𝕴𝖙𝖆𝖑𝖎𝖆 … 𝖎𝖑 𝕻𝖆𝖊𝖘𝖊 𝖉𝖊𝖎 2 𝖕𝖊𝖘𝖎 𝖊 2 𝖒𝖎𝖘𝖚𝖗𝖊


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Firme false e fotocopiate.
Succede a Siracusa.
Succede al Pd.
Vediamo ora per quanti giorni, e con quanta enfasi, ne parleranno la stampa ed i TG !!!!!!!!

E vorrei pure il parere del Governo e del dimissionario (?) Renzi …

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𝒍𝒆 𝑷𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝑷𝒊𝒆𝒕𝒓𝒆 … 𝒍𝒆 𝑨𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒐𝒏 𝑴𝒂𝒄𝒊𝒈𝒏𝒊


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Se non ricordate la vecchia storia della “pagliuzza” e della “trave” …
ora potrete leggere un discorso che dovrebbe farvela certamente tornare in mente …
peccato però che poi ci siano dei politici che dalla “mente” e dall’occhio la trave ce la “stiano spostando” in un altro posto, un po’ più in basso, diciamo che ci hanno colto “alle spalle” …

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LETTERA AI DENIGRATORI DEL M5S
di Alessandro Di Battista oggi 14/12/2016

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1432

Non sto certo qui a convincervi a votare M5S, voglio solo dirvi che non si può più ragionare per “partito preso”. Ragionare per “partito preso” significa permettere al proprio partito di “prendere” ogni cosa. Chi si interessa alla politica non può comportarsi come un tifoso che difende ad ogni costo la propria squadra di calcio. E’ stupido, e questo lo dico a tutti quanti. Restate del PD, votate eternamente il PD, fate quel che volete ma non chiudete gli occhi. Proprio chi è del PD dovrebbe indignarsi per quel che sta accadendo oggi. Pensateci.

Vi ritrovate Alfano Ministro degli esteri. Mi ricordo quando discutevamo sull’Alfano Ministro degli interni. Io vi criticavo e voi mi rispondevate: “non piace neppure a noi ma questa è una fase in cui si devono fare le riforme e le riforme si fanno con tutti. E’ solo per questo che Alfano è al Governo”. Ebbene le riforme le avete fatte ma, che vi piaccia o meno, sono state rigettate dal popolo italiano. Quindi adesso perché Alfano è agli esteri? Rispondetemi!

Non vi piace il M5S? Legittimo! Ma perché tutta questa rabbia? Perché ci siamo impegnati sul NO e abbiamo contribuito alla vittoria? Si chiama democrazia. Ci siamo impegnati, tutti l’hanno visto, l’abbiamo fatto con mezzi scarsi, un motorino o i treni regionali ma con grande coraggio e passione. Nelle piazze, nei vagoni, nelle stazioni. Non vi piace questo nostro modo di fare? D’accordo, tenetevi le lettere inviate a milioni di italiani, le fritture di pesce promesse in Campania, l’occupazione della RAI e i guru della comunicazione nordamericani. Ma perché questa rabbia nei nostri confronti? C’è chi sostiene addirittura che chi ha votato NO è responsabile di questa impasse. Vi prego, ve lo dico con garbo, aprite gli occhi!

Chi è stato così arrogante da lasciare al Paese una sola legge elettorale convinto che avrebbero vinto i sì al referendum e che il Senato non sarebbe più stato eletto? Il M5S? E’ colpa nostra? Siate onesti intellettualmente!

Oggi benpensanti di ogni tipo dicono: “il M5S è incoerente perché prima criticava l’Italicum mentre oggi gli piace”. Per l’ennesima volta cerco di spiegarvi il nostro pensiero. Il “porcellum”, la legge elettorale bocciata dalla Corte Costituzionale, venne approvata nel 2005. Sono 11 anni che i partiti politici parlano di legge elettorale. Undici anni, non vi indigna tutto questo? Noi pensiamo che l’unico interesse che oggi hanno i partiti politici è fare una legge elettorale, non a favore dei cittadini, ma contro il M5S. Per questo vogliamo che si esprima la Corte Costituzionale sull’Italicum (e crediamo che ne evidenzierà i vizi di incostituzionalità modificandolo di fatto) e vogliamo votare, dopo averla resa operativa e dopo averla approvata anche al Senato, proprio con la legge elettorale che uscirà dalla sentenza della Consulta. Quindi non sarà l’Italicum ma un’altra legge elettorale!

