l’Idea del Tutto


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1859

Il contributo di oggi è tratto dagli ESSAIS (Saggi) di Michel de Montaigne (1533-1592) che, dopo una carriera nel notabilato bordolese (fu anche sindaco di Bordeaux), lasciò la vita mondana, ritirandosi nel suo castelletto nel Perigord;
Quest’uomo ha passato parte della sua vita nell’ OTIUM latino.
Leggendo, studiando, viaggiando, scrivendo.
Tanto da lasciar scritto: “Non sono tanto io che ho fatto questo libro, quanto il mio libro che ha fatto me”.
I libri sono il pane dell’anima, sempre ché si giudichi l’anima come parte importante, se non indispensabile, delle nostre vite.

dal CAPITOLO I – Dell’incostanza delle nostre azioni –

“… Non posso dir niente di me, assolutamente, semplicemente e solidamente, senza confusione e mescolanza, né in un sola parola ‘Distingo’ (io distinguo) è l’articolo più universale della mia logica.
Sebbene io sia sempre propenso a dir bene del bene, e a interpretare piuttosto in senso buono le cose che possono essere interpretate così, nondimeno la stranezza della nostra condizione fa sì che dal vizio stesso noi siamo spesso spinti a far bene, se il ben fare non si giudicasse unicamente in base all’intenzione.
Per cui un atto di coraggio non deve far giudicare valoroso un uomo: colui che lo fosse davvero, lo sarebbe sempre, e in ogni occasione.
Se fosse una consuetudine di valore e non uno sprazzo, renderebbe un uomo egualmente risoluto in ogni evento, solo come in compagnia, in campo chiuso come in battaglia; poiché, checché se ne dica, non c’è un valore nella strada e un altro sul campo.

1858

Egli sopporterebbe con uguale coraggio una malattia nel suo letto come una ferita sul campo, e non temerebbe la morte in casa sua più che in un assalto.
[…]
Il nostro agire, non son che frammenti messi insieme,
‘voluptatem contemnunt, in dolore sunt molliores; gloriam negligunt, franguntur infamia’
(Disprezzano il piacere, ma nel dolore sono deboli: disdegnano la gloria, ma una cattiva reputazione li avvilisce.
– De officiis, I, XXI – Cicerone)
e noi vogliamo acquistarci un onore con falsi titoli.
La virtù vuol essere seguita per sé sola; e se qualche volta prendiamo a prestito la sua maschera per un’altra occasione, essa ce la strappa subito dal viso.
Una volta che l’anima se n’è imbevuta, è una tinta vivace e forte, e non se me va senza portare via il tutto.
Ecco perché, per giudicare un uomo, bisogna seguire a lungo e con attenzione la sua traccia; se la fermezza non sta salda in lui per suo solo fondamento
‘cui vivendi via considerata atque provisa est’
(Chi ha ben riflettuto ha scelto la strada che vuole seguire nella vita –
Paradoxa V, I – Cicerone -),
se le diversità delle circostanze gli fa cambiare il passo (voglio dire la strada, poiché il passo si può affrettare o rallentare), lasciatelo correre: egli se ne va seguendo il vento.
Non c’è da meravigliarsi, dice un antico (Seneca ndr), che il caso possa tanto su di noi, poiché noi viviamo per caso.
Per chi non ha indirizzato in linea di massima la sua vita a un fine determinato, è impossibile regolare le singole azioni.
E’ impossibile mettere in ordine i pezzi per chi non ha in testa un’idea del tutto.

1860

A che serve far provvista di colori a chi non sa cosa deve dipingere?
Nessuno fa un disegni preciso della sua vita, noi decidiamo pezzo per pezzo.
L’arciere deve prima sapere dove mira, e poi adattarvi la mano, l’arco, la corda, la freccia e i movimenti.
I nostri propositi si fuorviano perché non hanno né indirizzo né scopo. nessun vento è buono per chi non ha un porto stabilito.
[…]
Noi siamo fatti tutti di pezzetti, e di una tessitura così informe e bizzarra che ogni pezzo e ogni momento va per conto suo.
E c’è altrettanta differenza fra noi e noi stessi che fra noi e gli altri.
‘Magnam rem puta unum hominem agere’
(Credimi, è molto difficile essere sempre lo stesso uomo
Epstole, 120 – Seneca).
[…]
Non è sano di mente equilibrata giudicarci semplicemente dalla nostre azioni esteriori bisogna sondare fin nell’interno, e veder da quali molle provenga lo slancio; ma, essendo questa un’impresa alta e rischiosa, vorrei che meno gente se ne impicciasse”.

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9 pensieri riguardo “l’Idea del Tutto

  1. Il Tutto e il Niente, il Sopra e il Sotto, il Dentro e il Fuori sono concetti essoterici che non riesco a capire, aiutami a farlo anche usando i tarocchi.
    Grazie caro e auguri!

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      1. Buon Anno Claudio, non penso tu abbia risposto a quello che ti chiedevo, sei stato spiritoso questo si, ma non hai risposto.
        Eppure dovresti essere stato “iniziato” alle attività essoteriche da parte di “Maestri” molto qualificati, quindi non scherzare con i “Tarocchi”, lo sai che possono predire il futuro di ognuno di noi?
        Cosa dovrei fare per essere presa sul serio, mandarti i miei documenti?
        La civiltà si è evoluta nel tempo per merito di una piccola ma indispensabile proprietà dell’uomo, non essere mai indispensabili per il progresso!!
        Leibniz che tu conoscerai molto bene per i tanti articoli postati, lo disse chiaramente, o no?
        Buona giornata a te 😉

        "Mi piace"

      2. non ti ho risposto ?
        io penso proprio di si invece …
        inoltre se tu non riesci a capire il problema è tuo, non mio;
        io conosco solo tre tipi di tarocchi, quelli che hai visto sono 2 ed il terzo … chissà … potresti essere tu ?
        Altro sui tarocchi non so … davvero … non ho tempo da dedicar loro 😉
        ma vedo che affermi di conoscerli bene … allora … ti rivolto la domanda :
        perché non mi aiuti a “capire” ???

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