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Un “messaggio” bellissimo …

(cliccare sul nome)

Alessandro Politi

Un “messaggio” veramente bellissimo …

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da guardare … ma fino all’ultimo secondo …

Orrore in India: bambina decapitata durante un rito


Sorgente:    Orrore in India: bambina decapitata durante un rito

 

Questa è davvero troppo … incredibile !!!
Nel XXI secolo !!!  Spero non sia vero …
E questi sarebbero le economie emergenti,
il futuro dell’umanità ???

Sapevo che i cellulari sono dannosi,
ma non fino a questo punto …

non mi stancherò mai di ripeterlo,
più conosco l’uomo e più amo gli animali …

La Divina Proporzione


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Abbiamo iniziato a disquisire, magari in una maniera non ortodossa, di “preconcetti” e “pregiudizi”;

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l’attualità di sicuro non fa che corroborare le tesi che cercano di dimostrare che sono due “presenze” massicce nelle mentalità di tutti, governanti e governati (tranne ovviamente le “solite rare eccezioni”) enfatizzate ed ingigantite dal “nanismo” dei personaggi coinvolti;

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“politicanti anziché politici e politici anziché statisti” è il percorso a ritroso dei gestori della “res publica” che abbiamo subito col passare degli anni;
l’identico tragitto da gambero lo dobbiamo purtroppo constatare nella cultura della gente : a fronte di una quasi totale alfabetizzazione e scolarizzazione si è verificato un calo culturale impressionante, non solo a livello nozionistico ma anche a livello di capacità di pensiero; le nuove tecnologie fornendo la “pappa pronta” hanno disabituato ad usare la testa che, nel contempo, è stata “bombardata” da messaggi alienanti di vario genere (temi già ampiamente trattati); gli esempi (purtroppo) si sprecano;
la “cultura” è stata “regalata” a tutti ma di una “qualità” molto scadente …

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tornando al discorso iniziale voglio provare a convincervi di una cosa che apparentemente sembra impossibile quasi come avvicinare i “cavoli” alla “merenda”;
a mio parere questa difficoltà o impossibilità non è reale ma frutto appunto di preconcetti;
se vi dicessi che scienza ed arte sono, non dico “gemelle”, ma “parenti strette” … mi credereste ???
probabilmente no, eppure hanno se non la mamma almeno una zia in comune       😉    

eccovi allora un testo, del solito Odifreddi, che trovo particolarmente interessante, proprio per la capacità di trovare analogie tra cose e discipline che sembrerebbero in perfetta antitesi l’una con l’altra,

Da:    IL COMPUTER DI DIO

Capitolo:    LA DIVINA PROPORZIONE

“Si pensa che le culture, scientifica e umanistica, siano contrapposte nei metodi e nelle finalità.

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Secondo i pregiudizi degli osservatori distratti, la prima si interessa dell’esperienza pubblica, universale, oggettiva, quantitativa, unitaria, e il suo linguaggio è preciso, razionale, fatto di idee e concetti.
La seconda guarda all’esperienza privata, particolare, soggettiva, qualitativa, molteplice, e il suo linguaggio è ambiguo, emotivo, fatto di immagini e racconti. Questi pregiudizi vengono messi profondamente in crisi dalla constatazione che scienza e arte, cioè le rispettive punte di diamante delle due culture, sono visioni complementari e non contraddittorie del mondo, sia esterno che interno.
Entrambe hanno sviluppato tecniche adatte a descrivere, da punti di osservazione diversi, la realtà del mondo fisico e psicologico.
Ed entrambe hanno formato immagini di queste realtà che costituiscono vette del pensiero, senza ulteriori aggettivi qualificativi.

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La prova più esplicita della compatibilità tra scienza e arte si trova proprio nella matematica, che fornisce ad entrambe uno strumento comune per esprimere gli aspetti essenziali.
Per esempio, nel SAGGIATORE Galileo dichiarava che la matematica è il linguaggio della natura.
[…]

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In Punto, linee, piano, Kandinskij professa invece un credo simmetrico, che vede nella matematica il linguaggio dell’arte.
E la sua posizione non è puramente teorica, come mostra una buona parte della sua produzione astratta, i cui caratteri sono precisamente quelli descritti da Galileo.
Per non lasciare l’affermazione della complementarietà di matematica e arte a livello di pura e semplice dichiarazione di principio, è necessario esaminare più da vicino le convergenze e le intersezioni delle due discipline.
In questa occasione noteremo, riferendoci mentalmente alle immagini, che la matematica interviene nelle opere d’arte, sia classiche che moderne, ad almeno tre livelli: come linguaggio, come rappresentazione, come struttura.