Non siete d’accordo? Legittimo, non c’è problema, ma siate onesti intellettualmente! Ogni volta che vado in TV mi domandano: “allora prima l’Italicum non vi piaceva e ora sì, siete incoerenti non crede?”. Io rispondo sempre. Ma non sarebbe molto più opportuno chiedere a tutti coloro che l’Italicum l’hanno approvato il perché adesso non gli sta più bene? E voi ve la siete mai fatta questa domanda? Chi ha approvato l’Italicum? Ovviamente la maggioranza, quella stessa maggioranza che sosteneva si trattasse della migliore legge elettorale del mondo e che ora la vuole cambiare anche se non è stata mai usata. Siamo noi gli incoerenti?

Vi prego, aprite gli occhi. Proprio se siete del PD dovreste indignarvi. Dovreste sentirvi feriti più di tutti proprio voi che avete creduto in questo partito e invece, evidentemente per non ammettere a voi stessi un fallimento, ve la prendete con il M5S. E’ assurdo! Non eravate voi che criticavate la mancanza di merito nei governi Berlusconi? E ora tacete di fronte a questo indegno Renzi-bis dove vengono premiati coloro che hanno fallito? Ma vi rendete conto che la Madia, dopo aver ricevuto una sonora bocciatura della sua riforma della pubblica amministrazione da parte della Corte Costituzionale, è stata confermata Ministro della pubblica amministrazione? Vi rendete conto che la Boschi, dopo essere stata bocciata dal Popolo italiano e dopo aver promesso di lasciare la politica in caso di vittoria dei NO, è stata promossa Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri? Vi rendete conto che praticamente tutto il governo che ha approvato il decreto sulle banche popolari, bocciato dal Consiglio di Stato, è stato riconfermato e nei prossimi giorni si occuperà, ancora, della crisi delle banche?

Vivisezionate ogni dichiarazione degli esponenti del M5S, ascoltate e riascoltate ogni nostra parola per trovare l’errore, guardate e riguardate ogni video che facciamo, dizionario alla mano, controllate che ogni termine che utilizziamo sia corretto e tacete di fronte a decreti o riforme, quindi leggi che toccano la vostra vita, la nostra vita, bocciati dalla Corte Costituzionale, dal Consiglio di Stato o dal Popolo italiano? Ma vi sembra serio questo atteggiamento?

D’accordo non vi piacciamo, non dobbiamo mica piacervi per forza, ma ci stiamo impegnando in quel che crediamo.
E voi vi state ancora impegnando in quel che credete?

E soprattutto, ciò in cui credete oggi è quello in cui credevate qualche anno fa?

Buona giornata.

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𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞, 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐞 𝐓𝐕, 𝐄𝐭𝐢𝐜𝐚 … (-_-) 𝐓𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐫𝐮𝐬𝐨 …


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1425

Nonostante tutte le previsioni ‘catastrofiche’ che ci hanno profuso i vari ‘esperti’ sui rischi che si correva nel dopo Brexit, nel votare Trump, e nel votare NO, gli indici di borsa mondiali sono ai nuovo record storici.
Distrazioni di massa?
Riescono a condizionare l’immaginario collettivo, portando la gente a fare il contrario di quello che si dovrebbe?
In tanti temono di sì, ricordando la vecchia regola, non scritta, che dice che nel mondo gli uomini si dividono in sole due categorie: chi frega e chi si fa fregare …

1426

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Nel libro LA PRIVATIZZAZIONE DEL MONDO di Jean Ziegler (edito nel 2003) si trovano alcuni pensieri che potrebbero spiegare tutto quanto sta accadendo di questi tempi.

Vi trascrivo uno stralcio:

“Nell’Agosto del 1996 il governo USA comunica una serie di buone notizie: la disoccupazione diminuisce in modo rilevante, l’economia riprende a crescere, la produttività industriale aumenta insieme ai consumi, le esportazioni progrediscono.

1427

Qual’è la reazione della borsa di Wall Street ?
Il panico.
I principali titoli industriali cominciano a crollare.
Per gli speculatori, la creazione di migliaia di posti di lavoro è un incubo, così come la crescita del consumo interno.
Entrambe annunciano una possibile ripresa dell’inflazione e dunque un probabile aumento dei tassi di interesse, con conseguente spostamento dei capitali speculativi dal mercato azionario verso i mercati monetari, le obbligazioni e i municipal bonds (specie di BOT).
Oggi, le banche centrali hanno un solo mezzo per regolare il mercato finanziario: la fissazione dei tassi di interesse.
Ma queste armi sono assolutamente insufficienti, come dimostra il calo della Borsa di Wall Street nel 1996.
A governare il mondo sono le oscure angosce, le ‘intuizioni’, i desideri, le ‘certezze’, il gusto sfrenato per il gioco e per il profitto degli operatori di borsa (e dei loro mandanti ndr).
Nel corso di ogni giorno lavorativo del 2001, sono stati scambiati circa 1000 miliardi di dollari.
Di questa somma solo il 13% corrisponde al pagamento di un debito commerciale (cioè di una transazione o investimento produttivo), l’87% è pura transazione monetaria che non crea nessun valore.

