IL MONDO VERSO LA SESTA ESTINZIONE DI MASSA


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IL MONDO VERSO LA SESTA ESTINZIONE DI MASSA

Se fossimo governati da gente sana di mente si troverebbe il modo per un cambio di rotta, visto che i mezzi per poterlo fare ci sono, ma questo non succederà perché la classe dirigente mondiale è completamente cieca e vede una sola cosa: il dio denaro.
La degenerazione a cui è arrivata questa gente solo un’apocalisse vi potrà porre fine.
Certo se fossimo attaccati da alieni troverebbero il modo di mettersi d’accordo per cercare di sconfiggerli, ma fino a quando qualcosa del genere non si verifica, un accordo fra pazzi non può avvenire.
Eppure schiatterebbero anche loro nonostante i miliardi, perché la morte non potranno comprarla, ma se riuscissero a capire questo non agirebbero come stanno facendo.
Quello che dispiace è la nostra impotenza e non ci consolerà se nel day after si pentiranno (se ci saranno superstiti) come non ci consola la loro finzione dinanzi alle bare, nei funerali di stato.
Amaramente ci si chiede cosa potremmo fare noi per salvare il pianeta da questi cannibali, che continueranno a sfruttarlo fino alla morte.
Ma nessuno pare abbia un idea, sembriamo tutti preda di un sortilegio, quasi ci avessero tolto la linfa vitale.
A volte mi viene il dubbio se non ci stiano sottoponendo a qualche esperimento, per trasformarci tutti in zombie e sottometterci meglio, purtroppo li ritengo capaci di tutto.
E’ di vitale importanza inventarsi un modo per tornare a difenderci come hanno sempre fatto i nostri antenati.

l’autrice è l’amica Maria Pia Caporuscio che lo ha segnalato su FB  dopo averlo postato sul Blog di Beppe Grillo …     😉

perle dal Web . n° 322


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anche questa molto attinente al mio post precedente

tratta sempre dalla pagina di   Realtà, inganno e manipolazione  su  FB

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“Se siamo un minimo capaci di osservare, vedremo che la mente è sempre attiva alla sua superficie, occupata con il conformismo, il lavoro, il guadagnarci la vita, l’espressione di determinate tendenze, doni, talenti o con l’acquisizione di determinate conoscenze tecniche.
La maggior parte di noi si accontenta di vivere a questo livello superficiale.
Osservate voi stessi, sto descrivendo ciò che avviene alla superficie nella nostra vita quotidiana: distrazioni, fughe, occasionali cadute nella paura, adeguamenti alla moglie, al marito, alla famiglia, alla società, alla tradizione e così via.
La maggior parte di noi è soddisfatta di questa superficialità.
Potete essere socialmente floridi, potete avere innumerevoli proprietà, automobili, case, frigoriferi, pace superficiale; ma se non viene in essere ciò che è incommensurabile, ci sarà sempre sofferenza.
Liberare la mente dal condizionamento è la fine della sofferenza.
È molto interessante scoprire da soli i modi in cui la vostra mente è occupata.
Che si tratti di che cosa cucinare, dei figli, dei divertimenti, della virtù o di Dio, la mente è sempre occupata.
Ma può una mente occupata vedere qualcosa di nuovo, qualcosa al di là della sua occupazione?
Che cosa accade alla mente se non è occupata?
Abbiamo paura di non essere occupati, paura delle sue implicazioni sociali.
Una persona che non è occupata potrebbe scoprire se stessa così com’è, perciò l’occupazione diventa una fuga da ciò che si è.
Ma il nuovo non può manifestarsi finchè la mente è occupata.
Solo la mente che è completamente non occupata può ricevere qualcosa di nuovo.
Solo quando la mente è libera da qualunque senso di dipendenza può trovare l’incommensurabile.”

