My God … Trump


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L’argomento di questo commento vorrei introdurlo con una metafora che non è mia, la riporto (quasi testualmente) perché è troppo bella e significativa di quanto ci sta succedendo.

“Abbiamo tutti (o quasi   😉   ) l’esigenza di capire cosa succede o cosa fanno succedere al di fuori delle nostre vite personali.
Ci era stato insegnato (tanto tempo fa) che di questo doveva occuparsi la ‘Politica’ (con la P maiuscola) mentre noi dovevamo preoccuparci di partecipare al benessere del Paese con il nostro lavoro e le nostre attività sociali.
Bene (anzi male !!!), tutto cancellato nei fatti.

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Oggi ‘cercare’ di capire equivale ad entrare in un bosco fittissimo alla ricerca di funghi, trovati i quali, dobbiamo assolutamente sapere quali sono ‘commestibili’ e quali sono ‘velenosi’.
Chi non si intende di funghi, cosa deve fare?
Si deve informare, deve studiare la micologia, leggere testi, confrontarsi con chi ne sa di più.
Insomma, deve darsi una mossa.
Altrimenti, gli ‘ottimati’ ti preparano il risotto con l’amanite falloide, e ti fanno secco.”

Tutto ciò vi fa venire in mente “qualcosa” in particolare ???

Ora (ma non da ora) viviamo bombardati dai media di ogni tipo di informazione, da quella manipolata a quella idiota e servile; la “Rete” consente una più ampia possibilità di scelta e selezione (ma anche qui si trovano i funghi “velenosi”);
questo quadro ci indica come sia difficile conoscere la verità e come sia facile invece essere ingannati.

A corredo di questa mia opinione voglio esprimere il mio disappunto nel constatare il bassissimo livello di quasi tutte le trasmissioni o talk che parlano di politica (sia per il “livello” dei conduttori, sia per quello di molti degli “ospiti”);
il fenomeno ha registrato un picco dopo le elezioni Usa : si è verificata una escalation di demenza pura ed insipienza nell’etere …
novelli oracoli, novelle sibille, tutti a dare la loro spiegazione di quanto è successo e quanto succederà …

allora io vi propongo qualcosa di “migliore” (a mio parere):

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Nel 2013, un Giornalista (anche qui con la G maiuscola) Federico Rampini scriveva un libro, di cui vi ho già postato qualche pagina,
si tratta di

BANCHIERI – Storie del nuovo banditismo globale

Leggete cosa scriveva a proposito della situazione USA dopo la ‘catastrofe’ finanziaria del 2008.

Capitolo:    IL CETO MEDIO AFFONDA

“Eduardo Porter sul ‘New York Times’ la chiama ‘America’s Sinking Middle Class’:    il ceto medio che va a picco.
Parte da una constatazione.
Il 1988 appare come un’era lontanissima per tanti aspetti.

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Non esisteva Internet.
C’era ancora l’Unione Sovietica e il Muro di Berlino.
Ma per un aspetto il 1988 è oggi.
In base ai dati dell’ultimo censimento, la famiglia (la famiglia eh ndr) media americana ha un reddito di 51.000 $, sostanzialmente identico a quello di venticinque anni fa.
Risalendo ancora più indietro nel tempo, trentasei fa, gli americani sotto la soglia di povertà erano l’11,6 % della popolazione. Oggi la percentuale di poveri è salita al 15%.
Tornando al paragone con il 1988, il PIL degli Stati Uniti da allora è aumentato del 40%, il progresso tecnologico ci ha regalato l’iPhone e un’immensità di gadget di cui un quarto di secolo fa si favoleggiava solo nei romanzi di fantascienza.

Carl Shapiro, un economista di Berkeley che è stato tra i consiglieri di Obama, ha scritto:

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*La maggior parte degli americani hanno goduto dei vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, come gli smartphone o tante scoperte mediche, e tuttavia questo impressionante progresso tecnologico non si è tradotto in una maggiore sicurezza economica per la middle class* (Avvertenza linguistica: nell’uso corrente. il termine ‘middle class’ per gli americani ha un’accezione molto larga, include i colletti blu e il ceto medio impiegatizio).
Per certi aspetti il tenore di vita è peggiorato.
E’ sempre Porter a osservare che la spesa pro capite per le cure mediche è raddoppiata in termini reali (al netto dell’inflazione) in questo quarto di secolo, riducendo il reddito spendibile per altri beni e servizi.

