la Cultura un tanto al chilo


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1839

Un amico mi ha sottoposto alcuni pensieri in libertà, adatti per fermarsi pochi attimi a riflettere, io l’ho fatto e trovandoli interessanti li condivido con voi,
spero che ottengano lo stesso risultato che hanno ottenuto con me : un quadro attendibile della realtà quotidiana attuale;

1836

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“E’ un paese (l’Italia) che recita male ormai quasi tutte le parti, avvolto com’è da un alone di inautenticità che va dall’alto verso il basso.
Sembra che a nessuno o quasi importi più nulla di come fa quello che fa, e di cosa significhi quello che dice soprattutto nelle conseguenze di comportamento. Non c’è nulla di vero, basta il verosimile se è solo un espediente per ottenere un altro risultato.
Se nessuno si sente più in colpa per nulla, ma casomai cerca di non pagare in alcun senso il fio per quello che fa, è tutto lecito, basta riuscire nel proprio intento.
Si misura tutto dal risultato”.

da: SUDDITI – Massimo Fini –

1837

“Prima abbiamo fabbricato con il diplomificio educativo una ‘LUMPEN INTELLIGENCIJA’, un proletariato intellettuale di nessuna consistenza intellettuale.
Questo proletariato del pensiero è stato a lungo tenuto ai margini, ma a forza di crescere e moltiplicarsi ha penetrato man mano la scuola, ha rotto tutti gli argini con la rivoluzione culturale (la nostra, non quella di Mao) e ha trovato il suo terreno di coltura ideale nella rivoluzione Mass Mediale.
Questa rivoluzione è ormai quasi interamente tecnonologica.
Non richiede sapienti, non sa che farsene di menti pensanti.
I media e soprattutto la televisione, sono ormai gestiti dalla sottocultura, da persone senza cultura.
E siccome le comunicazioni sono un formidabile strumento di auto promozione, comunicano ossessivamente e senza sosta che dobbiamo comunicare.
Sono bastati pochi decenni per creare il pensiero brodaglia, un clima culturale da melassa mentale, e cresciuti armate di azzerati mentali”.

da: HOMO VIDENS – Giovanni Sartori –

1838

E concludo con ‘l’odiatissima’ dai più, Oriana Fallaci :

“E’ la qualità che muove il mondo, non la quantità.
Il mondo va avanti grazie ai pochi che hanno qualità che valgono, che rendono, non grazie a voi che siete tanti e scemi.
Il fatto è che lottare consuma, stanca…”

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