Essere o Apparire ?


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oggi voglio parlarvi della relazione tra 2 verbi : essere ed apparire;

certo le cose da dire sarebbero talmente tante che ci vorrebbero tomi interi per esaurire l’argomento;
mi limiterò a porvi qualche pensiero che tratta proprio di noi, noi utenti e fruitori dei famigerati social;
è fuori di dubbio che un rapporto tra persone che non sanno neppure come son fatte in volto e che si contattano sulla rete è un tantinello diverso dai soliti “incroci” diretti tra caratteri ed idee diverse, di questo dovete convenire;
e non vi è mai venuto in mente qualche dubbio sulla veridicità della persona con cui state interagendo ? Le conoscenze sono ridotte al minimo e le possibilità di verificarle a zero …
Siamo oppure Appariamo ?
Eppure ci apriamo, mettiamo in “piazza” una parte importante di noi, pur sapendo che tutto quello che finisce in rete è di dominio pubblico totale, fruibile da amici ma anche da nemici …
allora come possiamo difenderci e/o capire qualcosa di più di chi sta dall’altro capo del filo? Difficile a dirsi e difficile a farsi !
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate in merito; io penso che occorra farsi un po’ di esperienza ed avere un “occhio allenato” per smascherare coloro che non sono “genuini” ed hanno secondi fini più o meno malsani;
su cosa li spinga a “mascherarsi” poi … buio profondo ed allora vediamo se possiamo fare un po’ di luce.

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Probabilmente tutti voi avrete potuto assistere a comportamenti strani da parte di qualche blogger nei confronti di un altro … cosa li spinge a comportarsi così ?
probabilmente anche a voi sarà capitato di incrociare qualche “pavone” dalle piume splendenti, qualche macho dai muscoli saettanti, qualche modella, qualche ballerino …

PS – presenti esclusi eh …     😉

vediamo se il contributo di oggi ci può essere di aiuto :

“Le persone sono come gli attori che recitano per gli altri, ma recitano in forma molto diversa quando sono sulla scena rispetto a quando lo fanno dietro le quinte”
da: La vita quotidiana come rappresentazione (1959) di Erving Goffman

da MA CHI MI CREDO DI ESSERE di Luis Rojas Marcos

Capitolo : LA MESSA IN SCENA

“Il concetto di sé, benché sia qualcosa di fondamentalmente privato, viene rappresentato sulla scena sociale attraverso il nostro aspetto fisico, le nostre espressioni, i nostri atteggiamenti e i nostri comportamenti.
Tutti tentiamo di mostrare una determinata identità pubblica, perché questa ci aiuta a mantenere e a riaffermare la nostra identità privata o l’immagine che abbiamo elaborato di noi stessi.

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L’idea soggettiva di sé ha bisogno di essere sostenuta dall’immagine che proiettiamo.
Da qui la necessità di controllare il nostro modo di presentarci agli altri.
E’ possibile che tu sia cresciuto in una di quelle famiglie, sempre più frequenti, nelle quali i genitori insistono sul fatto che ci si debba preoccupare di quello che pensano gli altri.
Certo, a NY si sente spesso consigliare *Sii te stesso!*, *Fai le cose seguendo i tuoi tempi e non badare a quello che fanno gli altri*.
Nonostante queste sagge raccomandazioni, la verità è che fin da piccoli ci si rende conto che l’opinione che gli altri hanno di noi conta molto e ciò ha delle conseguenze.
Quasi tutti, di tanto in tanto, riflettono sul giudizio che suscitano negli altri e molti vivono nell’ossessione del proprio aspetto.
Per questo motivo si comportano nel modo che ritengono sia il migliore per provocare in chi li osserva una particolare attenzione. […]
Gran parte della nostra vita dipende in qualche modo da come gli altri ci giudicano e, in tale interazione, l’immagine esterna che proiettiamo ha molta importanza.
Sono davvero pochi gli incontri sociali significativi nei quali possiamo ignorare totalmente il modo in cui siamo percepiti e giudicati. (Tra questi, e sicuramente, quelli intellettuali e culturali ndr).
Non è necessario studiare psicologia per rendersi conto che la maggior parte delle persone, più o meno consapevolmente, modella o migliora la propria personalità tenendo conto degli altri.