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Anche il costo dell’istruzione universitaria ha avuto un’escalation infernale e oggi in media ogni studente ha un debito di 23.300 $, contratto per pagarsi gli studi.
Il debito universitario è salito del 45% in venticinque anni.
Se dai redditi allarghiamo lo sguardo ai risparmi, il bilancio è ancora peggiore: il patrimonio medio degli americani è sceso del 6% dal 1988.
In compenso, la parte del reddito nazionale che va ai profitti è oggi ai massimi storici dagli anni Venti.
Questa dilatazione patologica delle diseguaglianze, con la maggior parte dell’arricchimento concentrato a vantaggio del 10% dei più benestanti (e un miglioramento più spettacolare a vantaggio dell’ 1%, poi uno ancora superiore a beneficio dello 0,1%), ricorda gli eccessi che precedettero il disastro del 1929 e la grande Depressione degli anni Trenta.

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Il fenomeno esisteva già prima del 2008: ed è proprio questa l’analogia più pregnante tra l’ultima crisi e quella del 1929.
La cosa sconcertante è che la Grande Contrazione del 2008 non ha affatto interrotto il trend di lungo periodo. Anzi *Dal punto più basso della recessione del 2008/2009 fino a oggi* scrive Timothy Smeeding, che dirige l’Instiitute for Researche on Poverty alla University of Madison, *tutta la ripresa di questo ultimi quattro anni ha arricchito solo i ceti più benestanti*.

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Prendiamo la definizione di ‘middle class’ quella scelta dal Dipartimento del Commercio: si intende per ceto medio in senso ‘largo’ chi vive in un nucleo familiare che può permettersi un’abitazione, una o due automobili, può concedersi una vacanza (ogni tanto), ha un’assistenza sanitaria decente e risparmi sufficienti per mandare i figli all’università.
Oggi, non bastano neppure 80.000 $ all’anno per ottenere questo tenore di vita. E visto che il reddito medio, cioè quello che dovrebbe definire proprio la ‘classe media’ è di 51.000 $ annui, la conclusione si impone: il ceto medio sta davvero andando a picco, anche nella nazione più ricca del pianeta.
E questa tendenza di lungo periodo coincide esattamente con la finanziarizzazione crescente delle nostre economie, in tutto l’Occidente.”

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Queste sono parole serie che dimostrano le teorie con i fatti ed assegnano le responsabilità a chi le ha, senza servilismo alcuno o reticenza;
La attuale crisi dell’Occidente (dell’Occidente … non solo degli Usa !!! ) ha dei “mandanti”, degli “esecutori” e delle “vittime” !!!
Ed una pletora di “esperti” del nulla che ne parlano;
Perché Trump abbia potuto fare ciò che ha fatto (un simil Berlusconi, volendo guardare) è così difficile da capire ?

La gente è vicina ai propri problemi molto più di quanto i politici siano vicini alla gente !!!
La gente è vittima della Finanza ed i politici non fanno (da tempo ormai) nulla per difenderli, anzi !!!
Finanza e politica … il Re e la sua “corte” …

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Combattente


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Scusatemi se ho fatto una copia di questo mio articolo ma voglio provare (eliminando l’altro, l’originale del 15 ottobre) a trovare una soluzione all’arrivo di commenti (tutti e solo su questo articolo) SPAM dall’estero, in media una cinquantina al giorno …
E’ un tentativo, vediamo se è anche una “genialata” oppure no 😉

Beatrice Vio detta Bebe medaglia d’oro alle recenti paraolimpiadi di Rio nel fioretto …

801

Un esempio di grande volontà che fa superare anche ostacoli fisici che sembrano ai più insormontabili …

802

a lei è dedicata l’ultima canzone di una grande cantante italiana Fiorella Mannoia

Combattente

Forse è vero, mi sono un po’ addolcita
la vita mi ha smussato gli angoli
mi ha tolto qualche asperità

Il tempo ha cucito qualche ferita
e forse tolto anche i miei muscoli
un po’ di elasticità
ma non sottovalutare la mia voglia di lottare
perché è rimasta uguale
non sottovalutare di me niente
sono comunque sempre una combattente

E’ una regola che vale in tutto l’universo
chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
e anche se la paura fa tremare
non ho mai smesso di lottare

Per tutto quello che è giusto
per ogni cosa che ho desiderato
per chi mi ha chiesto aiuto
per chi mi ha veramente amato
e anche se qualche volta ho sbagliato a qualcuno
non mi ha ringraziato mai
so che in fondo ritorna tutto quel che dai

Perché è una regola che vale in tutto l’universo
chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
e anche se il mondo può far male
non ho mai smesso di lottare

E’ una regola che cambia tutto l’universo
perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso
e in questa lacrima infinita
c’è tutto il senso della vita

E’ una regola che vale in tutto l’universo
chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
e anche se il mondo può far male
non ho mai smesso di lottare
E’ una regola che cambia tutto l’universo
perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso
e in questa lacrima infinita
c’è tutto il senso della mia vita

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