F E A R


§

1004

vi va di parlare della “paura” ?
certo un argomento attuale sempre ma in particolare in alcuni giorni particolari;
quando viene compiuto un attentato, quando viene effettuato un bombardamento, quando cade un cavalcavia in diretta video, quando terremoti ravvicinati seminano morte e distruzione;
la paura è in questi casi diretta conseguenza dell’evento ma poi esiste la paura indiretta che deriva dall’aleatorietà del futuro successivo all’evento in questione;
nell’esempio del terremoto è facile comprendere tale differenza : la paura diretta è quella che si prova durante le scosse mentre si fugge alla ricerca della salvezza; quella indiretta scaturisce dal pensiero del futuro e di tutto quello che in pochi secondi si è perso (come una casa costruita con i risparmi sudati di una vita di sacrifici);

ma quanti altri tipi di paura esistono e quanto noi li temiamo ?

1003

Un po’ diverse sono le paure per gli incidenti, di quanto può succedere ai nostri figli adolescenti quando escono la sera, di perdere il posto di lavoro, di essere colpiti da un fulmine e via discorrendo;
poi ci sono le varie e numerose fobie che attanagliano tante persone, dalla paura delle altezze, dei luoghi aperti, dei luoghi chiusi, degli ascensori, dei ragni, dei serpenti e mille altre;

Io personalmente (tra le numerose altre) ho una grossa paura, ad esempio, per quanto riguarda il futuro dell’uomo a causa della sua assoluta mancanza di interesse e di rispetto per la salute del Pianeta, più di una volta vi ho detto che l’uomo agisce come se avesse un Pianeta di scorta;
una altra altrettanto grossa e fondata riguarda sempre il futuro dell’uomo ma questa volta a causa della globalizzazione, del consumismo e dell’ascesa al potere della finanza; l’uomo ha perso la sua essenza di “essere” e conta solo per il suo “avere”, ha perso la sua personalità singola per diventare uno dei tanti “numeri” di una immane “mandria” di prestatori d’opera, di novelli schiavi, di consumatori, di contribuenti …

vediamo cosa ci dice un filosofo del secolo scorso a tale riguardo (per me è proprio un bel contributo)

993

Il libro citato è IL MIO PENSIERO di Bertrand Russell  . Il capitolo che vado a proporvi è tratto da: NUOVE SPERANZE IN UN MONDO CHE CAMBIA

Anche se può sembrare pleonastico, vi rammento che il testo è del 1951 e, quindi, va contestualizzato.

VITA SENZA PAURA

“La cosa che soprattutto mi preme di dire è che, a causa di paure che un tempo avevano una base razionale, l’umanità non è riuscita a trarre profitto dalle nuove tecniche che, se applicate con saggezza, potrebbero renderla felice.
La paura rende malaccorto l’uomo in tre settori del comportamento umano: il modo di trattare la natura, il modo di trattare gli altri uomini e il modo di trattare con se stessi.

995

In questo capitolo desidero prendere in considerazione i modi in cui il mondo potrebbe essere migliore se ci scuotessimo di dosso la tirannia delle antiche paure.
In primo luogo è necessario distinguere fra l’emozione della paura e una ragionevole preoccupazione per il pericolo di cui si è a conoscenza.
Non rendersi conto dei pericoli quando esistono sarebbe da pazzi, però è molto raro che un pericolo possa essere affrontato con la paura con la stessa efficacia con cui lo si può affrontare con una preoccupazione razionale.
La paura è un’emozione che abbiamo in comune con gli animali.
La paura è grossolana ed opera a caso.
Qualche volta serve allo scopo dell’autoconservazione, ma qualche volta ottiene esattamente il contrario.

994

L’uomo che non sia dominato dalla paura è molto più capace di escogitare il tipo di comportamento che riduca al minimo il danno.
Molto spesso la paura toglie agli individui la capacità di riconoscere il pericolo che in realtà temono e quindi fa si che non prendano le precauzioni che sarebbero consigliate dalla saggezza.
Questo, a volte, assume forme quanto mai assurde come, per esempio, quando la paura della morte impedisce a un uomo di fare testamento.
E’ importante chiarire questo punto, ché altrimenti si potrebbe credere che, parlando contro la paura, si parli contro una chiara visione dei veri pericoli.
I diversi generi di pericolo hanno bisogno di trattamenti di genere diverso.
Vi sono delle limitazioni, cui gli esseri umani sono soggetti a causa dei fatti fisici della natura.
Fino a un certo punto queste limitazioni sono inevitabili e, entro questi limiti, debbono essere accettate.

996

D’altro canto, gli ostacoli al benessere, che sorgono dalle nostre relazioni con gli altri o con noi stessi, in larghissima misura non sono inevitabili.
Non vi è nulla di inevitabile nella sofferenza che gli individui si infliggono a vicenda con l’odio o la cattiva volontà e nemmeno nella sofferenza che si infliggono da soli con il senso di colpa.
Per questa ragione i modi di affrontare i diversi generi di paura sono diversissimi.
Le limitazioni imposte dalla natura hanno a che fare con gli alimenti, le materie prime, il fatto fisiologico della morte.
Non si tratta di limitazioni assolute; con un maggior lavoro è possibile produrre più alimenti e con una tecnica migliore è possibile economizzare le materie prime o fare uso di nuove sostanze, in precedenza considerate prive di valore.
La morte può essere ritardata grazie alla medicina e a una vita sana.
Però, sotto tutti questo tre aspetti, anche se non possiamo porre un limite preciso in un determinato punto, le limitazioni esistono effettivamente.

