente il Cina, non c’è più bisogno del tocco nostrano.
[…]
Il consumatore occidentale è quindi complice dei falsari del nostro tempo ?
E ne è consapevole ?

LA CULTURA DEL FALSO

“Alla radice del dilagare dei falsi troviamo il rapporto con il ‘copyright’.
Da una parte i Paesi in via di sviluppo lo combattono in quanto frutto della cultura egemonica occidentale.
Dall’altra l’Occidente lo difende a spada tratta, pur continuando a comprare beni contraffatti che costano meno.
Potremmo quindi affermare che i Paesi emergenti, nell’opporsi al concetto di proprietà intellettuale sia sul piano filosofico sia su quello economico, danno prova di maggior onestà.
[…]
E qui importantissimi sono i brevetti tecnologici e farmaceutici delle multinazionali occidentali.
Nessuno può negare che la legislazione attuale sia disegnata per proteggere i monopoli e gli oligopoli dei giganti industriali dei Paesi ricchi.
E tutti gli altri, per cui i costi sono proibitivi, sono tagliati fuori da importanti sviluppi scientifici e commerciali.
Il ricorso al falso per loro è uno strumento per uscire da una posizione di svantaggio.
Tra l’altro, lo sviluppo del Sud del mondo fa parte (dicono) degli obiettivi socio-economici del florido Nord dal momento che tutti auspichiamo un pianeta senza differenze profonde, per ragioni tanto pratiche quanto politiche.
Ma mentre il Sud continua a considerare la proprietà intellettuale, scientifica e tecnologica un bene pubblico, il ricco Nord la ritiene un modo per mantenere il primato economico sui mercati.
[…]

LE ORECCHIE DA MERCANTE DI PECHINO

Il governo cinese è perfettamente cosciente che la Cina è diventata la fucina della contraffazione mondiale.
E quando questa attività suscita l’indignazione dell’opinione pubblica, prende provvedimenti.
Nel 2007, dopo una serie di scandali alimentari, viene processato e giustiziato per corruzione il responsabile dell’agenzia di controllo alimentare cinese (quasi come da noi… ndr).
Quando però il falso salpa verso spiagge straniere Pechino se ne disinteressa: il problema non è suo, ma dei governi dei Paesi di destinazione.
Per ora fare orecchie da mercante ha funzionato.
Ma è inevitabile che la crescita esponenziale del mercato dell’illecito mondiale e i guadagni astronomici di chi ne fa parte finiscano per minacciare anche la Cina. […]
Nell’ottica del nostro ragionamento, la contraffazione in Cina è un altro prodotto dell’interazione con l’Occidente: l’altra faccia, quella oscura, della medaglia della crescita economica (ad ogni costo ndr).
[…]
E’ dunque il crimine, non la Democrazia né la Rivoluzione, la minaccia oscura che da quando si è deciso di entrare a far parte del villaggio globale incombe, anche su Pechino.
E non esiste una Grande Muraglia abbastanza possente da tenerla lontano.”

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Domando: qualcuno oggi, o in passato, ha avuto il coraggio ‘intellettuale’ di spiegare dell’economia anche l’altra parte della medaglia ???
Noooo?
E’ per questo che la gente crede a tutto, illudendosi che ci sia qualcuno che abbia la bacchetta magica per cambiare lo status quo.
Senza le attività della ‘criminalità organizzata’ in tutte le sue varianti, l’economia, ma prima ancora la finanza, crollerebbero verticalmente, e con loro tutti i ‘paradisi’ che si sono costruiti, e tutti gli ‘sprovveduti’ che si sono fatti illudere dalle ‘chiacchiere’ di uno stuolo vastissimo di complici e conniventi.

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