conosciamo Helmholtz


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HELMHOLTZ

“Quando l’oculista ci esamina le rétina usa uno strumento chiamato oftalmoscopio, costituito da uno specchio semi-riflettente e semi-trasparente, che permette contemporaneamente di illuminare l’occhio e di guardarci dentro.
Questo semplice ma ingegnoso aggeggio è stato inventato nel 1850 da Hermann von Helmholtz e ha permesso di scoprire che le pupille, lungi da essere nere come ci appaiono, hanno invece un bel colore arancione, striato di venette rosse.
Sono queste ‘piccole’ cose a cambiare la storia dell’umanità e a fornire i mezzi tecnici per passare dalle interpretazioni filosofiche ai fatti scientifici.

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E Helmholtz è stato appunto colui che ha fatto compiere questo salto di qualità agli studi della percezione visiva e uditiva, con ricerche epocali descritte in due opere storiche: L’OTTICA FISIOLOGICA, uscita in tre volumi fra il 1856 e il 1866, e la TEORIA FISIOLOGICA DELLA MUSICA, del 1862.
Tra gli innumerevoli risultati di queste ricerche basta citare da un lato la teoria dei colori, che isolò i tre colori fondamentali (rosso-giallo-blu), e dall’altro lato la teoria della consonanza e dissonanza musicale.
Helmholtz individuò in entrambi i casi i meccanismi fisiologici che presiedono alla visione del colore (i tre tipi di cono dell’occhio) e all’udito del suono (le cellule ciliate dell’orecchio), e intuì il dogma centrale della percettologia: che le sensazioni sono date, ma le percezioni sono (inconsciamente) dedotte.

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HELMHOLTZ (2005) di Michel Muelders descrive coscienziosamente queste ricerche, antesignane delle moderne scienze cognitive e neuroscienze, così come altri risultati della grande scienza: la formulazione della prima legge della termodinamica (la conservazione dell’energia), la determinazione del tempo di propagazione degli impulsi nervosi (26 metri al secondo), e la conseguente esistenza di un ‘tempo di reazione’ .”

Devo dire la verità, queste cose mi erano sconosciute;
si sapevo dello strumento dell’oculista ma senza aver mai approfondito nulla su di esso, eppure come vedete su qualsiasi argomento si può trovare un anello di congiunzione che ci porta ad un argomento neanche troppo correlato;
ecco che possiamo aggiungere un altro significato alla parola ‘cultura’, una visione più allargata e ‘grandangolare’ della realtà;
come sempre, ça va sans dire, sappiamo chi è l’autore delle parole sopra riportate (Piergiorgio) …

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