LA VERITA’ E’ RIVELATA O RELATIVA ?


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Il metodo che mi sono prefissato di seguire nel gestire questo blog è quello di essere “variegato” e di passare dall’informazione all’attualità, dalla musica alla satira, dalla politica alla finanza;
ci sono però due argomenti che sono predominanti rispetto agli altri appena citati : sono l’ecologia (e tutto quello che riguarda Natura e Pianeta) e la divulgazione di un po’ di cultura anche di tipo filosofico;

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Non per niente appena si apre la home del mio sito potete sempre leggere “la cultura nutre … se il Pianeta vive …”;
nell’ottica di quanto ho appena detto e visto il successo (misurato in like) del post in cui ho trascritto un contributo tratto dal libro “scritto bimane” LA VIA LATTEA ho pensato di inserire un estratto di un altro capitolo dello stesso libro;
pagine che, ricordatevi, vengono scritte durante il ‘Cammino di Santiago’ (lungo circa 800 km) intrapreso, insieme, dai due autori, Odifreddi e Valzania:

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Nel libro gli autori raccontano le loro “schermaglie verbali” durante il pellegrinaggio che hanno effettuato a piedi da Roncisvalle a S. Giacomo di Compostela (Spagna) dal 24 aprile al 26 maggio 2008, in collegamento quotidiano con un programma della RAI (Radio 3).
Odifreddi è un matematico ateo, Valzania è un giornalista credente.

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In questo capitolo si parla di verità, un argomento intrigante reso ancor più intrigante dal fatto che i due “attributi” sono uno l’anagramma dell’altro … ma anche proprio di “la verità” … e non solo;

Capitolo:

LA VERITA’ E’ RIVELATA O RELATIVA ?

PO: Ci siamo messi a parlare con una signora orientale che mi ha chiesto perché ero interessato al Tokaido (simil-Cammino giapponese ndr).
Lei mi ha detto fra l’altro che il Tokaido è molto freddo (si va verso il monte Fuij e si fa spesso d’inverno ndr).

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Tra l’altro alcune delle più belle stampe di Hiroshige e di Hokusai sono proprio i paesaggi con la neve, anche se non necessariamente sul Tokaido.
Comunque, eccoti una sfida analoga a quella che tu hai lanciato a me quando mi hai chiesto di venire a fare il Cammino di Santiago: smettiamola con questi pellegrinaggi tutto sommato provinciali, appartenenti alla tradizione cattolica europea, e apriamoci al resto del mondo e alle altre religioni!
Ad esempio, andiamo in Giappone a fare il Tokaido, e vorrei proprio sentire cosa risponderesti se, partendo, io ti dicessi: *Sono sicuro che camminando sul Tokaido diventerai uno scintoista*.
Magari capiresti lo spirito, o la mancanza di spirito, con cui io faccio questo cammino, e lo prenderesti anche tu come una meravigliosa passeggiata attraverso la natura.
E ti limiteresti anche tu a parlare del Dio di Spinoza, quel Deus sive Natura a cui mi sto appellando fin dal primo giorno.

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SV: Tra i tuoi grandi talenti c’è quello di indirizzarmi con costanza verso la contemplazione del mistero dell’incarnazione.
Il Deus sive Natura che hai proposto adesso è un ottimo contributo alla riflessione su cosa sia questo Cammino.
E’ vero che si tratta di un itinerario che si percorre a piedi in mezzo alla natura, però è anche una costruzione dell’uomo, è una realtà che una serie continua di pellegrini ha scavato in questo territorio
L’ha creata: senza il passaggio dei pellegrini non esisterebbe.
Sono loro che hanno mescolato ai luoghi una lettura personale e molto orientata dei luoghi stessi, possiamo dire che il Cammino ha una duplice natura, fisica e spirituale, e in questo ci ricorda che il fondamento del mondo si trova nell’incarnazione, che è la massima e perfetta manifestazione dell’incontro di due nature diverse.
Bisogna aggiungere che questo Cammino ha la caratteristica positiva di essere segnalato in maniera molto attenta.

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Qualunque persona può uscire da Roncisvalle, incamminarsi, seguire le frecce gialle, che sono il caratteristico indicatore del Cammino, e arrivare fino a Santiago di Compostela.
Proprio queste frecce gialle ci hanno indotto a riflettere su alcuni nostri atteggiamenti nei confronti del credere e del non credere. secondo l’uso dei pellegrini, infatti, mentre si cammina si scherza, ci si prende in giro l’un con l’altro, oltre a pensare, e magari ogni tanto fare qualche discorso serio ed elevato.
Di solito sono io che vedo le frecce gialle, dipinte sui muri o direttamente sull’asfalto.
Quando arriviamo a un bivio tu in genere chiedi: *Dove dobbiamo andare?*
*Di là, vedi, c’è la freccia* rispondo io.
E tu commenti: *Prima la freccia non c’era, è apparsa quando hai cominciato a guardare tu*.
Tendo a darti ragione: vedi queste frecce le trovo, le riconosco perché ci credo.
So che le frecce ci sono, le cerco e le trovo, tu invece non sei sicuro che le frecce ci siano, non guardi nemmeno e ti sfuggono.

