…§

un popolo fiero e saggio sterminato e ridotto in schiavitù dal “civilissimo uomo bianco” (con l’anima nera però, oggi più che mai) adoratore del Dio Denaro …

§

591

§

tratto dalla pagina FB di   ஜ Gli Indiani D’America: il Popolo ஜ

§

sterminati … chissà come mai …


§

590

§

io non voglio fare “solo” politica (e chi mi segue me ne darà atto) ma a volte certe immagini valgono più di 1.000 parole;
a maggior ragione quando vengono oscurate dai media …
e non credo si possa far finta che non esistano … non trovate ???
io su questa immagine qualche riflessione la farei e lo dico proprio ai partecipanti dell’amena festa paesana denominata “Giglio Magico” …

PS – per caso si notano delle “differenze” ???
nel secondo caso tra l’altro si potevano giocare contemporaneamente anche 4 partite di calcio  😉

§

la “Settimana Enigmistica” … “trova le differenze”… ricordate ???

Dialogo tra Jiddu Krishnamurti e Swami Venekatesananda


Sorgente:    Dialogo tra Jiddu Krishnamurti e Swami Venekatesananda

 

forse non tutti lo gradiranno (anche se spero di si) ma voglio condividere con voi un “dialogo” alquanto singolare;
singolare perché occorre conoscere i 2 personaggi che lo animano (altrimenti si rischia di non percepire il messaggio), singolare perché potrebbe sembrare (se letto con sufficienza) un argomento di poca utilità;
invece con una attenta osservazione trasmette un importante riflessione sul come giungere alla verità, sul come non farsi traviare dai preconcetti e dai pregiudizi …

Pioggia


§

589

§

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio.

È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.

È l’aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell’anima tristezza di ciò che non sappiamo.

La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l’illusione inquieta di un domani impossibile
con l’inquietudine vicina del color della carne.

L’amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.

E son le gocce: occhi d’infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.

Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell’acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.

O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!

O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.

Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.

La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all’orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.

O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!

(Federico García Lorca)

§

tratta dalla pagina FB di    L’arte di guardare l’Arte

§