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Nel 1919, nel suo L’ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO, Max Weber scriveva: “La ricchezza è una catena di uomini che creano valore”.
Oggi non è più così.
La ricchezza è ormai il frutto delle azioni imprevedibili di speculatori avidi e cinici, ossessionati dal guadagno ad ogni costo, e dalla massimizzazione
del profitto nel più breve tempo possibile.
La bolla speculativa si gonfia e l’economia virtuale si sostituisce all’economia reale. […]
L’economia dei ‘padroni’ è tanto più pericolosa in quanto si richiama a un rigoroso razionalismo e procede tramite un gioco di prestigio che punta a far credere all’equivalenza tra rigore scientifico e rigore delle ‘leggi’ di mercato.
Si torna all’oscurantismo.

1429

Ma questa volta abbiamo a che fare con persone che si richiamano alla ‘ragione’.
A questa pseudo-razionalità si deve aggiungere un altro pericolo: rifugiandosi dietro a cieche e anonime ‘leggi del mercato’, la dittatura del capitale impone la visione di un mondo chiuso ed immutabile, rigetta ogni iniziativa umana, ogni azione storica che si radichi nella tradizione sovversiva del non ancora esistente, dell’inconcluso, in breve dell’utopia.
Così esclude l’avvenire”.

A questo punto, se avete ben compreso, dovrebbe scattare una domanda, o più d’una, legittima: ma la politica dov’era e dov’è?
La risposta è pleonastica… :-).
In più, cittadini si sono ‘beati’ nelle secondo loro, meritate distrazioni, che invece, con un gioco semantico, i potentati hanno trasformato in ‘distrazioni di massa’.

1430

Qui, introduco un testo di Michele Serra, che in uno dei suoi (tanti) libri TUTTI I SANTI GIORNI, scriveva:

“La ricchezza senza cultura è il vero immenso scandalo della nostra epoca.
Una ricchezza che smette di produrre cultura, stile, bellezza non ha alcuna giustificazione.
Non è neanche più ricchezza, è solo una sterile crapula, accumulo di quattrini, inutile sfoggio”.

Ma come si è potuto verificare tutto ciò, senza che si sia levato un coro di popolo che reclamasse il diritto alla cultura e alla bellezza?
Anche qui, la domanda e retorica, perché, nel frattempo, il ‘sistema’ aveva messo in atto la sua strategia.
“L’entertainment è quello che è, volgare e trafelato, come nei villaggi turistici di serie B, anche perché gli ‘sponsor’ (ma chi saranno mai    🙂    ndr) stanno tutti i giorni nei camerini a raccomandare agli intrattenitori di essere ‘popolari’, di ‘piacere’ alla gente.

1431

E’ questa paranoia piaciona, questo ruffiano mortificarsi di gente che magari a casa legge Chatwin (scrittore britannico ndr), ma in Tivu, per essere ‘popolare’, organizza gare di peti.
Sarà esattamente lo sbocco previsto dagli scienziati del marketing, arci convinti che, siccome le masse petano e non leggono Chatwin, e a suon di peti che le si fa felici”
E da ciò, non può che nascere il pensiero spazzatura…
“La parola ‘trash’ nacque con un significato preciso e limitato per indicare lo stile di vita di chi cerca di imitare modelli alti non avendone le facoltà e il talento”.

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𝕃𝕒 𝕋𝕖𝕠𝕣𝕚𝕒 𝕕𝕖𝕝 ℙ𝕝𝕦𝕤 𝕍𝕒𝕝𝕠𝕣𝕖


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1414

“Lo avrete notato, ormai da tempo, i lavoratori sono in concorrenza tra di loro.
Più aumenta il numero di lavoratori, più diminuisce il salario (piaccia o non piaccia).
Più si instaura la ‘deregulation’ più si accentra nelle mani di pochi, o di pochi cartelli (chiamiamole pure “multinazionali”), il potere di determinare prezzi, ma anche ‘bisogni’ e consumi.
Svincolare il valore delle monte all’oro, non casualmente, ha fatto il gioco del capitalismo/finanziario selvaggio.
E per questi motivi, ma non solo, che il concetto di ‘capitalismo’ (etico) è deragliato, trasformandosi in un capitalismo selvaggio che ha eluso tutte le regole codificate da Adam Smith in poi.

