Sapere o Essere ?


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“La gente attribuisce al sapere un grande valore, ma non sa attribuire un valore all’essere, e non si vergogna del livello inferiore del proprio essere.

Questa preponderanza del sapere sull’essere è riscontrabile nella cultura attuale.
L’idea del valore e dell’importanza del livello dell’essere è stata completamente dimenticata.
Nessuno capisce che il grado del sapere d’un uomo é una funzione del grado del proprio essere.
In generale, oggi l’educazione si limita a formare la mente.
Il bambino viene costretto ad imparare a memoria delle poesie come un pappagallo, senza capirci niente; e quando ci riesce, i genitori sono contenti.
A scuola, dopo aver superato gli esami “con lode”, il ragazzo continua a non capire e a non sentire niente.
Rispetto allo sviluppo della mente egli è un adulto di quarant’anni, ma nell’essenza resta un bambino di dieci.
Con la mente non ha paura di nulla, ma nell’essenza è un pusillanime; la sua vita interiore è abbandonata a se stessa senza alcuna direzione.
La sua morale è puramente automatica, esclusivamente esteriore.
Proprio come ha imparato a ripetere le poesie a memoria, così si comporta con la morale.
Se un uomo è sincero con se stesso deve ammettere che anche gli adulti, come i bambini, sono privi di morale.
La nostra morale è del tutto teorica e automatica.
Al bambino si insegna così: “Se qualcuno ti porge la mano, devi comportarti in questo modo”.
Tutto ciò è puramente meccanico.
In “questo” caso devi fare “quello”.
E le cose, una volta fissate, non cambiano più.
L’adulto non è diverso.
Se qualcuno gli pesta un callo, reagisce sempre allo stesso modo.
Gli adulti sono come i bambini e i bambini sono come gli adulti:
entrambi reagiscono.”

(G.I. Gurdjieff )

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