Ideologia


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Dalla seconda parte del libro LA SOLITUDINE DEL CITTADINO GLOBALE  di Zigmunt Bauman :

2406

“Quando Marx scrisse L’IDEOLOGIA TEDESCA con l’aiuto dell’amico Friedrich Engels, mutò radicalmente il significato di ‘ideologia’.
Nel titolo dell’opera ‘ideologia’ si riferiva a ciò che i sedicenti ‘ideologi’ facevano, o meglio a ciò che avevano la presunzione o la speranza di fare: si riferiva, cioè, proprio al progetto di indurre azioni umane appropriate mediante la gestione delle idee degli attori.
A finire sotto esame fu la validità della strategia da loro proposta per ‘conformare il mondo alla ragione’.

2407

Marx e Engels, devoti come pochi alle aspirazioni dell’Illuminismo, non trovarono niente da ridire sullo ‘scopo’ di Destutt e dei suoi colleghi: era assodato che il mondo non fosse all’altezza degli standard della Ragione e che qualcosa dovesse essere fatto per sollevarlo dallo stato pietoso in cui era ridotto.
Ma deridevano e criticavano gli ‘ideologi’ per l’estrema inadeguatezza e inefficacia dei ‘mezzi’ proposti.
Il messaggio dell’Ideologia Tedesca era questo: è vero, la condotta umana va profondamente modificata se deve conformarsi al potenziale umano autentico che, come indica la ragione, è gravemente sottoutilizzato, se non addirittura sprecato.
Ma non è vero che possa essere modificata soltanto correggendo le idee delle persone, perché le idee erronee esisteranno finché il mondo da cui provengono verrà costruito secondo criteri erronei.

2408

L’onnipotenza delle idee è una delle molte illusioni che un mondo simile sta producendo in abbondanza, per Marx e Engels, il frutto avvelenato di un mondo costruito in modo sbagliato non era soltanto il prevalere delle idee sbagliate, ma anche il concetto di ‘ideologia’ come presunto antidoto contro l’errore.
E così, gli ‘ideologi’ e gli altri pensatori che condividevano le loro speranze furono accusati di essere fuori strada; meglio di aver intrapreso il loro viaggio verso una società ordinata razionalmente nella direzione sbagliata.
Invece di pensare di cambiare il mondo combattendo contro le idee erronee, avrebbe dovuto cominciare a con il cambiare il mondo materiale (e qui cascano gli asini ndr), perché esso era (e ancora è nda) la realtà umana costruita in modo irrazionale che aveva dato (e continua a dare) origine alle idee erronee.
La verità dei pensieri ha poche possibilità di affermarsi, a meno che non si correggano prima gli errori del mondo.

2409

In altre parole, Marx e Engels rifiutavano il progetto dell’ideologia perché lo consideravano un’ennesima versione dell’ ‘idealismo storico’, in quanto mostrava la stessa vacuità della filosofia idealistica e come le altre versioni ‘rivoltava il mondo come un guanto’, mentre era esso stesso un riflesso capovolto della realtà umana…
Si trattava di rimettere in piedi sia il mondo sia il suo riflesso filosofico, e per farlo occorreva smaschera l’ingenuità degli ‘ideologi’ e ridimensionare l’utilità delle strategie proposte dal progetto dell’ideologia.

2410

Visto in retrospettiva, tutto questo appare come una disputa in famiglia sul terreno dell’Illuminismo: un dibattito sui ‘mezzi migliori’ tra pensatori che concordavano sui ‘fini’, cioè sul bisogno urgente di una ricostruzione completa, guidata dalla Ragione, della società umana.
Soprattutto i sostenitori dell’una e dell’altra posizione filosofica concordavano sul proprio ruolo di portavoce delle Ragione, di educatori di esseri umani razionali e di consiglieri illuminati di tutti coloro già incaricati del compito di creare per legge il nuovo ordine razionale della società, o destinati a rimpiazzare gli attuali legislatori nel caso questi si fossero dimostrati incapaci o riluttanti a intraprendere quel compito e a portarlo a termine. (Sic)

2411

Quando, dopo un’assenza prolungata dal dibattito filosofico, durata quasi un secolo, il concetto di ideologia ricomparve per diventare in seguito uno dei concetti più importanti del discorso politico e delle scienze sociali, esso aveva un significato alquanto diverso (e opposto a quello che era stato il suo senso originario, etimologico): un significato in parte conforme e in parte estraneo al senso che esso aveva avuto agli inizi del Novecento, e che ormai era stato messo completamente da parte.
[…]
Con uno stupefacente voltafaccia, il termine ‘ideologia’ finì per denotare un pensiero essenzialmente non filosofico e prefilosofico, cioè un tipo di pensiero che non può reggere alla prova del ragionamento filosofico e del pensare corretto in quanto tali; qualcosa che la filosofia potrebbe incrociare soltanto nell’attività di critica: un genere di conoscenza ordinario e inferiore che essa è chiamata a combattere e neutralizzare”.

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