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A volte si cerca di confermare la propria immagine, altre di abbellirla; spesso si tenta di favorire la comunicazione, o una buona ‘alchimia’, con i propri interlocutori. […]
Ma nelle molteplici relazioni sociali cui ci costringe la vita ci imbattiamo anche in persone che cercano di dare di sé un’immagine che assomiglia assai poco a quella reale.
Spesso il loro obiettivo è nascondere qualche caratteristica che considerano negativa, anche se, talvolta, cercano semplicemente di ottenere che gli altri reagiscano come loro vogliono.
In situazioni di conflittualità, alcuni individui mirano a intimidire il rivale ostentando un carattere violento, benché in realtà siano persone pacifiche (oppure tanto fumo e niente arrosto ndr).
E c’è anche chi, in maniera premeditata, cerca di convincere gli altri della sua ingenuità o distrazione, per sottrarsi alle proprie responsabilità dopo aver commesso una cattiva azione, che farebbe emergere un’idea negativa di sé. […] Questo spiega l’impegno nel mostrare sempre un profilo positivo, anche se a volte ciò comporta qualche rischio.
Analogamente, le persone che si sottovalutano e non sono soddisfatte di se, tentano di fare il possibile per potenziare e migliorare la propria immagine davanti agli altri,
Ma in alcuni casi la scarsa autostima non si tramuta nella necessità di presentarsi come persone migliori, per cui, quando hanno l’opportunità di rapportarsi agli altri, lo fanno in modo da ribadire la propria scarsa considerazione.
La sicurezza offerta da ciò che conoscono è preferibile all’incertezza del cambiamento e dell’innovazione.

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Cambiare il concetto di se, anche se allo scopo di migliorare, può risultare un’impresa assai difficile.
tenere sotto controllo o curare il nostro modo di porci nei confronti degli altri non è necessariamente un’attività negativa che implica finzione, insicurezza o vanità.
Prestare un ragionevole grado di attenzione all’impressione che produciamo negli altri è salutare e utile, perché ci aiuta a adattarci e a trarre vantaggio da certe situazioni. […]
E’ vero che c’è chi mente sfacciatamente sulla propria natura, ma, in generale, il modo in cui ci presentiamo in pubblico conferisce maggior peso o rilevanza a certe caratteristiche che possediamo realmente, allo scopo di far emergere ciò che è opportuno mostrare o, al contrario, di nascondere aspetti che non intendiamo rivelare.

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In fondo, quello che quasi tutti cercano è l’accettazione e l’approvazione degli altri. […]
Ciò nonostante, se il vero obiettivo è trasmettere falsi sentimenti o caratteristiche della personalità, prima o poi, con poche eccezioni, questa rappresentazione fallisce, e le vere intenzioni di chi ha finto vengono smascherate.
Inoltre, far credere di essere ciò che in realtà non si è comporta un notevole dispendio di energie.
Quasi tutti questi imbroglioni cronici si troveranno in situazioni imbarazzanti e dovranno ricorrere a goffi espedienti per porre riparo al danno che loro stessi hanno creato alla loro immagine.
Essere credibili e degni di fiducia è un fattore decisivo nella formazione della nostra identità sociale.”

Allora ? Possiamo stare tranquilli ???

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4 pensieri riguardo “Essere o Apparire ?

  1. nella realtà come nel virtuale chi mente sa che sta mentendo,dunque anche i consensi che ha in qualche modo estorto sono basati su una bugia,dunque di nessun valore se non quello dell’aria fritta quando si è affamati…

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