Lo Sconto Postumo


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LO SCONTO POSTUMO

“L’Italia è una nazione fondata sul debito pubblico.
Ha fondamenta debitorie solide.
Un alibi di ferro per le Finanziarie.
Un alibi per nuove tasse, per l’aumento di quelle esistenti.
La Finanziaria preserva il debito pubblico.
Con un imponente debito pubblico le riforme non si possono fare.
E tutto rimane com’è per la felicità dei nostri ‘dipendenti’.
Nessun governo è intervenuto sulla spesa pubblica.
Neppure il ‘ciclista’ (Prodi ndr) e lo sciupà (B. ndr).
Se i costi corrono, le tasse aumentano e il debito tiene.
Il debito è ormai una condizione dello spirito.
E’ nell’aria.
Indebitarsi è uno stile di vita.

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Chi vanta crediti è un fallito.
Bisogna vantare debiti per essere qualcuno.
Più il debito personale è grande, maggiori sono le opportunità.
Si può diventare presidente del Consiglio o della Telecom.
Le parole… accesso al credito rassicura, accesso al debito preoccupa.
Diventiamo accreditati, non indebitati.
Banche, finanziarie e grandi distributori sono in prima fila per la creazione della povertà attraverso il credito.
Se avessi detto a mio padre che mi indebitavo con Taeg 20% per andare alle Antille, mi avrebbe preso a calci nel c..o.
E poi avrebbe denunciato la banca.
Le banche pensano sempre ai nostri sogni.
Li vogliono vedere realizzati insieme agli interessi bancari.
A Natale è disponibile lo sconto se paghi dopo.
Un mistero.
Se si paga dopo sei mesi scatta lo sconto senza alcun interesse.
Se paghi subito no.
Un bel TV color LCD costa circa 1200 €uro.
Se paghi dopo sei mesi in contanti ti costa il 20% in meno.
Un affare.

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Ma se tra sei mesi ti dimentichi, non arriva il bollettino o non hai i soldi cosa succede?
Con Tan 17,48%, Taeg 18,45% (ma possono essere superiori) per 1000 €uro fanno 24 rate mensili da 53,40.
Il risultato è 1281,60. I grandi distributori guadagnano sul debito dei clienti. Assistiti dalle finanziarie.
RESET.
Un ritorno alla cultura del risparmio, la pubblicità del debito va proibita, come è avvenuto per il fumo.
E’ un atto di oscenità sociale.
Un’istigazione a delinquere contro noi stessi.
Per le prossime occasioni, fatevi un regalo.
Comprate meno e solo quello che vi potete permettere.”

Beppe Grillo – 17.12.2006

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Queste sono le parole di un comico …

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stamane ho sentito un politico dire che i loro errori hanno portato un comico dall’8 al 25%, lo ha detto in tono denigratorio, neanche stesse parlando di un mentecatto;
non sanno (dal basso della loro umiltà) che far ridere è una delle cose più difficili, molto più che far piangere, e che quindi un grande comico è sempre un grande attore;
questo comico in particolare poi ha sempre combattuto battaglie sociali con le armi dell’ironia e della satira, da decenni, senza peli sulla lingua;
chi lo denigra o non arriva a capirlo oppure lo capisce fin troppo bene ma ha degli interessi ‘personali’ da salvaguardare;
nella prima categoria vanno annoverati tutti coloro che si lamentano in continuazione ma che, nel contempo, non fanno nulla per mutare le proprie abitudini e per combattere quello di cui si lamentano …

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il politico di cui sopra è (dice) di sinistra, sempre che la cosa abbia ancora un senso, un significato;
la destra è di destra!
Ma Renzi nei suoi 3 anni e con quello che ha detto (molto) e fatto (poco) ha qualcosa che si avvicini almeno un po’ alla sinistra ?
Ecco da dove deriva lo scollamento tra politica e cittadini, tra le parole vuote e la realtà quotidiana.
Ed allora a volte è meglio un ‘comico’ … è più ‘serio’ …

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