Un Matematico alle prese col Secolo


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UN MATEMATICO ALLE PRESE COL SECOLO

“Con Laurent Schwartz, morto il 9 luglio 2002 all’età di 87 anni, è scomparso uno dei grandi intellettuali francesi del Novecento, che visse all’insegna di due grandi passioni: la matematica e la politica.
Il maggior successo scientifico di Schwartz fu la teoria delle distribuzioni, che generalizza il calcolo infinitesimale studiato nelle scuole.
L’idea gli venne cinque minuti prima di addormentarsi, in quella che egli stesso definì *la miglior notte della mia vita*.

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Il miglior giorno, immaginiamo, fu quello del 1950 in cui ricevette il più grande onore a cui un matematico possa aspirare: la medaglia Fields.
Anche se, a causa dei suoi trascorsi trotzkisti (seguace del pensiero di Lev Davidovic Bronstein, detto , in occidente,Trotzki , e, ricordo, assassinato dal partito comunista sovietico, all’epoca , in versione stalinista ndr), dovette faticare per ottenere il visto per andare a prenderla a Harward (Massachusetts USA ndr), nella sedicente ‘terra della libertà’.
La politica impegnò il resto della vita di Schwartz.

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Nel 1960, fu uno dei firmatari del ‘Manifesto dei 121’, che proclamava il diritto dei giovani francesi alla ribellione contro la guerra in Algeria, e la firma gli costò cara: lo licenziarono dall’Università. gli misero una bomba di fronte a casa, e gli rapirono il figlio (che non si riprese mai dal trauma, e si suicidò qualche anno dopo).

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Nel 1968 Schwartz, che nel frattempo era divenuto membro del Tribunale Russell contro i crimini americani in Vietnam, fu invitato da Ho Chi-Min a visitare il paese, e per il suo impegno contro l’imperialismo ricevette il titolo di ‘padrino di tutti i vietnamiti’.
Nel 1980, dopo l’invasione russa, presiedette l’Ufficio Internazionale per l’Afghanistan.

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La sua monumentale biografia, UN MATEMATICO ALLE PRESE COL SECOLO (1997) di Odile Jacob, rende testimonianza al sommo dovere dell’intellettuale, che è di combattere sempre, dovunque e contro tutti i soprusi del potere.
E non il contrario, come sembra di moda in questi tempi.”

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Un intellettuale contemporaneo di tutto rispetto, sconosciuto ai più, che nella sua vita non si è adagiato negli agi della sua indubbia cultura;
un uomo che oltre a validissime idee aveva anche degli ideali (un connubio questo difficile da riscontrare) per i quali si è battuto, in varie parti del mondo, (mettendo a rischio la propria esistenza) più per gli altri che per se stesso;
io non lo conoscevo prima della lettura di questo scritto di Piergiorgio (sempre lui) Odifreddi …

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