Profitto = + quantità – qualità


§

1273

Il profitto selvaggio ha preso il posto della crescita qualitativa della vita di tutti noi.
Inutile ribadirvi che la dicotomia tra “qualità e quantità” è presente in molte realtà e non ne è certo esente anche la vita umana;
Posso citare un esempio della metropoli a me vicina, Milano, anche supportato da un amico li residente che mi ricorda di un recente passato in cui il segno distintivo della città (ben più di una vecchia pubblicità che parlava di una “Milano da bere”) era una robusta ‘borghesia’ illuminata e da una classe lavorativa, artigiani, operai, bottegai, di grande qualità.
Basterebbe, per esempio, considerare cosa era l’Alfa Romeo, prima, e cosa è diventata, dopo…
Ma lo stesso discorso può essere fatto per innumerevoli altre categorie.
L’intelligenza, il merito, le capacità, la conoscenza e l’impegno dei singoli facevano la differenza; poi con l’arrivo di Berlusconi e di un certo modello di fare imprenditoria le cose sono radicalmente cambiate (inutile dirvi, in peggio).

Io ho citato innumerevoli volte un certo discorso (datato 1968, anni ancora non “drammatici” come quelli odierni dal punto di vista della globalizzazione e del capitalismo) che verteva sul PIL e che si conclude con una affermazione di una lucidità, onestà e veridicità indiscutibili; il Senatore Kennedy concluse il suo bellissimo discorso in Alabama dicendo :
” Il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”

1274

Allora, proviamo a leggere queste pagine, e sappiatemi dire se vi riconoscete – concettualmente – in quello che l’autore scrive e descrive:

IN COSA SBAGLIAVA REX

Nel romanzo di Evelyn Waugh RITORNO A BRIDESHEAD, a un certo punto il protagonista Charles, esce a cena con Rex Mottram, membro del Parlamento nonché squalo della finanza.

§

“Il conto lo pagherà Rex, e decidono di andare al ristorante preferito da Charles, che si trova in una stradina tranquilla ed è perfetto per l’occasione.
Rex gradisce la cena, ma pensa a quanto sarebbe più redditizio quel posto se ‘qualcuno lo prendesse in mano come si deve’.

1279

Sappiamo bene cosa significherebbe: il ristorante perderebbe la sua genuinità diventando sfarzoso e volgare; i prezzi salirebbero alle stelle e inizierebbe ad assecondare le pretese del mondo alla moda e del gossip.
Charles è disgustato.
Si sarebbe subito tentati di schierarsi dalla sua parte e pensare che la commercializzazione è il nemico numero uno, insieme a individui odiosi e insensibili come Rex.

1275

Il consumismo non fa altro che snaturare le cose e peggiorarle.
Un posto grazioso e intimo si trasformerebbe nell’ennesimo tempio del consumo di massa.
Che orrore.
Proviamo a vederla in un altro modo.
Così com’è, quel ristorante ha diverse cose che funzionano molto bene.
Anzi, meglio che in altri posti.
Dovrebbero crescerne di più di locali simili.
Insomma quel tipo di realtà dovrebbe diventare la norma, non l’eccezione.
Se, però, ci chiediamo cosa lo renda tanto eccezionale, probabilmente la risposta è che non molte persone sanno come creare qualcosa di simile.
Dietro un’idea valida c’è qualcuno che dispone delle competenze giuste per rendere un piccolo ristorante così delizioso: come stilare un menu ricercato mantenendo un’alta qualità, come indurre i clienti a vestirsi con eleganza e ad avere determinate attenzioni.

1278

Dovremmo augurarci che quelle competenze siano più diffuse, che abbiano un’influenza maggiore nel mondo.
Il processo di commercializzazione dovrebbe tradursi nel rendere particolari qualità fruibili in più luoghi.
Quali risultati si otterrebbero applicando la stessa filosofia nei bar e negli hotel ?
Più volte ho ripensato a questa scena di Ritorno a Brideshead, e ho sempre creduto che la commercializzazione appartenesse al mondo dei Rex.
Non mi sono mai chiesto come potrebbero competere sul serio nella nostra società le cose che mi stanno a cuore.
Rinunciando a realizzarle, ho assunto un atteggiamento quasi tragico nella convinzione che il Profitto fosse il peggiore dei mali, dando potere e rilievo alle cose che odiavo di più.

1276

Inconsciamente, insomma, ho dato per scontato che ciò che è buono non può essere redditizio: i film migliori vanno tutti in perdita. i libri dei poeti più bravi restano a impolverarsi sugli scaffali delle librerie.
La qualità, pensavo, non avendo alcun valore, sopravvive solo grazie ai sussidi statali, cioè all’intervento dei politici per garantire all’interno del mercato una zona franca riservata alla bellezza e alla serietà non competitive.
Poi ho capito che la politica è un meccanismo troppo povero per permettersi simili lussi.
La politica si limita a riflettere gli interessi dominanti della società, e l’unica preoccupazione dei politici è vincere le elezioni quindi, rappresentare le esigenze di alcune fasce di aventi diritto al voto accuratamente selezionate all’interno dell’elettorato (il libro è del 2012 eh … ndr).
In teoria lo scopo di chi ci governa dovrebbe essere quello di far prosperare la bellezza,il bene e la verità (in teoria, quindi in pratica, è compito della collettività).
La realtà, infatti, è che i politici non saranno mai gli angeli custodi di tali ideali.
Così, chi vuole davvero vederli fiorire non può far altro che confrontarsi con il mercato in cui è inserita la cultura imperante.
E questo confronto si chiama ‘commercializzazione’ “.

1277

per dirla come Musil,la dote di non avere doti è, oggi, indispensabile per galleggiare, e se le ultime righe vi hanno fatto subito pensare al nostro attuale governo … non è altro che la dimostrazione che quello che avete letto è vero :
tutto ciò che ha attinenza con il potere, con il denaro, con il profitto, non ha alcuna attinenza con la qualità; può essere attirata solo dalla quantità, può essere frutto solo della disumanizzazione del mondo e degli uomini …

§

3 pensieri riguardo “Profitto = + quantità – qualità

    1. beh, ovviamente il discorso è generale e ci possono essere dei settori di nicchia dove si curi maggiormente la qualità (penso ad alcuni vini ad esempio) ma dove anche il profitto (in proporzione alla stessa) non è inferiore;
      ma tendenzialmente oggi si producono in grandi quantità oggetti, cibi e servizi che qualitativamente sono scadenti oppure assolutamente inutili …
      ciao 🙂

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.