la Flebo


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I giorni si susseguono sempre troppo uguali, monotoni nella loro frenesia, il tempo che la Natura ci ha regalato scorre via veloce ed il capolinea si avvicina sempre più.
Riflettevo stamane su questa cosa è mi è passata per la mente una “immagine” nitida seppur allegorica.

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Spesso ho avuto modo di discutere del futuro anche perché tutti i giorni (nessuno escluso) ci tocca sentir parlare di “crescita”; premetto che l’unico futuro che io vedo attuabile è quello teorizzato con il nome di “decrescita felice” in quanto condivido assolutamente quanto si trova scritto nell’immagine;
durante queste discussioni spesso mi son sentito rispondere frasi del tipo :
“allora vuoi tornare al medio evo”,
“rinuncia tu alle nuove tecnologie”,
“allora vuoi tornare indietro a quando si stava peggio” …

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E su questo che verte la mia riflessione, sul fatto che tutti considerano progresso quello che si è verificato nel mondo (in alcune parti ovviamente) nell’ultimo secolo : non volendo fare di qualsiasi erba un fascio dico subito che ci sono state cose che considero molto positive e quindi progresso ma anche cose che (per me) non sono positive e quindi che considero quasi un “regresso” !

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non voglio star qui a tediarvi con un elenco in quanto potete ognuno pensare quelle che per voi possono corrispondere a tale descrizione, di certo ce ne sono tante perché la spinta che fa da propulsore alle innovazioni ed alle nuove idee non è più quella della ricerca del “bene” per tutti gli uomini ma ormai, sempre e solo, quella della ricerca del “profitto” e del “potere” per i “soliti pochi uomini” …

certamente un secolo fa e più il mondo era anche culturalmente vivissimo ed attivo, ma la vita delle persone “normali” era forse un po’ più dura di oggi (se la si considera globalmente), era però di un livello più umano;
poi si sono intraprese strade ed imposte scelte con la giustificazione del miglioramento delle condizioni di vita degli uomini, di tutti gli uomini …
è sotto gli occhi di tutti che si tratta di una grossa menzogna, la realtà è tutt’altra cosa,  (però è altrettanto sotto gli occhi di tutti che nessuno fa nulla per opporsi a tale situazione);
ed ecco allora che prende vita il progetto, che è in corso di attuazione, di disumanizzazione dell’essere umano …

tornando all’inizio vi racconto allora l’allegoria di cui vi ho parlato, quella similitudine che può sembrare azzardata (e forse lo è ma credo che renda il concetto);

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ipotizziamo che una persona viva con qualche sofferenza, con qualche affanno, con problemi da risolvere e non riesce a sopportare tutto questo; chiede aiuto allora alla scienza ed al progresso; vengono inventate tante cose che gli vengono propinate come panacea a cui poi, una volta abituati, non si riesce a rinunciare perché creano soprattutto dipendenza; queste cose equivalgono (metaforicamente) a flebo di tranquillanti;
si inizia con piccole dosi e (ovviamente perdendo di efficacia) poi si è obbligati ad aumentarle, sempre più; ed allora si finisce a trascorrere la maggior parte del proprio tempo attaccati alla flebo, sempre di più, sempre più innovazioni ed oggetti irrinunciabili, sempre più attaccati alla flebo … sempre più tranquilli …
la sensazione è piacevole perché non si sentono più le ansie ed i piccoli dolori, perché nulla fa più paura, perché la vita sembra più bella !
e la “crescita” è la ricerca imperante … in tutto, anche in queste cose e situazioni;
si finisce che si diventa totalmente anestetizzati, perennemente attaccati alla flebo delle piccoli e grandi cose con cui ci hanno riempito la vita;
certo non soffriamo più di nulla, non dobbiamo più fare fatica, niente sforzi, neppure mentali, siamo tranquilli …

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ma non ci rendiamo conto di essere ormai stati indotti ad un “coma farmacologico” !!!
che il nostro tempo trascorre ormai completamente immobilizzati in un letto … attaccati alla “flebo” !!!

Ed allora la mia domanda è semplicemente :

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QUESTA POSSIAMO CONSIDERARLA VITA ???

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Claudio

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