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PO: E’ vero, ma se sto attento, poi le vedo anch’io.

SV:  Bisogna prima di tutto voler credere, altrimenti la fede non è possibile.
La volontà di convertirsi è necessaria, non per credere sempre nelle stesse cose, come dicevi tu, ma per proseguire in un percorso di scoperta.
Nessuna fede è statica, anche la tua fiducia nella scienza si modifica ogni giorno. Non si tratta però di sostituire verità a falsità, ma di realizzare una costruzione complessa.
Il cammino di fede di un cristiano è stato definito come la sequela di Cristo, ossia la scoperta di sé, del proprio essere creatura di Dio e la costruzione del proprio rapporto con il Padre.
La conoscenza della verità è solo uno degli aspetti della vicenda, e neppure dei più importanti: costruire la propria esperienza di vita attraverso l’incontro con Dio prevale sulla semplice appropriazione di banali meccanismi di funzionamento del mondo.
Essere felici è più importante che capire la teoria della relatività.
[…]

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SV:  Ed ecco che stiamo arrivando alla parte più bunueliana (da Luis Bunuel regista spagnolo, esponente del cinema surrealista ndr) del nostro Cammino, quando cominciamo a riflettere sui massimi sistemi e duelliamo come i due personaggi del film ‘La Via Lattea’.
Oggi siamo tornati sull’anagramma di ‘la verità’. Nella tua veste di opepliano (da OPLEPO, ma anche OULIPO (francese), sta per Opificio di Letteratura Potenziale ndr) l’altro ieri avevi individuato il fatto che ‘la verità’ si anagrammi sia come ‘rivelata’ che come ‘relativa’.

PO:  Anche come ‘evitarla’ !

SV:  Il tuo gran sorriso quando mi hai detto: *E’ rivelata, però è anche relativa* non ha fatto che confortarmi: anch’io sono convinto che la verità possa essere relativa, e con questo limite accetto volentieri tutte le verità relative che mi vengono sottoposte alla fine di un itinerario, di una dimostrazione, di un percorso organizzato per cercare di spiegare qualche cosa.
Allo stesso modo penso che nella sua completezza la verità possa essere solo rivelata.
Risulta poi drammatico il fatto che non è detto che, in quanto rivelata, la verità sia evidente come un pugno sul naso.

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Il personaggio che ho più volte ho paragonato a te in queste conversazioni è san Tommaso, quello che vuole le certezze fisiche.
*Se non metto la mano nelle ferite dei chiodi sulle mani e sui piedi e nello squarcio sul petto, io non credo*.
A quel punto, tutti sono capaci di credere, tant’è che Cristo dice: *Beati quelli che crederanno senza aver dovuto toccare con mano*.
Perché l’essenza del mondo non è conoscibile con un atto simile a quello di toccare un mattone.
[…]
Quello che mi turba è che mi sembra che tu abbia detto cose molto simili sulla religione e sulla scienza delle comunicazioni… (Il giornalista Valzania non è un esperto di filosofia, ma di scienze delle comunicazioni, ndr)

PO:  Non a caso!
Per me, infatti, la religione non è altro che una branca della scienza della comunicazione.
O, se preferisci, un ministero della Propaganda, che è solo un altro nome per la stessa cosa”.

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Argomento antichissimo trattato da due punti di vista diversi, da ottimi comunicatori, nel senso che sono comprensibili e fruibili dai più (sempre che siano interessati a questo tipo di dibattito).
Quindi in una auspicabile e necessaria rivoluzione culturale occorre, anzi è assolutamente indispensabile, che la ‘comunicazione’ sia svolta da chi è ‘spontaneo’ e onesto intellettualmente.
Si apprende così ad ascoltare ed accogliere anche idee diverse dalla proprie, e, con il dovuto impegno, a pervenire a un minimo comun denominatore che, è, o meglio era, alla base del ‘contratto sociale’ che, se da tutti accettato, porta allo sviluppo armonico della società che si definiscono ‘civili”, (quindi la nostra è esclusa eheheheheh 😉 )

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9 pensieri riguardo “LA VERITA’ E’ RIVELATA O RELATIVA ?

