La Ragione


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“Ciò che viene chiamato “ragione” nell’uomo, non è altro che la concentrazione dei risultati di impressioni di qualità diverse percepite anteriormente, e la loro stimolazione e ripetizione provoca nell’essere diversi tipi di associazioni.
Le impressioni registrate hanno tre sorgenti originarie e sono soggette a tre diverse influenze.

Una categoria di associazioni è formata dalle impressioni percepite involontariamente e che provengono direttamente dal mondo esterno oppure scaturiscono dal mondo interiore dell’uomo in conseguenza di certe associazioni precedenti, costanti e ripetute in modo automatico.

La seconda categoria è formata dalle impressioni percepite volontariamente, che provengono dal mondo esterno o che si cristallizzano nel mondo interiore dell’uomo attraverso un atto deliberato di pensiero e di verifica sulla realtà.

La terza categoria scaturisce esclusivamente dal processo della cosiddetta “contemplazione-trasformata”, cioè dalla comparazione di impressioni omogenee di varia origine anteriormente già fissate, mantenendo continuamente il contatto con i loro centri interni e separati.

Al terzo stato di coscienza umana può essere sicuramente attribuito, senza alcuna difficoltà, il tipo di coscienza che l’uomo moderno, desiderando sottolinearne la grande importanza e senza nutrire alcun dubbio sulla correttezza del termine usato per indicarlo, ha denominato “stato di coscienza-vigile”.
Tale stato di coscienza, cui l’uomo moderno assegna il massimo livello, non è altro che il prodotto di impressioni costantemente ripetute, sia percepite accidentalmente e involontariamente sia create artificialmente e imparate meccanicamente.

Oggi la maggior parte delle persone, come conseguenza del continuo deterioramento delle normali condizioni di vita, si è abituata a dare importanza solamente a questo livello di coscienza che si raggiunge tramite le impressioni già menzionate, cioè tramite le percezioni involontarie e imparate meccanicamente di impressioni accidentali ricevute dall’ambiente esterno.
In altre parole, tutti i processi del mondo interiore del’uomo moderno sono solo una rassegna automatica, in varie combinazioni, delle esperienze ripetute di impressioni per così dire “antiquate”.
E le manifestazioni di quest’uomo nella vita ordinaria, gli impulsi, i pensieri, i sentimenti, le parole, le convinzioni, le credenze e i doveri sono costituiti esclusivamente dal materiale di quelle impressioni nelle loro varie combinazioni, cristallizzate nella sua totalità.
Le persone finiscono per perdere persino il bisogno di cogliere nella loro interezza le cose che vedono e sentono per la prima volta.
Per loro si tratta soltanto di impulsi che provocano delle associazioni basate su informazioni corrispondenti, introdotte in precedenza nella loro presenza.
E così tutto ciò che vedono e sentono per la prima volta viene percepito automaticamente da solo, senza alcuno sforzo di nessun tipo proveniente dall’essenza delle loro funzioni, e non provoca in loro il benché minimo bisogno esserico di sentire e comprendere nella sua interezza ogni fenomeno che si svolge in loro o fuori di loro.

Insomma, si accontentano di ciò che qualcuno un giorno, coscientemente o incoscientemente, ha inculcato in loro”

(G.I Gurdjieff – Il Nunzio del Bene Venturo)

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una sola annotazione : considerando che queste parole hanno circa un secolo vorrei chiedervi un parere riferendomi ai giorni nostri (ed alle previsioni future) … la situazione è migliorata oppure … ???

Claudio

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