𝔼𝕤𝕖𝕣𝕔𝕚𝕥𝕚


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“𝐈 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐩𝐢𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐢 𝐦𝐮𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐚”

𝐇𝐞𝐧𝐫𝐲 𝐊𝐢𝐬𝐬𝐢𝐧𝐠𝐞𝐫

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1782

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( tratta dalla pagina FB di  Angelo Caputo )

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……𝕀𝕊𝕄𝕆


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“𝕀𝕝 𝕔𝕒𝕡𝕚𝕥𝕒𝕝𝕚𝕤𝕞𝕠 è 𝕝𝕒 𝕤𝕥𝕠𝕣𝕚𝕒 𝕕𝕖𝕝𝕝’𝕦𝕠𝕞𝕠 𝕔𝕙𝕖 𝕤𝕗𝕣𝕦𝕥𝕥𝕒 𝕝’𝕦𝕠𝕞𝕠
𝕀𝕝 𝕔𝕠𝕞𝕦𝕟𝕚𝕤𝕞𝕠 è 𝕝’𝕖𝕤𝕒𝕥𝕥𝕠 𝕔𝕠𝕟𝕥𝕣𝕒𝕣𝕚𝕠”

𝕁𝕠𝕙𝕟 𝕂𝕖𝕟𝕟𝕖𝕥𝕙 𝔾𝕒𝕝𝕓𝕣𝕒𝕚𝕘𝕙𝕥

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1781

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𝔼𝕙 𝕟𝕠, 𝕟𝕠𝕟 𝕔𝕚 𝕤𝕥𝕠 !!!


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Ogni giorno ti svegli ed inizia una nuova 𝕝𝕠𝕥𝕥𝕒.
Una lotta contro tutti i “difetti” di una Società malata che ha 𝕔𝕠𝕟𝕥𝕒𝕘𝕚𝕒𝕥𝕠 anche molti (se non addirittura moltissimi) suoi componenti;
è sotto gli occhi di tutti coloro che hanno il desiderio di 𝕧𝕖𝕕𝕖𝕣𝕖 questa realtà : gli Stati fanno 𝕤𝕡𝕖𝕟𝕕𝕚𝕟𝕘 𝕣𝕖𝕧𝕚𝕖𝕨  sui diritti e gli 𝕒𝕘𝕦𝕫𝕫𝕚𝕟𝕚 sui doveri dei cittadini, sempre meno 𝕨𝕖𝕝𝕗𝕒𝕣𝕖 e sempre più 𝕒𝕝𝕚𝕖𝕟𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖.
E tutto per correre dietro ai “desiderata” della Finanza e delle multinazionali :
produrre & consumare, produrre & consumare, produrre & consumare,
crescita , crescita , crescita ,
ecco il nuovo “mantra” …
ed oggi voglio soprassedere sul ruolo dell’informazione in tutto ciò (già ampiamente dibattuto);

1778

la cosa che mi rattrista (ed un po’ infastidisce) è notare però parecchio stato confusionale anche tra di noi, sui social ed anche su questa piattaforma, dove si trovano comunque (citando Pirandello) molte 𝖒𝖆𝖘𝖈𝖍𝖊𝖗𝖊 … (alcune veramente da tragedia greca, altre da teatro dell’assurdo) che altro non fanno che cercare i difetti altrui (per nascondere i propri ?) o altri ancora che distribuiscono 𝕝𝕚𝕜𝕖 (e qualche volta commenti) a “pioggia”;
uno dice “bianco” ed “io” (io ipotetico eh!) giù con un like, un altro dice “nero” et voilà, subito un altro like … forse che questo denoti il “𝖒𝖎𝖔” innato 𝖌𝖗𝖎𝖌𝖎𝖔𝖗𝖊 ???

