“Perché noi portiamo il fuoco” — ilconsigliereletterario


una trama oppure una previsione ???

Che cosa resta all’uomo quando a morire è il mondo?

l'eta' della innocenza


Che cosa resta all’uomo quando a morire è il mondo? Che cosa resta di un uomo, di tutti gli uomini, quando ogni altro esistere si è spento? Che cosa significa aprire gli occhi, respirare, lottare in uno spento scenario di cenere e polvere assalito dal buio, frustato dal gelo, spazzato d’aghi di pioggia? Che senso […]

via “Perché noi portiamo il fuoco” — ilconsigliereletterario

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siamo manipolati (e da parecchio)


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(vale per le religioni ma non solo)

“La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse sono un importante elemento in una società democratica.
Coloro che manipolano questo meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro Paese.
Noi siamo dominati, la nostra mente plasmata, i nostri gusti formati, le nostre idee suggerite, da gente di cui non abbiamo mai sentito parlare.
Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata.
Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo.
In quasi ogni azione della nostra vita quotidiana, sia questa nell’ambito della politica o degli affari, nel comportamento sociale o nel pensiero etico, siamo dominati da un numero relativamente piccolo di individui che comprendono i processi mentali e gli schemi sociali delle masse.
Sono loro che manovrano i fili per controllare l’opinione pubblica.”

(Edward Bernays) *

* spin doctor nipote di Freud e padre riconosciuto della propaganda…

da Wikipedia :

“Combinando le idee di Gustave Le Bon (autore del libro Psicologia delle folle) e Wilfred Trotter (studioso del medesimo argomento) con le teorie sulla psicologia elaborate dallo zio, Bernays fu uno dei primi a commercializzare metodi per utilizzare la psicologia del subconscio al fine di manipolare l’opinione pubblica.
A lui si devono le locuzioni “mente collettiva” e “fabbrica del consenso”, concetti importanti nel lavoro pratico della propaganda.
Stimolando i desideri interiori della gente e poi soddisfacendoli con prodotti di consumo, stava creando un nuovo modo di governare la forza irrazionale delle masse, che lui chiamava “ingegneria del consenso”.”

Ora capite come funziona davvero il giochino ???

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ETICA INDIVIDUALE E SOCIALE


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Oggi vi propongo uno stralcio tratto dal libro: IL MIO PENSIERO di Bertand Russell che trovo molto interessante e molto significativo in questi tempi che io definisco di “nuovo Medio Evo” (cui spero segua, ma ho molti dubbi in merito, un nuovo “Rinascimento”), tempi colmi di oscurantismo sociale, etico, interpersonale, culturale ed emozionale.
Gli esseri umani non fanno più gruppo (quindi nemmeno Stato) ma sono sempre più isolati in se stessi, sempre più alienati, sempre più privi di una vita “vera”, sempre meno uomini e più “numeri”, sempre con meno diritti e più doveri, sempre più in lotta tra loro, sempre più sacrificabili sull’altare della “produzione > vendita > consumo”.

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Ed il consumismo fine a se stesso e non finalizzato ad una reale necessità di sopravvivenza e sviluppo è una delle cause della china ripida cui stiamo scivolando (direi “rotolando”) acquisendo vieppiù velocità: quando supereremo il limite ultimo di controllo, e non sarà più possibile “frenare”, faremo parte di una “valanga” che ci porterà rovinosamente in fondo al baratro dove l’umanità si schianterà definitivamente.
E sul concetto di Stato ci dice qualcosa di interessante Russell.
Leggendo questo contributo mi viene subito da pensare (ormai è una specie di “tormentone”, però “positivo”) al PIL e a cosa rappresenta, ma soprattutto a cosa NON rappresenta … (Bob Kennedy docet);
la risposta sta tutta li !!!

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La vita umana si sta sempre più riempiendo di cose inutili e pericolose e svuotando di quelle utili ed essenziali, totalmente, sia a livello materiale che spirituale  !!!
E al danno si aggiunge la beffa: in questo peggioramento (innegabile), l’uomo, dal “basso” della sua stupidità (innegabile), sta utilizzando, depauperando, inquinando, distruggendo il Pianeta che è la fonte della nostra sopravvivenza … quindi, in ultima analisi, si sta “suicidando” !!!

