𝓵𝓪 𝓭𝓲𝓼𝓽𝓻𝓲𝓫𝓾𝔃𝓲𝓸𝓷𝓮 𝓭𝓲 𝓲𝓷𝓯𝓸𝓻𝓶𝓪𝔃𝓲𝓸𝓷𝓲


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1768

La comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) nella sua prima definizione è l’insieme dei fenomeni che comportano la distribuzione di informazioni.
(Wikipedia)

Social, Rete, Media …

la comunicazione passa da loro ma quanto “pulito” fanno arrivare il segnale ???
Quanto invece arriva “disturbato”, “corrotto”, “artefatto” ???

Il segnale che arriva al nostro cervello deve essere poi elaborato e qui si verifica una altra metamorfosi, una ulteriore “mutazione” derivante dalla capacità di analisi che può variare dal massimo al minimo ed in alcuni al nulla assoluto : la cultura e l’onestà intellettuale non sono l’unica variante, subentrano tante altre concause, altri condizionamenti.

Di tutto ciò ne abbiamo la riprova quotidianamente.

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1765

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“The mind is its own place, and in itself
Can make a Heav’n of Hell,
a Hell of Heaven”

(La mente è luogo a se stessa, e in se stessa
può dell’Inferno fare un Paradiso,
del Paradiso un Inferno)

da: PARADISE LOST (Il Paradiso perduto) – John Milton –

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1766

“In una società omologata come la nostra, ‘parlare’ non significa, come ha sempre significato, ‘comunicare’, ma eliminare le differenze che ancora potrebbero sussistere con i nostri simili, in modo che l’anima di ciascuno, già coestensiva al mondo di tutti, diventi coestensiva e al limite sovrapponibile all’anima di chiunque.
A questo punto il parlarci l’un l’altro, quando non è puro ‘linguaggio funzionale’, l’unico a cui è interessato il mondo della tecnica, è puro rumore, che svolge a sua volta la funzione di mascherare l’afasia dell’anima.
Un’afasia determinata non dall’incapacità di esprimersi, ma dal fatto che quando l’anima di ciascuno di noi non dispone di altri contenuti che non siano quelli a tutti forniti, quando più non dispone di un nucleo di individualità né di un residuo di specificità, parlare in prima persona diventa superfluo, se non addirittura un fattore di disturbo nel regima della funzionalità.
Si è venuta a creare quella situazione paradossale in cui ‘l’autenticità’, ‘l’essere se stesso’, il ‘conoscere se stesso’ che l’antico oracolo di Delfi indicava come la via della salute dell’anima, diventa nelle società conformiste e omologate qualcosa di patologico.
Il cognitivismo e io comportamentalismo (behaviour ndr), in quanto psicologie del conformismo, assumono come ideale di salute proprio quell’essere conformi che, da un punto di vista esistenziale, è invece il tratto tipico della malattia.
Il ‘sano realismo’ dovrebbe far sorgere il sospetto che con questa espressione non ci si riferisce tanto una rappresentazione fedele del reale, ma a quella determinata presa di posizione sul reale che è l’accettazione indiscussa dell’esistente, il cui valore consiste semplicemente nell’essere così come esso è, senza la minima cura della sua qualità morale”.

da: I VIZI CAPITALI E I NUOVI VIZI – Umberto Galimberti –

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1767

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“Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispensano entrambe dal riflettere”.

– Henri Poincaré –

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𝕊𝕔𝕠𝕡𝕣𝕚𝕣𝕖 𝕝𝕒 𝕍𝕖𝕣𝕚𝕥𝕒’


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1764

“La verità nessuno può darvela: dovete scoprirla; e per scoprirla, deve esistere in voi uno stato mentale di percezione diretta.
La comprensione nasce dall’esser consapevoli di ciò che è.
Conoscere esattamente ciò che è, il reale, il concreto, senza interpretarlo, senza condannarlo o giustificarlo, è sicuramente l’inizio della saggezza.
Soltanto quando cominciamo ad interpretare, a tradurre secondo il nostro condizionamento ed il nostro pregiudizio, soltanto allora manchiamo la verità.
Le nostre menti sono tanto gremite di nozioni infinite sui fatti, di quanti altri hanno detto, che siamo ormai incapaci di essere semplici e di avere noi stessi esperienze dirette.”

(J. Krishnamurti)

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( tratta dalla pagina FB  di  Realtà, inganno e manipolazione  )

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ℙ𝕒𝕣𝕥𝕖𝕔𝕚𝕡𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖


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𝕷’𝖎𝖒𝖕𝖔𝖗𝖙𝖆𝖓𝖙𝖊 𝖓𝖔𝖓 𝖊’ 𝖕𝖆𝖗𝖙𝖊𝖈𝖎𝖕𝖆𝖗𝖊 𝖒𝖆 𝖛𝖎𝖓𝖈𝖊𝖗𝖊,
𝖈𝖊𝖗𝖙𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖕𝖊𝖗ò 𝖘𝖊 𝖓𝖔𝖓 𝖕𝖆𝖗𝖙𝖊𝖈𝖎𝖕𝖎 𝖍𝖆𝖎 𝖌𝖎𝖆’ 𝖕𝖊𝖗𝖘𝖔,
𝖖𝖚𝖎𝖓𝖉𝖎 𝖎𝖓 𝖗𝖊𝖆𝖑𝖙𝖆’
𝖘𝖊 𝖛𝖚𝖔𝖎 𝖛𝖎𝖓𝖈𝖊𝖗𝖊 𝖑’𝖎𝖒𝖕𝖔𝖗𝖙𝖆𝖓𝖙𝖊 𝖊’ 𝖕𝖆𝖗𝖙𝖊𝖈𝖎𝖕𝖆𝖗𝖊 …

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1763

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ℂ𝕠𝕤’𝕖’ ℝ𝔼𝔸𝕃𝕄𝔼ℕ𝕋𝔼 ℕ𝕒𝕥𝕒𝕝𝕖 ???