1780

Con questa premessa, non è facile trovare lo spunto per ricercare
un contributo che si distacchi e non tenga conto dello stato d’animo e del “fastidio” che provo (come quando un mosca ti ronza rumorosamente intorno durante il tuo meritato riposo…)

Allora fatemi cercare un po’ di conforto …

Ci provo con le considerazioni di Simone Perotti, nel suo già più volte citato libro:  ADESSO BASTA !    (E mai titolo fu più aderente al momento, e chi ha “capacità” di intendere, intenda)

Adesso basta

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“E io dovrei bermi il calice della formazione, del team building, dei valori della società fino all’ultima goccia?
Io devo mettere amore, vita, passioni, amicizie in secondo piano rispetto a questo modello economico?

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1779

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𝔼𝕙 𝕟𝕠, 𝕟𝕠𝕟 𝕔𝕚 𝕤𝕥𝕠.

Non è serio verso la stima che ho per me stesso.
Io sono un romantico, un passionale, ma non sono un ingenuo.
Quando qualcuno mi propone di credere in qualcosa, io mi ci metto seriamente.
Ma se lui stesso, per primo, non ci crede prima o dopo lo capisco anch’io.
E smetto.
[…]
Il mio attivismo è sempre stato gravido di occasioni per gli altri. Io ho sempre pensato e fatto molte cose, cercando di produrre opportunità per chi conoscevo. Mi pareva un imperativo etico: so fare molte cose, conosco molte persone, devo creare opportunità per gli altri oltre che per me. In questo periodo l’ho fatto assai meno.
Mi sono preoccupato meno, sono stato un po’ meno partecipe delle questioni altrui. La sorpresa è che ho notato che gli altri (non tutti) ne hanno beneficiato. Ho capito che ero impegnativo, anche un po’ faticoso forse, nel chiamarli sempre all’azione, nel coinvolgerli in qualsiasi cosa. Una mia amica mi ha detto che sono rilassante adesso, che rompo meno le scatole. Lo prendo come un complimento ?”

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𝕚 𝕝𝕦𝕟𝕘𝕙𝕚 𝕔𝕦𝕔𝕔𝕙𝕚𝕒𝕚


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Sapete che non sono credente ma la “morale” di questa storia è molto bella;

l’ho tratta dalla pagina FB di   Thomas Torelli 

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Un Sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno»
Dio condusse il sant’uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno.
C’era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant’uomo sentì l’acquolina in bocca
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato.
Avevano tutti l’aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro
sofferenze.
Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.
Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l’aprì.
La scena che l’uomo vide era identica alla precedente.
C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire
l’acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio :
«Non capisco!»
– E’ semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il manico del
cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi….ma
permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a
nutrirsi gli uni con gli altri !
Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi…

Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura…
La differenza la portiamo dentro di noi!!!

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1776

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ℝ𝔸𝔾𝔸ℤℤ𝕀, ℝ𝕆𝕄ℙ𝔼𝕋𝔼 𝕀𝕃 𝕄𝕌ℝ𝕆


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1774

Che l’abominevole Trump guidi gli Stati Uniti può urtare l’anima di tanta gente, compresa la mia, ma in quel ruolo lui è paradossalmente una novità mentre la Clinton incarnava l’ambiguo passato della democrazia.
In Italia è lo stesso, sa tutto di muffa, con la differenza che noi il Trump di Arcore ce l’abbiamo già avuto (per una volta abbiamo anticipato una tendenza rispetto agli Usa) però non abbiamo novità illuminanti né a destra né a sinistra, non tali da farci leggere il mondo con un bel paio di occhiali nuovi.
Tra l’altro un buco nero ha risucchiato sia destra che sinistra, mischiandole in una centrifuga da caserma.

Intanto il mondo cambia come un cavallo pazzo spronato dalla tecnologia, dalla finanza e dall’odio globale, e noi non riusciamo a stargli dietro neanche con lo sguardo.
Dove sono finiti gli occhiali nuovi? Ci mancano le lenti dei nuovi saggi, dei giusti e dei grandi narratori della Storia, né salgono sul palco (in assenza di copioni all’altezza) i grandi interpreti, mentre la grande orchestra tace nella buca.
L’aria è da requiem, ma non si vede un Mozart.