(Jiddu Krishnamurti)

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Perle dal Web . n° 321


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molto attinente al mio post precedente

tratto dalla pagina di  Realtà, inganno e manipolazione  su  FB

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“Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero.
Si baratta la propria libertà per un ruolo.
Si barattano i propri sensi per un atto.
Si svende la propria capacità di sentire, e in cambio si indossa una maschera.
La gente è terrorizzata dall’idea di essere libera, loro stessi serrano le loro catene, combattono chiunque cerchi di spezzarle.
Amano le proprie catene.
Si dimenticano chi sono in realtà.
E se cerchi di ricordarglielo, per questo loro ti odiano, si sentono come se tu stessi cercando di carpirgli le loro proprietà più preziose.
Sono ipnotizzati dalla televisione; la televisione è un invisibile velo che protegge dalla mera realtà.
La gente si riunisce a grappoli davanti alla televisione, a vedere telenovela, film, commedie, idoli pop, e sperimenta selvagge emozioni attraverso dei simboli.
Ma nella realtà della loro vita, essi sono emozionalmente morti.
Il male della cultura del nostro secolo è l’incapacità di sentire la propria realtà.
Non potrà esserci alcuna rivoluzione di massa fino a che non ci sarà una rivoluzione personale, a livello individuale.
Prima deve avvenire all’interno.”

(Jim Morrison)

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IMMAGINARE ALTRE VITE . . . . . Realtà, progetti, desideri


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Sesto capitolo

Orizzonti di intelligibilità

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Sebbene sia lecito presupporre un fondo comune di pulsioni primarie, di desideri e di nozioni elementari condivise da tutto il genere umano, tali nuclei psichici apparentemente naturali subiscono ovviamente molteplici, intricate e contrastanti elaborazioni, storicamente e geograficamente determinate e spesso lontanissime (e
perfino aliene) rispetto al consueto orizzonte di intelligibilità di ogni specifica cultura.
Date queste premesse, è possibile collegarsi alla gamma delle esperienze altrui, costruire la propria identità attraverso il frequente confronto con l’alterità, ritagliarsi una storia personale da far vibrare come, appunto, armonici naturali a contatto con una pluralità di storie collettive?
Sì, ma solo se si riesce a gettare una testa di ponte di interessi umani condivisi o
condivisibili tra persone di diverse civiltà, ritrovando e rafforzando quanto unisce pur nel caos delle differenze.
Per quanto molteplici e difficili da comprendere, le forme di vita e di civiltà non sono infinite: articolano la comune umanità nella sperimentazione di percorsi che non possono esserci completamente estranei.

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Se è vero, come sosteneva Herder, che ogni civiltà ha il proprio particolare “centro di gravità” che la distingue da qualsiasi altra e che ogni individuo appartenente a ciascuna di esse ha, a sua volta, la propria peculiarità, è anche vero che, con la
ragione e l’immaginazione – esercitandoci a metterci al posto degli altri –, arriviamo almeno a capire (ed è un insegnamento fondamentale) che ci sono molti modi di vivere la vita e molti universi mentali e affettivi con cui paragonarci per comprendere meglio noi stessi.
Poiché, di fatto, il trapianto di altri mondi nel nostro non sempre riesce, è inutile ed errato sforzarsi di capirli a ogni costo, con il rischio di proiettarvi i nostri pregiudizi. Meglio conservare il senso dell’alterità e rendersi conto di quanto, lungi dal rappresentare la blochiana “polifonia di un unisono”, le voci dell’umanità siano complesse e, talvolta, per noi dissonanti.
Eppure, per quanto arduo sia il compito di penetrare le vite altrui (reali o immaginate), visto che a malapena siamo in grado di comprendere la nostra, l’intelligenza, l’empatia e le opere letterarie, storiche, antropologiche o filosofiche ci aiutano a intrattenere rapporti ravvicinati e più intensi anche con le persone e le esperienze intellettuali ed emotive più estranee, dense e sconosciute.

(segue)

Remo Bodei

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