l’Anima è la forma del corpo ???


§

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da:  LA FORZA DEL CARATTERE  di James Hillman

“L’anima è la forma del corpo *il principio del suo movimento* nonché la causa finale o scopo del corpo.
In quanto ‘sostanza degli esseri viventi’ tal forma detta psyché influenza e comanda il corpo ed è parte dell’animale in senso più autentico che non il corpo, benché gli interesse dell’uno e dell’altra siano i medesimi.
L’anima dà forma al corpo, pur essendo di per sé incorporea e dunque non localizzabile in un organo, cellula o gene.
A causa della sua incorporeità, la bellezza dell’anima è più difficile da vedere della bellezza del corpo*
(Aristotele).

2317

Millenni dopo, il premio Nobel per la FISICA, Richard Feynman descrisse la forma che ci mantiene identici a noi stessi.
*Ciò che chiamo la mia individualità è soltanto una configurazione, una danza…
Gli atomi entrano nel mio cervello, danzano una danza, poi se ne escono; ci sono sempre nuovi atomi, che però eseguono la medesima danza, perché ricordano com’era la danza ieri*
Per conferire maggiore precisione alla forma di Platone, all’anima di Aristotele o alla danza di Feynman, la tradizione ricorre sovente al linguaggio delle caratteristiche.
All’anima interessa il bene e la bellezza, la giustizia e il coraggio, l’amicizia e la lealtà.
Le analisi del carattere e la descrizione dell’anima usano dei termini in comune, come *giudizioso*, *sagace*, *esperto*, *mite*, *pavido*, *greve*, *vacillante*.
Queste qualità sono l’anima in azione, in quanto disegnano le configurazioni ricorrenti dei nostri movimenti e disvelano la forza formativa dell’anima che influenza e addirittura provoca il nostro comportamento.
L’anima è soltanto un’astrazione, finché non incontriamo la sua coraggiosa volontà di vivere, o la sue giudiziose decisioni o il suo senso dell’umorismo.
Gli aggettivi rendono il nostro comportamento volta a volta profondo, tenero, pavido, modesto, premuroso, crudele o prudente.
Determinano lo stile alla danza.

2319

Noi facciamo anima mettendo in scena aggettivi che differenziano il prolifico potenziale dell’anima.
Attraverso tali caratteristiche, arriviamo a conoscere la natura della nostra anima e siamo in grado di valutare l’anima altrui.
Le qualità sono le sovrastrutture ultime, che costituiscono scopo e forma a ciò che accade al corpo. Sono la forza contenuta nel carattere.
Quella di considerare l’anima come un’intelligenza attiva, che conforma il destino di ciascuna persona e ne traccia la trama, è un’idea utile.
I traduttori dal greco antico rendono a volte con *trama* la parola mythos.
Ecco perché per capire dal di dentro le nostre epiche lotte, le nostre unioni infelici, le nostre tragedie, abbiamo bisogno di una sensibilità per il mito e dalla conoscenza delle varie mitologie.
[…]

2320

Quest’idea dell’anima in generale (e di ciascuna anima in particolare) che si richiama alla struttura, all’intenzionalità e all’intelligenza, che le attribuisce caratteristiche precise, è in netto contrasto con gli odierni cliché sull’anima.
I discorsi che si sentono oggi sull’anima sono dieta liquida, senza fibra.
*L’anima* è diventata un luogo di rifugio fatto di mistero e di nebbie, un paese delle fate di romanzi fantasy, di sensibilità, di sogni e fantasticherie e umori, una cosina graziosa e passiva, inafferrabile e vulnerabile come l’ala di una farfalla.
L’idea di forma, invece, dà una struttura e un carattere all’anima, ed esige pensieri rigorosi:”

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