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Il ‘linguaggio’ pittorico si avvale spesso di enti matematici: il puntillismo, come dice la parola stessa, si limita ad usare ‘punti’ materiali, una versione dei quali sono i pixel degli schermi televisivi e informatici; il cubismo riduce ogni immagine a ‘trangoli e quadrati’, e più in generale a segmenti; il disegno geometrico restringe i suoi strumenti a ‘riga e compasso’, in una tradizione che va dai geometri greci ad alcune espressioni dell’arte moderna, da Carrà a Léger; parte della tecnica di Van Gogh consiste nell’utilizzo di ‘spirali’; alcuni quadri di Dalì limitano il loro linguaggio alle ‘sfere’…
Oltre a essere utilizzati come mezzi espressivi, gli oggetti matematici possono essere visti come fini artistici, quando ci si concentri sulla loro ‘rappresentazione’.

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Raffigurare direttamente i ‘numeri’ non è ovviamente possibile, poiché essi sono enti astratti, ma molti hanno mostrato le cifre del sistema decimale, da Ugo Nespolo a Erté.
Più immediato è raffigurare i ‘poligoni e i solidi’ geometrici : da quelli platonici e regolari, come nelle illustrazioni di Leonardo e Paolo Uccello, a esemplari sconosciuti persino ai matematici, come nelle opere di Lucio Saffaro.
E non mancano, ovviamente, ‘cerchi e spirali’, per esempio nelle opere di Kandinskij  o in quelle di Max Ernst.

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Particolarmente stimolanti sono poi le rappresentazioni che spingono al limite le possibilità del mezzo, cercando di raffigurare sul piano bidimensionale oggetti ‘tridimensionali in movimento o quadridimensionali’, come hanno fatto Duchamp, Dalì e Saffaro.
Il modo in cui la matematica interviene nella maniera più nascosta e profonda nell’opera d’arte è, però, quand’essa ne regola la ‘struttura’ stessa.

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Una delle caratteristiche matematiche più evidenti nell’arte, soprattutto classica, è la ‘proporzione’, cardine della quale è la sezione aurea: essa è stata adottata, esplicitamente o implicitamente, in innumerevoli opere, dalla Grande Piramide al Partenone, dalla Bauhaus al De Stijl.

Una seconda caratteristica, altrettanto evidente e universale, è la ‘simmetria’, che è strettamente legata allo studio dell’algebra, in particolare alla teoria dei gruppi.
Leonardo da Vinci studiò il problema delle simmetrie planari di rotazione intorno a un centro, di ovvio interesse per la costruzione di edifici, e lo risolse completamente.

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I mori spagnoli si interessarono invece della tassellazione del piano, che elevarono a forma d’arte: nei mosaici dell’Alhambra di Granada usarono quasi tutti i 17 tipi possibili, che però furono caratterizzati matematicamente soltanto alla fine dell’Ottocento.

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Un altro artista che fece della tassellazione una vera e propria estetica è Maurits Cornelis Escher.
La ‘prospettiva’, che è la rappresentazione realistica di scene spaziali su di un piano, sembra essere stata scoperta nell’antichità classica, perduta nei secoli bui, e ritrovata del secolo XV da Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti e Piero della Francesca.
Leonardo da Vinci sembra essere stato il primo a introdurre, attorno al 1500, le ‘anamorfosi’, cioè le rappresentazioni che appaiono corrette soltanto se osservate da un punto di vista particolare, necessari per esempio per dipingere scene su cupole, in modo che esse non risultino deformate se guardate dal basso (Palazzo Gonzaga a Mantova è un esempio stupefacente ndr).

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L’anamorfosi ispirò a Desargues nel 1639, la ‘geometria proiettiva’, che è appunto lo studio delle proprietà che sono invarianti rispetto a proiezioni, e che si sviluppò una delle branche fondamentali della matematica.
Il panorama delle interazioni fra matematica e arte, come mostrano gli esempi fatto, è vasto e profondo (pensate alla musica… ndr).
E, una volta allertati alla loro possibile esistenza, è facile e divertente cercarle e scoprirle da soli, negli innumerevoli altri esempi esistenti, Il che mi permetto, o lettore, di incitarti a fare, augurandoti buon divertimento.”

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Convinti ???

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