997

Nessuno sforzo della medicina renderà l’uomo immortale, e nessuno sforzo della scienza potrebbe procurare gli alimenti se la popolazione disponesse soltanto dello spazio per stare in piedi.
Le limitazioni imposte dalla natura debbono essere considerate scientificamente, così da poterle affrontare nel modo che comporti la minima quantità di sofferenza.
Per quanto riguarda l’alimentazione, la soluzione sta nel controllo delle nascite: per quanto riguarda le materie prime, la soluzione risiederà in parte in una tecnica più scientifica e in parte in un controllo internazionale destinato a prevenire gli sprechi e ad assicurare un’equa distribuzione; ritardare la morte è un problema di competenza della medicina, ma assoggettarsi ad essa di buon grado è un problema di competenza della psicologia.
[…]

998

Nel mondo vi sono tuttora molti mali, tra i quali il più minaccioso è forse la sovrappopolazione, nei confronti della quale gran parte delle nazioni più civili è assolutamente antiscientifica.
La paura degli altri esseri umani esistenti al mondo, così come l’abbiamo conosciuto, è spesso ben fondata, nel senso che vi sono quelli che ci farebbero del male se potessero.
Ma, persino in questo caso, di solito non è con la paura che meglio si riesce ad impedire a chi ci vuol male di danneggiarci.
[…]
Non riesco a immaginare un mondo senza paura come un mondo anarchico, vi sarebbe libertà in certe direzioni in cui attualmente la libertà è molto limitata, ma in altre direzioni, dove ora vi è libertà, vi sarebbe invece la legge.

999

Vi sarebbero leggi per regolare l’approvvigionamento degli alimenti e la distribuzione delle materie prime.
Ritengo inoltre, che sia impossibile avere un mondo in cui vi sia molta libertà senza eccessiva anarchia, a meno che certe cose non vengano insegnate nel corso dell’educazione.
Per quanto riguarda il rapporto dell’uomo con la natura, deve esserci disciplina scientifica, vale a dire l’abitudine di cercare di accertarsi dei fatti, e di ammetterli una volta che siano stati accertati.
Attualmente il mondo è pieno di sentimentali che, quando trovano spiacevole un fatto, semplicemente si rifiutano di riconoscere che è un fatto.
Questo atteggiamento mentale è capace di provocare indicibili mali, perché i fatti sgradevoli avranno un effetto sgradevole molto più intenso proprio perché non sono stati riconosciuti.
La disciplina intellettuale, consistente nell’essere disposti a riconoscere i fatti, dovrebbe nascere dall’educazione.

1000

E’ semplicemente stupido non riconoscere il potere della natura, proprio perché questo potere esiste.
In questo campo, qualsiasi tentativo di imporsi significa una perdita della ragione. (vorrei che lo leggessero e lo capissero ‘certi’ terremotati che se ne sono fregati del fatto che il terremoto ‘esiste’ e hanno combinato ‘pasticci’ di ogni genere, in fase di costruzione e/o ristrutturazione, salvo veder poi crollare tutto come un castello di carta… ndr).
A causa del potere della natura fisica, certe abitudini, che solo l’educazione potrebbe creare, sono molto utili alla sopravvivenza.
La conservazione della salute esige una disciplina fisica che non è probabile possa essere acquisita dal fanciullo semplicemente con esortazioni che si appellino al suo stesso interesse per gli anni successivi.
Penso che, nell’educazione, sia necessaria una certa dose di disciplina, non solo per ragioni di salute, ma anche per produrre quelle abitudini di comportamento sociale che rendono non più necessari i continui litigi.
[…]

1001

Un educatore dovrebbe pensare a un bambino come un giardiniere pensa a una pianta, ossia come una cosa che deve essere fatta crescere col terreno adatto e la giusta quantità d’acqua.
Se le vostre rose non fioriscono, non vi viene in mente di frustarle, ma cercate di scoprire cosa c’è che non va nel modo di coltivarle.
Se i vostri figli non fiorissero, li dovreste trattare come fareste con le rose.
Con poche eccezioni, quel che ci vuole è positivo, non negativo.
La cosa importante è cosa fanno i bambini (e non solo loro ndr), non cosa non fanno. E se si vuole che quel che fanno sia valido, bisogna che sia l’espressione spontanea della loro energia vitale.

1002

Se vi sembra opportuno, potete preparare i bambini a una vita militare insegnando loro a fare tutti la stessa cosa nello stesso istante quando sentono una parola di comando.
Se lo farete, cresceranno deformi, sottosviluppati, colmi di una rabbia profondamente radicata, contro il mondo, tutte emozioni, queste, utili solo se dovranno essere soldati adoperati per uccidere, ma non se dovranno essere cittadini felici in un mondo di pace.”

§

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.