La Stella e l’Intero


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LA STELLA E L’INTERO

“Edmond Husserl, fondatore della ‘fenomenologia’ e maestro di Martin Heidegger, era un matematico professionista formato alla scuola di Karl Weiestrass, e al pari del filosofo Gottlob Frege dedicò la sua vita intellettuale allo studio dei fondamenti dell’aritmetica e della logica.
E’ dunque tragicamente paradossale che le due grandi famiglie filosofiche del Novecento, la continentale (antiscientifica) derivata da Husserl e l’analitica (filo-scientifica)ispirata a Frege, abbiano finito per percepire la propria reciproca relazione come una contrapposizione, invece che come un complementarietà.
Il problema è provocato dall’ignoranza della matematica da parte dei fenomenologi, e dal disinteresse per la fenomenologia da parte dei matematici.

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Le eccezioni sono più uniche che rare, ma esistono: lo testimonia il caso di Gian Carlo Rota, che per trent’anni ha avuto due cattedre, una di matematica e l’altra di fenomenologia, al prestigioso Massachussets Institute of Technology di Boston, riuscendo felicemente a combinare la ricerca e l’insegnamento in entrambi i campi.
Prematuramente scomparso nel 1999, Rota ha lasciato inedite le sue corpose lezioni dei fenomenologia intitolate  LA FINE DELL’OGGETTIVITA’.
In attesa della sua pubblicazione il suo allievo Fabrizio Palombi, già curatore di due deliziose raccolte dei suoi articoli, PENSIERI DISCRETI (1993) e PENSIERI INDISCRETI (1997), ci introduce in LA STELLA E L’INTERO (2003) al pensiero filosofico del grande matematico e alle sue visioni: sempre stimolanti, spesso provocatorie, mai offensive.

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A chi le trovasse un po’ inconcludenti, egli stesso obietterebbe:
*Quando un gigante getta un’ombra corta, vuol dire che siamo in pieno giorno*. Oppure:
*Quando un matematico scrive bene gli si può perdonare tutto, anche di essere un fenomenologo* .”

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Anche questo scritto è di P. Odifreddi, matematico ma non solo;
in fondo si tratta di ‘visione’ delle cose e dei fatti che viene sempre ‘condizionata’ da tante variabili soggettive ed oggettive (esterne ma non solo);
avere coscienza e conoscenza di ciò facilita l’osservazione ed il relativo giudizio;
sempre che si sia alla ricerca di un proprio giudizio quanto più obiettivo possibile …

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