Salutare mia figlia, la prima e l’ultima volta


La settimana scorsa, i miei figli sono ritornati a scuola. C’è stato un momento di cui non si è accorto nessuno, tranne me. Alla fermata, gli altri bambini

 

Sorgente: Salutare mia figlia, la prima e l’ultima volta

 

una storia da brividi …

ma la paura non c’entra nulla …

foglie d’erba


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un alito di vento mi ha portato
questo breve componimento …
un venticello amico, di nome Aldo

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leggi queste “foglie” all’aria aperta,
in ogni stagione di ogni anno della tua vita,
riesamina tutto quello che ti è stato detto
a scuola o in chiesa o da qualunque libro,
ripudia tutto ciò che insulta la tua anima
e proprio la tua carne sarà una grande poesia
e avrà la più grande fluidità non solo nelle parole
ma nelle linee silenziose delle labbra e del viso
e delle ciglia e in ogni movenza e giuntura del tuo corpo.

Walt Whitman – da Foglie d’erba

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Le lenzuola sporche


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tratto dalla pagina FB di  Un Mondo Migliore

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Una giovane coppia di sposi era solita prendere il caffè al tavolo di fronte alla finestra.
Una mattina, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato.
Mentre osservava attentamente disse al marito: “Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina!
Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo…
Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola! “.
Il marito guardò e rimase zitto.
La stessa scena e lo stesso commento andarono avanti per un po’ di tempo.
Dopo un mese, la moglie si meravigliò nel vedere la vicina che stendeva le sue lenzuola pulitissime e bianchissime e disse al marito: “Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato!
Chi le avrà insegnato come si fa? “.
Il marito le rispose: “Nessuno, semplicemente questa mattina, io mi sono alzato prima di te e, mentre tu ti truccavi, ho pulito i vetri della nostra finestra”.

E succede così anche nella vita….Tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso la quale osserviamo i fatti degli altri, magari giudicando il loro operato.
Prima di criticare, probabilmente, sarebbe meglio guardare bene se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore, per riuscire a vedere realmente.
Solo allora osserveremo più nitidamente la pulizia esistente nel cuore del vicino.

(Tommaso Longobardi )

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Vi è simpatico Putin? Preparatevi alla galera!


Sorgente: megachip.globalist.it

 

Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano
Poi vennero a prendere gli ebrei e tacqui perché mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non parlai perché non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht

Prigione con entrata a pagamento


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4/11/02 Michael Crichton '64, HMS '69 speaks on "The Media and Medicine" at Harvard Medical School in Boston, MA on Thursday, April 11, 2002. staff photo by Jon Chase/Harvard University News Office

Al giorno d’oggi tutti sperano sempre e solo di divertirsi.

Le riunioni al lavoro devono essere briose, rapide e accompagnate da grafici animati, per evitare che i dirigenti si annoino.
I centri commerciali e i negozi devono essere intriganti in modo da divertirci, nel momento in cui ci vendono la loro merce.
I politici devono avere una bella immagine televisiva e dirci soltanto quello che vogliamo sentirci dire.
Le scuole devono fare attenzione a non annoiare le giovani menti che si aspettano la stessa velocità e complessità della televisione.
Gli studenti devono divertirsi…
Tutti devono divertirsi, altrimenti cambieranno: cambieranno marca, canale, partito e anche sentimenti.
Questa è la realtà della società occidentale alla fine del ventesimo secolo.
In altri secoli gli esseri umani aspiravano alla redenzione o a un miglioramento, alla libertà o all’istruzione.
Nel nostro secolo, invece, ci si vuole soltanto divertire.
Non abbiamo paura tanto della malattia, o della morte, quanto della noia, della sensazione di non saper cosa fare nel nostro tempo, della sensazione di non divertirci.
Ma dove conduce tutta questa smania di divertimento?
Che cosa farà la gente quando si stancherà della televisione e del cinema?
La risposta è nota: si lancia in attività quali lo sport, le visite di parchi a tema e così via.
Un divertimento organizzato, brividi preconfezionati.
Ma che farà la gente quando si stancherà di questi parchi a tema e di queste emozioni precotte?
Prima o poi, anche questo artificio verrà a noia…
Si comincerà a comprendere che un parco dei divertimenti è in realtà una specie di prigione con entrata a pagamento.
Il disgusto per questa artificiosità porterà la gente a cercare ciò che è autentico.

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“Autenticità” sarà la parola chiave del ventunesimo secolo.
Che cosa è davvero autentico però?
Qualsiasi cosa non sia costruita ad arte per ricavare profitto o controllata dalle grandi corporation.
Che esista di per sè, autonomamente, e sia dotata di una sua originalità.
Il mondo moderno è l’equivalente capitalistico di un mondo formale, in cui ogni cosa è sistemata e disposta per ottenere un certo effetto. Dove nulla è intatto e nulla è autentico.
Dove andrà allora la gente a cercare questa rara e ambita esperienza dell’autenticità?
Si finirà per rivolgersi al passato.
Il passato è senza dubbio autentico.
È il mondo che esisteva prima della Dinsey e di Murdoch, della Nissan e della Sony, della Ibm e di tutte le altre corporation che plasmano il presente.
Il passato è venuto prima di loro, è venuto ed è trascorso senza la loro intrusione, le loro manipolazioni e le loro merci.
Il passato è vero, autentico.
Ed è proprio questo che lo renderà incredibilmente attraente.

Timeline – M. Crichton

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(un grazie per la “soffiata” al mio amico Aldo)

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