Il Viaggio nel Tempo ed altre pazzie


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IL VIAGGIO NEL TEMPO E ALTRE PAZZIE

” Volendo sintetizzare la differenza tra due culture parafrasando il noto motto di un notorio matto, potremmo dire che per la scienza ci sono i fatti, e per l’umanesimo solo interpretazioni.
I confini tra razionalità e irrazionalità non sono però nettamente definiti: nella loro vasta terra di nessuno germogliano e fioriscono culture nelle quali è difficili distinguere i fatti dalle interpretazioni, e IL VIAGGIO NEL TEMPO E ALTRE PAZZIE (2002) di Robert Ehlrich ne presenta una decina.
I primi capitoli discutono idee che, per quanto balzane, ci toccano tutti da vicino.
La disequazione ‘più armi, meno criminalità’, ad esempio, potrebbe essere il titolo di un legge Fini-Bossi, e l’affermazione che ‘basse dosi di radiazioni fanno bene’ uno spot di Radio Vaticana.
Di Bella sarebbe soddisfatto se si confermasse che ‘l’Hiv non è la causa dell’Aids’, e gli Agnelli gioirebbero se risultasse che ‘il petrolio è di origine inorganica’ e le sue riserve illimitate.
Quanto a noi, ci accontenteremmo di sapere che ‘esporsi al Sole fa bene’, e dunque che non abbiamo sprecato i soldi delle vacanze.
Gli ultimi capitoli del libro allargano l’orizzonte dedicandosi a problemi meno mondani.

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Alcuni sono ancora legati alle vacanze, in qualche modo: se ‘il sistema solare avesse due Soli’ scopriremmo la stereo-abbronzatura, e se ‘i viaggi nel tempo e più veloci della luce fossero possibili’ le opzioni turistiche esploderebbero.
Il che potrebbe compensare la perdita di un’altra esplosione, la più grande di tutte, se effettivamente ‘il Big Bang non ci fosse mai stato’.
Sembrano veramente pazzie, come dice il titolo del libro, ma sono tutte sostenute, più o meno seriamente, da grovigli di fatti e interpretazioni che Ehlrich cerca piacevolmente di dipanare.
Mostrando, di passaggio, la differenza che corre tra solide argomentazioni e labili discussioni ideologiche.
E chiedendo alla fine, soldi ai lettori che si ritengano soddisfatti”.

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Indovinate un po’ chi l’ha scritto …

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“Nel mondo della scienza ci sono idee e teorie che appaiono curiose, strane, bizzarre, controintuitive, impossibili, a volte persino francamente insensate.
Queste idee poco ortodosse in molti casi vengono rapidamente abbandonate, perché non reggono agli assalti dei loro detrattori; altre volte però si sviluppano in sordina, fino a emergere e diventare le teorie vincenti.
Molte delle teorie oggi affermate sono nate come idee folli.
Ma forse la cosa piú interessante è il dibattito che queste stranezze scientifiche suscitano: è proprio in questi casi che si vede davvero come procede la scienza, quali sono le sue leggi e quali gli strumenti di controllo.
Robert Ehrlich ha scritto un libro accattivante e profondo, esaminando nove di queste idee, tratte dal dibattito scientifico contemporaneo.
Per ognuna prende in esame i pro e i contro, espone i dati noti e i termini della controversia e termina assegnando un suo personale punteggio di «stranezza».
E cosí facendo ci dà gli strumenti per riflettere.

Questo libro ci mostra un metodo ragionevolmente affidabile per decidere con la nostra testa se una teoria scientifica è valida e degna di considerazione, o piuttosto un’assurdità della quale sorridere o, talvolta, allarmarsi.
Perché ogni nuova idea scientifica prima o poi ci tocca da vicino.”

(da Einaudi.it)

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Doppioquinto & Triplo organo


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DOPPIOQUINTO E TRIPLO ORGANO

“Ora che abbiamo indebitato l’Italia con uno dei più imponenti debiti pubblici del mondo, dobbiamo indebitare gli italiani.
La via del debito individuale, famigliare, aziendale è la vera sfida degli italiani verso il loro futuro, più si indebitano, più rischiano di diventare pezzenti.
Siamo il paese del ‘Carpe Diem’, di ‘Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza’, della Divina Provvidenza e degli imprenditori che vantano in pubblico la solidità dei loro debiti.
Ma il problema è che gli italiani sono già indebitati e l’unica possibilità che gli resta è indebitarsi ancora di più.

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Debito su debito.
Oggi c’è il doppioquinto, una geniale proposta che supera il limite della cessione del quinto dello stipendio per attivare un prestito.
Suona anche bene, è puro marketing. Doppioquinto. Bello.
E poi c’è il finanziamento del finanziamento.
Se non hai più soldi per pagare le rate del prestito, sei rifinanziato, anche per una cifra superiore.
Se hai un cappio al collo, te ne offrono un altro, un po’ più stretto.
Il futuro sarà la cessione del triplo organo, rene-testicoli-polmone (comunque te ne rimane sempre uno) per saldare in via definitiva il debito.
O lo strozzino di quartiere, che se proprio va male, si potrà pagare in natura con mogli e sorelle.
Ma vuoi mettere la soddisfazione di una vacanza esotica o della macchina nuova?
Non c’è confronto.

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Il debito è una promessa e ogni promessa è debito.
I cartelloni e la pubblicità sono pieni di promesse delle banche e delle finanziarie, ma l’istigazione alla povertà non dovrebbe essere un reato?
Lucrare sull’indebitamento delle famiglie per futili motivi non è pubblicità ingannevole?
Il superfluo diventa necessario, il risparmio diventa debito, le banche si ingrassano, ma il tenore di vita è salvo”.

Beppe Grillo – 28/06/2006

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