Travaglio. Questi pagliacci/2. Pagliacci, e pure farabutti.


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È vero che al cuore non si comanda, ma ogni tanto Maria Teresa Meli esagera.
Ieri ha scritto un pezzo sul Corriere per spiegarci quanto è astuto il suo Matteo: “Il presidente del Consiglio ha aperto la porta – o meglio, ha dischiuso uno spiraglio – alla possibilità di modificare l’Italicum, così come gli chiedono in tanti, e subito è partito il dibattito”.
Ammazza che volpe: è partito il dibattito.
“Ma, soprattutto, i ‘5Stelle sono usciti allo scoperto’, esattamente ciò che voleva il premier.
Ora Grillo e i suoi difendono a spada tratta ‘quella che fino all’altro giorno definivano una legge elettorale liberticida’”.
Certo che è proprio machiavellico, questo Matteo, se riesce a far difendere l’Italicum da quei voltagabbana dei 5Stelle.
Ma sarà vero che i 5Stelle sono dei voltagabbana e ora difendono l’Italicum? Leggiamo sempre sul Corriere una citazione dal blog di Grillo: “Renzi ora vuole cambiare le carte in tavola perché ha paura di perdere.
Un baro da due soldi e con la coda fra le gambe…
Si fanno le regole ad partitum e quando non gli vanno più bene le cambiano.
Il Pd pensa alla modifica della legge elettorale, non per inserire le preferenze, ma perché l’Italicum prevede il ballottaggio e Renzi ha paura di essere battuto con un 70 a 30, come successo a Roma”.
Elogi all’Italicum, nemmeno l’ombra: solo il dato di cronaca di un premier, lui sì voltagabbana, che dopo aver imposto l’Italicum a colpi di fiducia al suo partito diviso, ora lo vuole cambiare perché ha perso tutti e 19 i ballottaggi comunali con i 5Stelle.
E lo vuole cambiare non certo per correggerne i vizi di incostituzionalità contestati fin dall’inizio dal M5S e, strada facendo, dalla sinistra Pd.
Ma per dare il premio di maggioranza alla prima coalizione anziché al primo partito (come nel Porcellum incostituzionale), così da imbarcare anche verdiniani e alfaniani, che nelle liste del Pd neppure lui potrebbe candidare e che chiedono un posto al sole nella prossima legislatura dopo avergli portato l’acqua con le orecchie in questa.
Andiamo avanti.
Il Corriere fa parlare Danilo Toninelli, firmatario della proposta di legge elettorale dei 5Stelle, a suo tempo presentata a Renzi e respinta da Renzi: “L’Italicum ci può far vincere”.
Altro dato di cronaca, tratto da tutti i sondaggi.
Peccato che la frase completa di Toninelli sia molto diversa, come riporta Repubblica: “L’Italicum oggi ci potrebbe far vincere, ma perderebbe la democrazia. Per questo noi vogliamo abbatterlo”.
Repubblica cita anche una battuta di Alessandro Di Battista.
Eccola: “Fino alla vittoria M5S a Roma e Torino, l’Italicum era la legge migliore del mondo (per noi è uno schifo).
Ora Renzi è pronto a cambiarla: cialtroni!”.
Bella difesa dell’Italicum, non c’è che dire.
Chissà come fa Repubblica a titolare: “Retromarcia M5S: legge elettorale ok”.
Così come il Corriere: “I 5Stelle blindano l’odiato Italicum”.
Sarà stato forse Di Maio a parlarne bene?
Leggiamo la sua dichiarazione, su Repubblica: “La Camera ci costa 100 mila euro all’ora e il Pd vuole spendere questi soldi per cambiare l’Italicum.
Facciano pure, ma quando vorranno tornare sulla Terra gli mostreremo quali sono le priorità per l’Italia”.
Nemmeno una parola sulla bontà dell’Italicum: solo la constatazione delle vere priorità di un Paese che per dieci anni ha sentito parlare di legge elettorale, finché l’anno scorso Renzi comunicò di avergli regalato la più bella del mondo.
Ora, approvato l’Italicum e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale 14 mesi fa, bisognerebbe lasciar decidere la Consulta sulla sua legittimità, ed eventualmente i cittadini nel referendum abrogativo (per cui anche il M5S, presunto sostenitore dell’Italicum, sta raccogliendo le firme).
Tantopiù che, dopo le Comunali perse da Pd, Ncd, Ala e centrodestra, in Parlamento c’è una maggioranza favorevole a cambiarlo per la nobile ragione di non far vincere i 5Stelle.
Ma sul come cambiarlo nessuno è d’accordo con nessuno: ogni partito, anzi ogni corrente di ciascun partito ha un’idea diversa.
Tranne il M5S, fermo sulla legge Toninelli.
Repubblica raccoglie questa perla di saggezza di Emanuele Fiano (renziano del Pd): “Quando abbiamo approvato l’Italicum, i 5Stelle hanno accusato il Pd di attentato alla democrazia.
Adesso che una parte del Pd ipotizza di cambiarlo, lo accusano di attentato alla democrazia.
Questa la chiamano coerenza”.
E, con questo, la logica è ufficialmente abolita.
Per accusare i 5Stelle di non voler cambiare l’Italicum (ammesso che sia vero, e non lo è visto che lo definiscono “uno schifo” e “una sconfitta della democrazia” e annunciano di volerlo “abbattere”), i renziani dovrebbero intanto ammettere di aver votato una porcata e recitare il mea culpa.
Poi tornare in Parlamento col capo cosparso di cenere, abrogare l’Italicum, formalizzare una proposta alternativa e chiedere per favore a chi osteggiò l’Italicum di esaminarla ed emendarla per giungere a una legge il più possibile condivisa, tantopiù che mancano un anno o due alle elezioni. E infine precisare che, senza un accordo, voteremo con l’unica legge già disponibile e di sicura legittimità, essendo stata scritta dalla Corte costituzionale: il Consultellum, cioè il proporzionale con preferenza unica e sbarramento al 3%.
Invece questi pagliacci, spalleggiati dai Cinegiornali Luce, pretenderebbero che chi s’è opposto fin dall’inizio all’Italicum li implorasse in ginocchio di cambiarlo, ora che incidentalmente ne sarebbe favorito, per giunta senza i numeri in Parlamento e dunque con la matematica certezza di non ottenere nulla. Pagliacci, e pure farabutti.

Marco Travaglio FQ 2 luglio 2016

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