  1. Leggevo una cosa che è per me vera, anche se non ricordo l’autore, se chiedessero di scegliere tra la verità e Cristo , la risposta sarebbe Cristo, perchè la verità è la bellezza e la bellezza è Cristo, un amore carnale vivo che rivela il nostro essere e mistero e dona la vera felicità e passione alla vita.Ciao , molto interessanti le tue discussioni. Buona domenica anche a te!

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    1. beh … penso che tale risposta dipenda molto da “a chi” rivolgi la domanda …
      se la rivolgessero a me sceglierei indubbiamente l’altra risposta e ci aggiungerei anche qualche altra opzione quale equità o anticonsumismo …
      🙂

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      1. non hai mai pensato, neppure per un istante, che invece sia qualcosa di “imposto” da qualcuno, dalle circostanze e dal luogo di nascita ?
        (e per molti anni imposto addirittura con la tortura ?)
        Davvero credi che si tratti di una scelta “libera” ?
        ricorda che nasciamo già con un peccato sul groppone e ci battezzano quando non capiamo nulla …
        se tu fossi nata in India saresti la stessa persona ?
        ciao 🙂

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  2. la fede è un avvenimento dove si incontrano due persone, una che è affamata di felicità e l’altra che è Cristo attraverso i suoi che gli appartengono. Mi immagino sarei stata una indiana inquieta, e imbattendomi in Madre Terrsa di Calcutta sarei stata affascinata dal suo stile di vita. Poi Dio avrebbe mandato amici ed io sarei una convertita , magari non cosí facilmente come qui, ma lo sarei diventata. La mia fame coincide con la mia libertà.😀

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    1. féde s. f. [lat. fĭdes] – Credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive
      (da Treccani.it)

      non riesco proprio a vederla come una cosa materiale (di cui le prove di “esistenza” sono tangibili);

      inoltre le religioni sono tantissime e tutte affermano di essere quelle che detengono la verità e che il “loro” Dio sia quello “vero” : questa cosa è impossibile, una cosa nega l’altra e tutti pensano di essere dalla parte “giusta”;

      per quanto riguarda quello che scrivi : “Cristo attraverso i suoi che gli appartengono” mi induce a pensare che tu ti stia riferendo alla Chiesa …
      beh … permettimi di stendere un velo pietoso di silenzio sull’operato bimillenario di tale Istituzione “iperterrena” … lo “Stato” più ricco del mondo con una banca (lo Ior) tra le più “solide” del mondo … uno “Stato” politicamente laico a tutti gli effetti con gestione del potere identica a tutti gli altri Stati; uno Stato che non ha mai operato seguendo gli insegnamenti del Padre fondatore (insegnamenti e comandamenti che stando almeno a quanto le fonti, di parte, ricordiamolo, ci hanno tramandato);

      ciao e buona settimana 🙂

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      1. Il Vaticano con la sua autonomia economica e politica consente di poter essere libero da tutte i condizionamenti di stati e politica e permette al Papa di muoversi in tutti i posti del mondo. Penso che ora più che mai si stia superando questa visione assolutistica della verità . Lo stesso Papa parla di una verità dinamica, e L’Unità che sta proclamano tra tutte le religioni in virtù del riconoscimento di un Unico Dio creatore lo dimostri. Infine a chi interesserebbe una verità formale se non fosse un Amore sperimentabile. Tu segui l’innamorata non chi parla bene. Ciao

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      2. Io non seguo chi parla bene, io seguo anche i fatti e le azioni di chi parla e di chi sta zitto;
        in 2000 anni le azioni sono state quasi sempre aberranti ed il Vaticano è uno Stato come tutti gli altri, dove a dominare è il denaro ed potere con i suoi segreti, complotti, congiure; inoltre è uno Stato che è profondamente ingerente rispetto agli altri Stati;
        o ci vogliamo dimenticare l’Inquisizione, le torture e la pena di morte in vigore fino a meno di due secoli fa ?
        o gli insabbiamenti per quanto riguarda la pedofilia ?
        o cosa è stato fatto per “evangelizzare” le tribù dell’amazzonia (il bellissimo film “the Mission” non è un racconto ma una cronaca …)
        Inoltre la “teoria” di un “essere” creatore è evidente che non sta in piedi, come è evidente che la Bibbia (in alcune sue parti un vero e proprio libraccio) non è altro che uno dei tanti libri scritto da uomini … come l’Odissea o l’Iliade;
        Il “credere” è una cosa positiva ma poi ognuno crede in quello che ritiene più meritevole di essere creduto …
        ciao 🙂

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