una voce da Cuba


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Vi propongo questa lettera ( tratta dalla pagina FB di  La cultura negli aforismi ).
Certo è la voce di una sola campana ma sembra che, a differenza dei tanti, troppi, che parlano in giro per il mondo, questa “campana” sia stata a Cuba ed abbia assaporato l’aria di questo Paese …

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di Lia De Feo

Io non ho amato Cuba, nei tre anni trascorsi a studiare lì.
Tanto è vero che mi spostavo in Messico ogni volta che potevo, e alla fine a Cuba ci avrò trascorso un anno e mezzo in totale.
Non l’ho amata perché amo poco le isole, in generale, e perché i cubani mi davano sui nervi, parecchio…. l’embargo è uno stillicidio di cose che non funzionano, che non si trovano, che sono difficilissime da fare……
Eppure, Cuba funzionava…..
All’interno della facoltà sembrava di essere negli anni 50 dopo un bombardamento: banchi, cattedre, lavagne, tavoli sbilenchi, lampadine a intermittenza, computer e telefoni arcaici, sedie metalliche incongruenti, tutto in rovina, tutto cadente, e in mezzo a tutto questo professori trasandati, sciupati, malvestiti, che però ti facevano lezioni durante cui il tempo volava, che sapevano quello che facevano, che erano bravi.
A volte proprio bravi.
L’assoluta incongruenza tra lo squallore del luogo e la qualità delle parole.
E la serietà, la severità, l’inflessibilità dietro la trasandatezza…..
E’ difficile, per una come me, arrivare all’aeroporto praticamente in fuga, vedere gli sportelloni di un aereo angolano che si aprono e i passeggeri che cominciano a scendere: in sedia a rotelle, in barella, uno più sciancato dell’altro.
Africani che vanno a curarsi a Cuba.
Gente che noi, in Europa, lasciamo morire con indifferenza se non soddisfazione, e che la poverissima Cuba invece accoglie e cura….
Ti accorgi che sei una straniera viziata o, peggio, che non sei proprio nessuno………..
Che la Storia, da quelle parti, non sei tu, non passa per l’Europa.
Tu sei lo spettatore pagante, se ti va bene, oppure aria, vattene.
Cuba mette a fuoco altro da te….
Ed è straniante sentire gli europei che parlano di Cuba e dicono sempre, puntualmente, tutto il contrario di quello che vedi tu…
“E’ una dittatura, la gente vuole fuggire, gli omosessuali perseguitati, i dissidenti“…….
I cubani fanno il diavolo che gli pare. E pure gli stranieri….
Diceva la mia padrona di casa:
“Tre cose non si possono fare, a Cuba: le droghe, lo sfruttamento dei bambini e, se sei straniero, una smaccata propaganda antistatale.
Per il resto, se vuoi camminare per strada nudo e a testa in giù nessuno ti dice niente.”
I dissidenti? Avranno una dignità quelli legati alla Chiesa, suppongo, ma credo che tutti sappiano che le varie Damas en Blanco, per non parlare poi della Sanchez, prendono soldi per ogni manifestazione che fanno……….
I cubani muoiono di nostalgia, lontano da casa, dalla famiglia, dalla loro gente, dal loro riso e fagioli.
Sono uniti da fare schifo, i cubani.
E se si sentono minacciati, di più.
Ne sanno qualcosa gli USA, che inasprirono l’embargo nel momento esatto in cui cessarono gli aiuti dall’URSS e a Cuba fecero, letteralmente, la fame.
Speravano in una rivolta, gli USA.
Si ritrovarono con un popolo che si rimboccò le maniche per l’ennesima volta …..
Gli omosessuali, poi: a Cuba si celebra il Pride, per dire…….
Ma, soprattutto, ricordo una pubblicità progresso dello Stato, dei cartelloni esposti nelle farmacie che mi colpirono molto.
Era una cosa sulla prevenzione dell’AIDS e c’era la foto di due gay che si baciavano.
Ma a differenza dell’Europa, dove i due gay sarebbero stati giovani e bellissimi, nella foto cubana c’erano due signori di mezz’età, bruttini, normali.
Due comuni cittadini, come li avresti potuti incontrare sul pianerottolo.
Né giovani, né belli, né magri, niente.
Due signori che si baciavano e un pacato invito all’amore che non escludeva la prevenzione.
Sobrio. Rispettoso. Bello.
E si concedono pure il lusso di esportare i loro medici in Venezuela.
Questo, hanno fatto i cubani: hanno esportato medici in cambio di petrolio. Perché questo è quello che hanno:…………
Come, poi, questi medici, questi professionisti cubani riescano ad essere bravi nonostante ristrettezze di ogni genere (falla tu, ricerca, in un paese con internet a pedali) io non lo so e non l’ho capito.
Ma ce la fanno…………
In Nicaragua, quando la gente scopre che vivi a Cuba si emoziona.
Manca solo che ti abbracci. Perché, in un modo o nell’altro, tutti debbono qualcosa ai cubani.
“Io mi sono laureato a Cuba, gratis!” “Mio padre è stato salvato da un medico cubano!” Una folla.
Il Nicaragua trabocca di gente che in gioventù è stata presa e spesata da Cuba per studiare, che ha avuto vitto e alloggio gratis per anni, che ha con l’isola un debito a vita….”
Sì, sono fortunati, loro. Perché è una questione di prospettiva: se nasci povero, malato, sfortunato, è meglio se nasci a Cuba. Molto meglio, proprio.
Fuori da lì, muori e muori male.
Un povero non vuole essere guatemalteco, haitiano, dominicano.
Vuole essere cubano, credimi……
Cosa si può dire di Fidel nel giorno della sua morte?……….vince ancora, e ancora, e ancora.
Contro gli USA.
Prendendoli sempre, incessantemente, per il culo.
E come sarebbe, oggi, Cuba, se non uscisse da 60 anni di embargo?
Se è riuscita a dare cibo, salute e istruzione a tutti i suoi cittadini NONOSTANTE l’embargo, cosa avrebbe fatto senza il limite, l’impoverimento a cui è stata condannata?
Voi lo sapete? Io no, francamente. Quello che so, è che l’embargo li ha compattati ancora di più.
Lui ha preso un popolo costretto a passare da una bandiera all’altra e ne ha fatto una cosa diversa: il popolo che ha vinto, quello che si è guadagnato l’indipendenza e l’ha difesa, quello che ha ottenuto le uniche, grandi conquiste sociali dell’America Latina, quello che più si è schierato contro il razzismo, quello che ha fatto sognare mezzo pianeta, quello che non si capisce come abbia fatto ma, in qualche modo, ce l’ha fatta. Ha preso una colonia e ne ha fatto uno Stato.
Molto, molto orgoglioso di sé.
Ha commesso errori? Certo. Avrebbe potuto fare di meglio? Sì. I cubani hanno sofferto? Sì, ma l’alternativa era essere Puerto Rico o peggio.
E avevano combattuto troppo, e troppo a lungo, per potere accettare di essere Puerto Rico……..
Io credo che si sentano abbastanza male, oggi, i cubani.
E che ne abbiano tutti i motivi………

Omaggio a Fidel ….

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