La compassione buddista


Giuliana Campisi

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Il termine buddista jihi significa “compassione” e va inteso come eliminazione della sofferenza e raggiungimento della felicità.

Il termine “compassione”, nelle lingue occidentali, viene usato per indicare sentimenti come la compartecipazione alle sofferenze altrui, la pietà o la commiserazione. La compassione buddista invece ha un significato più ampio. Il carattere ji indica la vera amicizia, il puro amore dei genitori e la simpatia per il prossimo, mentre hi contiene in sé l’idea di pietà e preoccupazione per le sofferenze altrui.
Nel Buddismo jihi può essere dunque tradotto come “togliere sofferenza e dare felicità”. Il concetto di ji assume il significato di “dare felicità” e hi quello di “togliere sofferenza a tutti gli esseri viventi”.

Nella compassione non c’è spazio per l’egoismo, ma, quando questa è autentica e profonda, si sviluppa fino ad abbracciare la vita nella sua totalità; in essa non esistono le parole “mio”, “tuo”…

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Stranezze dal Mondo …

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CLAUDIO VOLPE PER ALì MOHAMMD AL-NIMR


Condivido con vero piace questo bellissimo articolo scritto da Claudio Volpe, giovane intellettuale, scrittore e drammaturgo italiano sulla drammatica situazione dei diritti umani in Arabia Saudita e sulla triste vicenda di Alì Mohammd Al-Nimr. Vi invito con tutto il cuore a leggerlo. Grazie a ognuno di voi. Stefano Molini -Ci sono luoghi nel mondo in cui ancora nel 2016 si verificano sistematiche violazioni dei diritti umani. E non mi riferisco solo ai diritti quali la libertà di pensiero, di espressione, di movimento, di fede religiosa, ma perfino di quei diritti basilari, essenziali e indispensabili all’essere umano quali il diritto alla vita e all’integrità psicofisica. Paesi come l’Arabia Saudita praticano ancora oggi la pena di morte, la tortura, la denigrazione del dissidente. La cronaca, riportata da indagini de L’espresso, dice che qui c’è una media di ottanta decapitazioni in quattro mesi, una media che pesa come un macigno sulla dignità umana. Nessuno di noi può sentirsi davvero felice o deresponsabilizzato se nel mondo accadono ancora cose simili che offendono la nostra civiltà e il nostro pensiero. Solo mediante una presa di coscienza individuale e collettiva e un serio intervento dei governi di tutto il mondo sarà possibile obbligare tali paesi a progredire lungo il percorso del rispetto dei diritti umani. Un’urgenza questa che dovrebbe essere soddisfatta il prima possibile. Siamo tutti col fiato sospeso ora per la sorte del giovane Alì condannato a morte proprio in Arabia Saudita. Stefano Molini, noto attivista per i diritti umani ha lanciato una petizione su change.org che ha ottenuto centinaia di migliaia di adesioni in poco tempo e ha avuto una grande risonanza mediatica a livello mondiale. Ecco, questo è un esempio concreto di una questione sulla quale agire subito grazie alla guida di persone come Stefano che invito tutti a seguire e supportare in questa battaglia di civiltà e di umanità. È adesso il tempo del cambiamento. Claudio Volpe Claudio Volpe nasce a Catania il 17 luglio 1990. Passa la sua infanzia tra Sicilia e Campania finché non si trasferisce definitivamente a Pontinia (LT) con la sua famiglia. Qui frequenta il liceo classico dove si diploma con lode. A Roma studia Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre. Scrive la sua prima poesia a dieci anni, a sedici anni riceve il Premio Speciale “Giovanni Forzati” da parte dell’Università della Magna Graecia del Centro Sud per la poesia “Siamo uguali perché”, mentre a diciassette riceve una menzione speciale per la pace dalla “Società Dante Alighieri” per la poesia “Una lettera per la guerra”. E’ autore dei libri “Il Vuoto Intorno”(Presentato da Dacia Maraini e Pietro Ruffilli al Premio Strega 2012), “Stringimi prima che arrivi la notte”Presentato da Renato Minore e Cesare Milanese al Premio Strega 2013 “Raccontami l’amore” (Scritto con Paola Concia) e della raccolta di racconti “Sotto un altro cielo” (Scritto con Dacia Maraini, Giampiero Rossi, Gianfranco Di Fiore, Renato Minore, Francesca Pansa, Pierfrancesco Majorino, Simone Gambacorta, Paolo di Paolo, Michela Marzano). Ha inoltre scritto e diretto lo spettacolo teatrale “Io non posso essere”, commovente monologo sulle violenze omofobe nella Russia Di Vladimir Putin, magistralmente interpretato dal maestro Enzo Piscopo. http://www.claudiovolpe.it

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ci sono Paesi civili per finta ed altri per davvero …