Pensione di reversibilità, ecco perché il governo vuole le unioni civili


Come volevasi dimostrare. Era nell’aria. L’offensiva ai danni della reversibilità delle pensioni sta per realizzarsi.
È il preoccupante allarme lanciato dal segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti. Questi, dalle pagine dell’Huffington Post, denuncia l’arrivo di un disegno di legge delega del Governo alla commissione lavoro della Camera: tale disegno di legge racchiude un punto decisivo, che non deve sfuggire. Esso andrebbe a colpire il diritto alla reversibilità delle pensioni. Proviamo a spiegarlo nel modo più semplice e diretto: secondo il ddl le reversibilità saranno considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali.

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Cosa vuol dire? L’accesso alla pensione di reversibilità sarà legato all’Isee e quindi al reddito familiare: andrà inevitabile a diminuire il numero delle persone che continueranno a vedersi garantito tale diritto. È risaputo che l’asticella dell’Isee è piuttosto bassa, tarata su redditi che non sarebbe fuorviante e offensivo definire da fame. Sicché per superare l’asticella e perdere il diritto basta davvero pochissimo. Se una vedova vive ancora con il figlio e questi percepisce un piccolo reddito, ecco che perderà il diritto alla reversibilità.

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Tutto come da copione, dunque. Gli stessi che hanno rottamato l’articolo 18 – con un vero e proprio attentato al mondo del lavoro – promuovono oggi le unioni civili: non certo per estendere i diritti, bensì per rimuoverli linearmente. Che cosa volete possa importargliene dei diritti ai magnati della finanza internazionale e ai loro maggiordomi politici? Nulla, a meno che tali diritti civili non servano a distruggere il mondo dei diritti sociali e del lavoro. Ecco spiegato il segreto delle unioni civili, usate – lo ripeto – per negare i diritti del lavoro.

Come l’articolo 18 fu criminalmente rimosso con la scusa che non copriva tutti i lavoratori, così ora tolgono la reversibilità delle pensioni: non coprendo tutti, la si toglie a tutti. Logica vorrebbe invece che articolo 18 e reversibilità delle pensioni venissero estesi a tutti i lavoratori e a tutte le coppie, omo ed etero. Si produce invece quella che con Hegel chiamo l’uguaglianza dell’irrilevanza: si rendono gli individui uguali nell’esiziale senso di ugualmente irrilevanti. Et voilà, ecco spiegato il trucco. Evidente, evidentissimo. Ma chi lo svela verrà silenziato come omofobo, e ogni discussione razionale sul punto sarà come sempre bloccata in partenza. L’egemonia, gramscianamente, dei dominanti è totale: a tal punto che anche i dominati la subiscono e si muovono con le mappe concettuali fornite loro dai dominanti. Le masse lobotomizzate dal potere sono oggi un soggetto indisponibile e con le armi spuntate. La situazione è tragica, ma non seria. Ora capirete anche perché si evita accuratamente di fare l’unica cosa sensata che andrebbe fatta, come già si fece per l’aborto e il divorzio: un referendum. Non lo fanno perché l’èlite dominante ha già deciso e non ha bisogno di legittimazione democratica.

Diego Fusaro

tratto da

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/14/pensione-di-reversibilita-il-triplice-abbraccio/2464696/
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7 pensieri riguardo “Pensione di reversibilità, ecco perché il governo vuole le unioni civili

  1. L’ha ribloggato su pietrobarnabee ha commentato:

    Grazie Claudio per aver postato questo scritto: sulle pensioni di reversibilità il Governo sta giocando al recupero (soldi) togliendo ancora una volta quello che dovrebbe essere un nostro diritto.
    Sta anche cercando di confondere le acque, come al solito.
    Questo è un articolo piuttosto utile, nella sua semplicità, per aiutarci a farci un’idea più realistica della situazione.
    Buona lettura 🙂

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    1. Ciao Pietro 🙂
      sono d’accordo con quanto hai detto
      tranne i sostenitori del PD tutti credo abbiano capito che questo “Governo” (ma si può definirlo tale con i “personaggi” di cui è composto ? mah !) parla, promette e poi mai mantiene;
      le cose che realmente fa sono sempre “teste di ponte” per ottenere qualcosa di molto diverso (vedi 80€ e simili);
      è vero che la iattura principale è una Europa siffatta ma il poco margine di manovra che abbiamo lo utilizzano sempre a favore dei soliti noti : banche, lobbies, amici vari … interventi reali a favore della povera gente ancora non ne ho visti .
      Non so se questo provvedimento andrà in porto ma definire diritti acquisiti quelli di coloro che prendono la pensione da 40 e più anni (dopo aver versato contributi per meno di 15 anni) oppure di coloro che percepiscono decine e decine di migliaia di € al MESE senza che questo sia giustificato dall’importo dei contributi versati oppure di coloro che (stando in politica) i contributi li han fatti versare ai cittadini, mentre non sono diritti quelli dei superstiti di persone che hanno versato una vita di contributi sia un obbrobio (che solo un governicchio come questo poteva immaginare)
      🙂

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      1. Credo che la questione non stia nei margini”restrittivi”, bensì nella volontà politica che sta dietro alla moneta unica: un liberismo arrogante e sfrenato che vorrebbe riprendersi quel controllo sociale imperante durante il secolo XIX, messo in crisi dalle lotte della seconda metà del secolo scorso.
        E non vedo prospettive di miglioramento, ora; ma si possono costruire alternative.
        Ciao, buona giornata ;).

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