Ho sempre trovato detestabile chi, dai 50 in su, scrive film per giovani, musica per giovani, s’inventa una politica per giovani o fa abbigliamento per giovani.
Anche se disegna un nuovo slip gli scappa sempre un vecchio merletto.
Lo stesso se scrive una canzone o fa un partito.
Prima o poi ricasca nella muffa, perché si rivolge al giovane rimasto intrappolato dentro se stesso, non ai giovani d’oggi, e questa svista fatale avviene inesorabilmente, eccetto ai geni che non hanno età.

La mia generazione ha fabbricato una trappola letale per le generazioni successive.
Li ha lasciati senza lavoro e senz’anima.
Gli ha rifilato una collana infinita di specchietti per le allodole, un futuro che ricorda i faraoni con gli schiavi. Ragazzi non aspettatevi che i faraoni si ribellino per voi.
È impensabile che gente dell’età (e della mentalità) di Donald Trump possa rappresentare un radicale cambiamento della vostra vita.
Dovrete aprirvi un varco, una breccia in questo orrendo muro, e in condizioni impossibili.

Per ribaltare le cose a questo punto ci vorrebbero dieci nuovi Martin Luther King venticinquenni e una mezza dozzina di Mahatma Gandhi, più almeno un’Anna Kuliscioff, un Che Guevara, un Voltaire, una Evita Peron e un Napoleone per paese.
E non li troverete nelle nostre drogherie.
Sto dicendo che ci vorrebbero almeno 21 grandi giovani di cui nessuno conosce ancora il volto o il nome.
Ma o con la pace o con le più brusche maniere la nuova generazione deve dispiegare le sue grandi anime.
Perché fra voi le grandi anime ci sono e su questo solo un cretino ha dubbi.

Non vedo l’ora di poter lanciare una pantofola dalla finestra in segno di giubilo quando sfileranno il giorno della rivolta.

Diego Cugia di Sant’Orsola   ( alias Jack Folla )

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𝓲𝓵 𝓥𝓮𝓻𝓫𝓸


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Gli articoli che potete trovare su questo blog (contenitore 😉 ), come avrete notato, spaziano tra argomenti di vario tenore;
anche questa è comunicazione (argomento più volte trattato) che è in fondo il legante che unisce tutti quanti noi;
noi usiamo le parole nella loro forma scritta ma le parole sono utilizzate ancor di più nella forma verbale ma cosa le distingue da un qualsivoglia suono ? Cosa dà loro valore ?
Vediamo cosa ne pensa uno scrittore, un giornalista (vero), un letterato …

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1773

“Per millenni, il verbo è stato il massimo valore umano, la capacità dell’uomo di dominare, descrivere, creare il mondo.
Oggi la parola diventa altra, perde importanza, si moltiplica e si svuota, come tutti i consumi, diventano dei suoni vuoti, dei nonsense.
Le volgarità dei media è la loro indifferenza alle distinzioni che la parola deve definire.
E’ volgare il fiume di parole orecchiate, usate impropriamente, piegate a tutti gli usi, che invece di comunicare diventano suoni di fondo.
[…]

1772

Qual’è la pietra che sostiene il ponte ad arco?
Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, ma dalla linea d’arco che esse formano.
Allora perché parlare di pietre è solo l’arco che importa.
Il nostro parlar d’altro è un po’ così, un parlare di particolari, mai dell’insieme, un parlare delle pietre, mai dell’arco della nostra vita.
A forza di termini tecnici, scientifici, da specialisti, non sappiamo o non vogliamo più fare un discorso comprensibile”.

da: IL SECOLO SBAGLIATO – Giorgio Bocca –

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