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Leggiamo insieme parte del

Capitolo:    ETICA INDIVIDUALE  E  SOCIALE

“[…]
Senza una certa consapevolezza dei fini, la vita diventa tetra e opaca; alla fine, anche troppo spesso il bisogno di stimoli prende una via di sfogo peggiore di quella che avrebbe preso in una diversa situazione: nella guerra o nella crudeltà o negli intrighi o in qualche altra attività distruttiva.
Coloro che si vantano di essere quel che si dice uomini ‘pratici’ sono quasi tutti persone preoccupate solo dei mezzi.
Ma questo non è che una metà della saggezza.

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Se ci rivolgiamo all’altra metà, quella che si cura dei fini, la dinamica dell’economia e l’intera vita umana assumono un aspetto del tutto nuovo.
Non ci domandiamo più: che cosa hanno prodotto i produttori e che cosa il consumo ha permesso di produrre a loro volta ai consumatori?
Ci domandiamo, invece, : nella vita dei consumatori e dei produttori che cosa vi era che potesse renderli felici di essere vivi?
Quali cose hanno sentito o conosciuto o compiuto che potessero giustificare le loro creazioni?

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Hanno sperimentato la gloria di qualche nuova conoscenza?
Hanno conosciuto l’amore e l’amicizia?
Si sono rallegrati del sole, della primavera, del profumo dei fiori?
Hanno provato quella gioia di vivere che le comunità più semplici esprimono attraverso la danza e il canto?
[…]
Non sempre le persone ricordano che la politica, l’economia e, in generale, l’organizzazione sociale, appartengono al dominio dei mezzi, non dei fini.

1346

Il nostro modo di pensare politico e sociale cade in quella che potremmo definire ‘fallacia dell’amministratore’, con il che io non voglio intendere l’abitudine di guardare a una società come a un tutto sistemizzato, in modo che la si ritiene buona se si potrà avere il piacere di vedere in essa un modello di ordine, un organismo pianificato le cui diverse parti s’incastrano perfettamente le une nelle altre.

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Però una società non esiste, o almeno non dovrebbe esistere, allo scopo di soddisfare un esame condotto dall’esterno, bensì per dare vita buona agli individui che la compongono.
E’ negli individui, e non nell’insieme, che si deve ricercare il valore ultimo.
Una società buona è un mezzo per dare una vita buona a coloro che la compongono e non qualcosa che abbia un genere distinto di eccellenza per proprio conto.
Quando si dice che una nazione è un organismo, si ricorre a un’analogia che può essere pericolosa se non se ne riconoscono i limiti.
Gli uomini e gli animali superiori sono organismi in senso stretto qualsiasi cosa, buona o cattiva, che capiti a un uomo, tocca ‘lui’ in quanto singola persona e non questa o quella parte di lui.
[…]

1349

Ecco perché colui che riceve il bene o il male è il singolo individuo e non, da una parte, una qualsiasi parte separata dell’uomo, ne d’altra parte, un insieme di uomini.
E’ un errore credere che vi possa essere un bene o un male in un insieme di esseri umani, un bene o un male collocati sopra e al di fuori dei diversi individui: e per di più è un errore che porta dritto al totalitarismo.
Tra i filosofi e gli statisti ve ne sono alcuni che pensano che lo Stato possa avere un valore superiore di per sé e non semplicemente in quanto mezzo per il benessere dei cittadini.
Non vedo come potrei concordare con questo modo di vedere.

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‘Lo Stato’ è un’astrazione: non prova né piacere né dolore, non ha speranze né timori e quelli che noi consideriamo i suoi scopi in realtà sono gli scopi degli individui che lo dirigono.
Se pensiamo concretamente e non in astratto, troviamo, in luogo ‘dello Stato’, certe persone che hanno maggior potere di quanto ne tocchi in sorte alla maggior parte degli uomini.
Quindi la glorificazione dello ‘Stato’ risulta essere, in effetti, la glorificazione di una minoranza che governa.
Nessun democratico può tollerare una teoria così fondamentalmente ingiusta”.

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1345

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