IMMAGINARE ALTRE VITE . . . . . Realtà, progetti, desideri


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Inizio con oggi la pubblicazione (a puntate ovviamente) di estratti dal libro del filosofo Remo Bodei :
“IMMAGINARE ALTRE VITE
Realtà, progetti, desideri”

spero che la cosa sia di vostro gradimento
Claudio

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Vite immaginate … 

Tendiamo spesso a dimenticare che siamo ospiti della vita.
Nasciamo senza volerlo e saperlo in un determinato tempo e luogo e, senza volerlo e saperlo, il corpo che abbiamo ricevuto in eredità biologica dispiega spontaneamente i suoi mirabili e, talvolta, terribili processi: il sangue circola, le ghiandole secernono ormoni, i capelli e le unghie crescono e, nel combattere le infezioni, milioni di globuli bianchi si immolano per noi.
Tutto questo avviene in maniera indipendente dalla nostra volontà, dalla nostra coscienza e dalla nostra memoria, così come involontaria, inconscia e immemore è stata la nostra nascita.1
Siamo ospiti della vita proprio perché inseriti in processi automatici: dal nostro organismo a quello di un batterio o di un filo d’erba, la vita si riproduce e si mantiene attraverso elaborati sistemi d’autoregolazione.
Dobbiamo riscoprire la meraviglia per la natura che, in noi e fuori di noi, priva di riflessione, ci determina e ci guida, sentire nuovamente lo stupore che questa esperienza elementare ha suscitato negli uomini per millenni, alimentando religioni, filosofie e letterature.

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Il fatto che dipendiamo da potenze inconsce o più grandi di noi che operano senza il nostro consenso e che segnano in parte il nostro destino non significa che dobbiamo consegnarci loro passivamente.
Al contrario, tutta l’evoluzione della nostra specie rappresenta lo sforzo di emanciparci dal loro diretto dominio, di interrompere l’immediatezza dell’istinto, di educare e mettere argini alle passioni attraverso il consolidamento della volontà, di
incrementare le conoscenze grazie all’esperienza e alla riflessione, di apprendere a risalire il corso del tempo a ritroso per mezzo della memoria.
Le civiltà hanno coltivato gli esseri umani fino a staccarli progressivamente dalla dipendenza, a lungo considerata ovvia e insormontabile, da alcuni di questi meccanismi spontanei.
Da ultimo, le nuove frontiere della ricerca medica e biotecnologica sono giunte a procurare loro un ulteriore supplemento di antidestino, superando traguardi ritenuti
impensabili: il trapianto di organi, la procreazione assistita, la cura di molte malattie genetiche.
Anche a causa di questi successi, la percezione del nostro dipendere dalla natura è spesso diminuita a tal punto che, a livello di senso comune, l’abbiamo quasi dimenticata (con immotivata sorpresa ce ne accorgiamo solo nei momenti di emergenza, quando imperversano epidemie o cataclismi).

(segue)

Remo Bodei

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