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Oggi, solo il ‘no-profit’, nel famoso percorso ostinato e contrario, cerca di dare una risposta ‘contro’ lo status quo, ma è una risposta ‘romantica’, un’ultima spiaggia dell’anima incorrotta.
Occorre altro: costringere il ‘capitalismo’ a rientrare nell’alveo dal quale nacque e per il quale la ‘politica’ avrebbe dovuto non farlo esondare.
Avete ben presente che classe politica, che si autodefinisce ‘dirigente’ abbiamo?
E cosa vi aspettate di diverso da quello che succede?
Ecco perché abbiamo bisogno di un ‘comico utopista’.
Dice: ma è ricco ! Ecchissenefrega ! Se li è guadagnati o no ‘sti soldi.
O li ha rubati come fanno quasi tutti gli altri ?”

(citazione – sono concetti non miei ma che condivido al 100%)

Riguardo al contributo che leggerete sotto, come ogni idea, teoria, analisi, andrebbe ‘contestualizzata’ (cosa che non si fa mai) perché la ‘storia e con essa le circostanze’ cambiano con una rapidità sempre maggiore.

1417

Per poterlo fare, occorre necessariamente una mente storica e aperta, non “incrostata”, e un’onestà intellettuale che è rimasta dote di pochi, pochissimi.
I più si sono venduti sull’altare del ‘mercato’ o comunque quella che è la rappresentazione odierna del mercato, più simile a un ‘Suk’, dove ‘cacciare la grana, vedere cammello’ è la prima regola.

(seguito della citazione di cui sopra)

1418

Ora che da parecchio i giochi vengono dettati dal PD che ha fatto un programma elettorale per poi fare tutt’altro una volta al potere mi viene da pensare, secondo un vecchio concetto (ormai anacronistico) di suddivisione politica di “destra” e “sinistra”, alla deriva destrorsa di questo partito originariamente di sinistra (con buona pace dei suoi “inspiegabili” elettori).
il mio pensiero è, appunto, che destra e sinistra oggi in Italia non significhino più assolutamente nulla ma nella storia recente qualcosa hanno rappresentato ed ha suddiviso anche gli elettori secondo il loro ceto sociale.

1416

NB = Il testo trascritto è tratto da FREEDOM AND ORGANISATION del 1934 (!!!), tradotto in italiano nel 1950 con il titolo: STORIA DELLE IDEE NEL SECOLO XIX.

Ho trovato in Bertand Russell, che era un convinto assertore delle idee di ‘Sinistra’ (volutamente con l’iniziale maiuscola, tanto per non confonderla), un capitolo, positivamente critico, con le teorie e i suoi limiti, espresse da Marx.
Eccone un ‘sunto’ :

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Capitolo:    LA TEORIA DEL PLUSVALORE

1419

“La teoria dl plusvalore di Marx è semplice nelle linee generali, ma complessa nei particolari.
Egli argomenta che il salariato produce merci per un valore pari a quello del suo salario durante una parte della sua giornata lavorativa, parte che spesso viene stimata in una metà circa, e che nel resto della giornata lavorativa produce merci che diventano di proprietà del capitalista, sebbene questo non spenda nulla per averle.
Dunque il salariato produce più di quello che viene pagato; il valore di questa produzione supplementare è quello che Marx definisce ‘plusvalore’.
Dal plusvalore provengono il prodotto, la rendita, le decime, le tasse, insomma tutto tranne i salari.
Questa concezione si basa su un ragionamento di ordine economico che non è tanto facile da seguire, tanto più che in parte è valido e in parte fallace.
Però è assolutamente necessario analizzare il ragionamento di Marx dal momento che ha esercitato un profondo effetto sullo sviluppo del socialismo e del comunismo.
Marx parte dalla dottrina economica ortodossa, secondo la quale il valore di scambio di una merce è proporzionale alla quantità di lavoro necessaria a produrla.