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Fra una settimana esatta sarà 𝑵𝒂𝒕𝒂𝒍𝒆.

A ricordarcelo sono le luci accese in ogni dove, sugli alberi, sulle vie ed anche sulle case …

pare che sia festa,
pare che si debba scambiarsi dei doni,
pare che necessiti essere più buoni,

pare, invece a me, che non sia altro che una domenica come le altre ammantata però da tanta retorica e vacuità.

Una giornata (anzi una “doppietta” considerato il 26) destinata a trascorrere a tavola ad ingozzarsi in maniera spropositata.

Ma cosa ho descritto se non la “cartolina” che ci presentano in TV e che alcuni mettono in scena nella realtà …

ma la realtà, quella vera ???

ℂ𝕠𝕤’𝕖’ ℝ𝔼𝔸𝕃𝕄𝔼ℕ𝕋𝔼 ℕ𝕒𝕥𝕒𝕝𝕖 ??? 

Semplicemente la ” 𝖘𝖆𝖌𝖆 𝖉𝖊𝖑𝖑𝖆 𝖋𝖆𝖑𝖘𝖎𝖙𝖆’  …

riempiamo di giocattoli (troppi ed a volte inutili) i nostri bambini ma ci sono bambini sui gommoni in mare o sotto le bombe …

ci affanniamo, intasiamo le vie principali, nella ricerca del regalo “giusto” per amici e parenti mentre c’è gente per cui sarebbe un “regalo” trovare da mangiare tutti i giorni, oppure non annegare, oppure non ricevere una bomba in testa, oppure non venire stuprata, oppure avere un futuro …
quanti “regali” che nessuno si sforza di donare !!!

A Natale tutti devono essere più buoni … si, come no !!!
Tutti coprono con retorica la loro indifferenza e questo non significa essere più buoni, significa solo essere più egoisti e meschini.

E quello che viene detto dai “pulpiti” mi indigna ancor di più perché sono “prediche” fini a se stesse, parole, parole, parole …

Comunemente si dice che ” 𝖎 𝖘𝖔𝖑𝖉𝖎 𝖘𝖔𝖓 𝖑𝖔 𝖘𝖙𝖊𝖗𝖈𝖔 𝖉𝖊𝖑 𝕯𝖎𝖆𝖛𝖔𝖑𝖔 “,
beh … Natale allora è festa per il Diavolo perché di soldi ne girano tanti ma di bontà ….

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(le immagini sono prese da varie parti del mondo Siria, Yemen, Palestina,
e sono solo “alcune” … se volete potete NON guardarle, scegliete voi …)

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TURKEY-SYRIA-KURDS-REFUGEES

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𝐀𝐛𝐛𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐭𝐚𝐫𝐝𝐢


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Le ultime parole di Steve Jobs

Ho raggiunto l’apice del successo nel mondo degli affari.
Agli occhi altrui la mia vita è stata il simbolo del successo.
Tuttavia, a parte il lavoro, ho una piccola gioia. Alla fine, la ricchezza è solo un dato di fatto al quale mi sono abituato.
In questo momento, sdraiato sul letto d’ospedale e ricordando tutta la mia vita, mi rendo conto che tutti i riconoscimenti e le ricchezze di cui andavo così fiero, sono diventati insignificanti davanti alla morte imminente.
Nel buio, quando guardo le luci verdi dei macchinari per la respirazione artificiale e sento il brusio dei loro suoni meccanici, riesco a sentire il respiro della morte che si avvicina…
Solo adesso ho capito, una volta che accumuli sufficiente denaro per il resto della tua vita, che dobbiamo perseguire altri obiettivi che non sono correlati alla ricchezza.
Dovrebbe essere qualcosa di più importante:
per esempio le storie d’amore, l’arte, i sogni di quando ero bambino…
Non fermarsi a perseguire la ricchezza potrà solo trasformare una persona in un essere contorto, proprio come me.
Dio ci ha dato i sensi per farci sentire l’amore nel cuore di ognuno di noi, non le illusioni costruite dalla fama.
I soldi che ho guadagnato nella mia vita non li posso portare con me.
Quello che posso portare con me sono solo i ricordi rafforzati dall’amore.
Questa è la vera ricchezza che ti seguirà, ti accompagnerà, ti darà la forza e la luce per andare avanti.
L’amore può viaggiare per mille miglia. La vita non ha alcun limite. Vai dove vuoi andare. Raggiungi gli apici che vuoi raggiungere. E’ tutto nel tuo cuore e nelle tue mani.
Qual è il letto più costoso del mondo? Il letto d’ospedale.
Puoi assumere qualcuno che guidi l’auto per te, che guadagni per te, ma non puoi avere qualcuno che sopporti la malattia al posto tuo.
Le cose materiali perse possono essere ritrovate. Ma c’è una cosa che non può mai essere ritrovata quando si perde: la vita.
In qualsiasi fase della vita siamo in questo momento, alla fine dovremo affrontare il giorno in cui calerà il sipario.
Fate tesoro dell’amore per la vostra famiglia, dell’amore per il vostro coniuge, dell’amore per i vostri amici…
Trattatevi bene.
Abbiate cura del prossimo.

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( tratta dalla pagina FB di    La forza delle Parole )

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