ATEISMO – cosa significa oggi


Premetto che parlo esclusivamente per me e quindi questi sono pensieri miei non derivati da altro che dalle mie conoscenze (poche) e dai miei ragionamenti;

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Credo che le Religioni siano ormai un retaggio del passato, mantenute in vita per pure motivazioni “terrene” di potere, controllo, guadagno.

Una logica migliaia di anni fa la si può trovare nell’incapacità di spiegare alcuni fenomeni naturali che incutevano terrore (bastava una normalisssima eclissi) ed allora era sufficiente trovare uno un po’ più “sgamato” degli altri pronto ad ergersi “prescelto e sacerdote” di un qualsivoglia inventato Dio (uno o più d’uno) autore e creatore di quel “fenomeno”, assegnargli un significato e compiere “sacrifici” (anche umani) pur di garantirsi la sua benevolenza; era un tentativo di “razionalizzare” qualcosa di inspiegabile e hanno trovato questo tipo di soluzione;
ma non c’era nessuna spiritualità nella religione di allora, nessuna ricerca interiore se non quella di porre rimedio alla “paura” !!! Poi la cosa si tramandava di generazione in generazione …

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Si tenga conto poi che nel corso del tempo e delle generazioni chi non si assoggettava a tale credo (ed il Cristianesimo ne è la prova) veniva emarginato (se molto fortunato) ma normalmente torturato e bruciato: quindi esseri “aderenti” ad una Religione non era una scelta ma un obbligo!

Inoltre che non era una scelta viene logico intuirlo anche dal fatto che dipendeva tutto dal luogo ove si vedeva la luce: uno qualsiasi di coloro che si professano “adoratori” di Dio se fossero nati a New Delhi oggi adorerebbero le vacche …

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Della esistenza del Cristo abbiamo solo prove tramandate da scritti, che potrebbero essere di valore pari a tanti altri, leggende od altro ed allora dovremmo credere anche che sia esistito Alì Babà con i suoi 40 ladroni, questi scritti sono stati “scelti” tra altri che invece sono stati scartati (I Vangeli Apocrifi) e nonostante ciò presentano delle incongruenze; La Bibbia poi racconta delle cose belle unite a nefandezze immani e viene considerato un Libro Sacro;
Credere poi che il mondo sia nato con Adamo (e da lui Eva) i quali hanno avuto 2 figli maschi (di cui uno uccide l’altro) mi fa pensare che sia nato ma subito morto … e noi da dove “siam venuti fuori” ???

Della bontà degli insegnamenti del Cristo cosa possiamo dire se non che ai suoi tempi ed anche centinaia di anni prima (e poi anche dopo) ci sono stati moltissimi pensatori, inventori e filosofi che hanno espresso pensieri e teorie ancora oggi molto apprezzate, vero fondamento su cui si basa l’umanità; è stato un lento progredire sempre verso la conoscenza ed il miglioramento fino ad arrivare ai giorni nostri nei quali il denaro e la sete di dominio e di potere stanno facendo fare al mondo il percorso inverso con un ritorno all’imbarbarimento mentale ed economico;

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Altra cosa è la Spiritualità (in cui credo) che è dentro ognuno di noi (in dosi ovviamente diverse, per molteplici motivi) che mi porta a dire che credo in Dio ma non quello a cui pensate voi creatore ed onnipotente, ma un Dio che è nella Natura e, dato che noi ne facciamo parte, di conseguenza anche dentro di ciascuno di noi:
“Deus sive natura” diceva Baruch de Spinoza nel 17° secolo …

Voglio chiudere con una specie di metafora:

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Ormai la scienza è concorde nell’affermare che la vita si è sviluppata da Batteri che sono poi mutati nel corso di migliaia di anni ma …
poniamo per assurdo che il “vostro” Dio Creatore esista davvero e pensate all’universo come al grande deserto del Sahara, ora siete nel centro del deserto, lontanissimi da tutto, prendete una manciata di sabbia con due mani ed avrete la Via Lattea, ora da quella grossa manciata di granelli prendetene solo alcuni ed avrete il sistema solare … isolatene un solo granello ed avrete la Terra …
sono tutte cose (Dio a parte) della cui esistenza siamo certi !
Allora, dicevo, poniamo che il Vostro Dio esista : qualcuno mi spiega come metterlo in relazione con tutto il resto ?
Dio avrebbe creato tutto ciò per avere l’assoluto dominio su un granellino dove mettere non so dirvi neppure cosa … un gioco, un passatempo, un esperimento … e “guardarselo” dall’alto ???

…….

Claudio


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In giardino il ciliegio è fiorito
agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.
All’ una in punto si sente il suono
acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono per l’ indifferenza scostante dei gatti;
come vedi tutto è normale
in questa inutile sarabanda,
ma nell’ intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d’ un dubbio eterno,
un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l’ inverno per desiderare una nuova estate…

Son tornate a sbocciare le strade,
ideali ricami del mondo,
ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia,
sfidando tutto, senza confini,
frantumano un attimo quella boria grida di rondini e ragazzini;
come vedi tutto è consueto
in questo ingorgo di vita e morte,
ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglia e sorte,
di questa rete troppo smagliata,
di queste mete lì da sognare,
di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare…

Appassiscono piano le rose,
spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull’ erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l’ età all’ improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio
in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco,
dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti…

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l’ arsura sana degli assetati,
la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c’è il sospetto che sia triviale l’ affanno e l’ ansimo dopo una corsa,
l’ ansia volgare del giorno dopo,
la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa…
che chiami… vita…

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Francesco Guccini – Lettera