1420

Abbiamo già preso in considerazione questa dottrina a poposito di David Ricardo (economista inglese, 1772-1823 ndr) e abbiamo visto come sia solo parzialmente vera e solo in determinate circostanze.
E’ vera nei limiti in cui il costo di produzione è rappresentato dal salario e vi è una concorrenza tra i capitalisti che mantiene quanto più possibile bassi i prezzi.
Se i capitalisti si sono organizzati in trust o cartelli, o se il costo delle materie prime rappresenta gran parte del costo di produzione, la teoria non è più vera.
Tuttavia Marx l’aveva mutuata dagli economisti del suo tempo, che pure disprezzava, evidentemente senza alcun riesame delle ragioni che adduceva.

1421

Il passo successivo del suo ragionamento è derivato (senza il dovuto riconoscimento) da Thomas Malthus (economista e demografo britannico 1766-1834 ndr).
Proviene dalla teoria demografica di Malthus, secondo la quale vi sarebbe sempre stata una concorrenza fra salariati, che avrebbero assicurato che il valore del lavoro, come quello di altre merci, venisse stimato in base al suo costo di produzione (o di riproduzione).
Questo significa che il salario basterebbe appena alle necessità elementari del lavoratore e della sua famiglia e che, in un sistema concorrenziale, i salari non potrebbero superare questo livello.
La teoria della popolazione di Malthus, al pari della teoria del valore di Ricardo, va soggetta a limitazioni che abbiamo già preso in considerazione.
Marx la respinge con disprezzo ed è obbligato a farlo, perché, come Malthus ha avuto cura di far notare, se fosse vera qualsiasi utopia comunista diventerebbe impossibile.
Però Marx non adduce alcuna argomentazione razionale contro Malthus e, cosa ancora più degna di rilievo, accoglie senza discuterla la legge, per la quale i salari debbono essere sempre in un sistema concorrenziale, al livello della pura sopravvivenza, e questo deriva dal fatto che Marx accoglie proprio quella teoria che, in altri momenti, respinge.
[…]

1422

Se supponiamo che, nell’attività economica considerata, vi siano molti capitalisti in concorrenza fra di loro, allora, posto che la situazione sia stata inizialmente quella che Marx presume, sarà possibile ribassare il prezzo e tuttavia ricavare ancora un profitto e quindi questo sarà ottenuto grazie alla concorrenza.
Il capitalista dovrà, sì pagare dei noli e probabilmente degli interessi sui capitali presi in prestito, ma, dal canto suo, sarà costretto a ridursi al profitto minimo che giudica gli dia ragione di proseguire nella sua attività.
D’altre parte, se non vi è concorrenza, il prezzo sarà fissato, come tutti i monopoli, in base al al principio di ‘ciò che il mercato può sopportare’, principio che non ha nulla a che vedere con la quantità di lavoro necessaria.
Quindi, mentre è innegabile che ci sia chi si arricchisce con lo sfruttamento del lavoro, l’analisi di Marx dei processi economici che lo rendono possibile è errata.
E la ragione principale per cui è scorretta sta nell’aver accolto la teoria del valore di Ricardo.

1423

In precedenza mi sono espresso come se (a prescindere dalle fluttuazioni valutarie) il valore si potesse determinare in base al prezzo.
In effetti questo è quanto segue dalla definizione del valore, che è la quantità delle altre merci con cui si può scambiare una data merce.
Il prezzo è soltanto un modo per esprime in termini commensurabili i valori di scambio di merci diverse: se vogliamo confrontare i valori di parecchie merci diverse, possiamo farlo con la massima facilità per mezzo del loro prezzo, vale a dire (con una valuta in oro) per mezzo del loro valore di scambio rapportato all’oro.
Nei limiti entro i quali valore significa ‘valore di scambio’, il fatto che (in ogni momento dato) il valore venga misurato per mezzo del prezzo non è altro che una conseguenza logica della definizione.
Però Marx ha una diversa concezione del valore che contrasta, in maniera poco chiara, con la definizione del valore come valore di scambio.
Quest’altra concezione, che non viene mai chiaramente alla luce, è etica o metafisica; sembra voler significare *a quanto ‘dovrebbe’ essere scambiata una merce*.

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FORSE per vederlo potrebbe essere necessario avere un account FB … PROVATE
[non ho trovato altro modo (non c’è ancora su YouTube) … ma io lo vedo comunque]
a me puzza tanto, ma tanto di 𝖛𝖊𝖗𝖎𝖙𝖆’ … fate voi … ma non fate caso alle facce, specialmente dopo i pasti …

 

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𝕴𝖑𝖑𝖆𝖟𝖎𝖔𝖓𝖎 𝖔𝖕𝖕𝖚𝖗𝖊 𝖗𝖊𝖆𝖑𝖙𝖆’