pout-pourri di pensieri


By Alfredo

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Oggi, vi voglio proporre un pout-pourri di pensieri ‘vari’ e di varie epoche, ancora una volta per sottolinearvi il filo conduttore che unisce le analisi, le critiche, le riflessioni di chi pensa in proprio, indipendentemente, non essendo asservito a nessun padrone.
Quello che si dovrebbe fare, a mio parere, quando si fanno tante letture, è unire i puntini, come mi pace dire.
Solo così si potrà ottenere un disegno, pur se abbozzato, ma completo delle situazioni – sempre più complesse – che, chissà perché, ci vengono sempre presentate parzialmente, e quasi sempre come ‘emergenze’, scatenando sempre reazioni emotive di angoscia e di paura.

Di chi e di che, noi saremmo tenuti a domandarcelo, sempre.
E se riuscissimo a trovare le risposte, ci accorgeremmo – forse – che i ‘colpevoli’ sono, spesso, quelli che gridano ‘al lupo’.

G.W. Friedrich Hegel (1770-1831) fu uno dei massimi esponenti dell’Idealismo Tedesco, scrisse numerose opere e influenzò (e influenza) molto il pensiero contemporaneo.

Scrisse:

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“Il popolo, nella misura in cui questa parola designa una particolare frazione dei membri dello stato, rappresenta la parte che non sa quello che vuole”.

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Joseph Campbell, saggista e storico, scrisse: 

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“La mezza età è quello stadio della vita in cui hai raggiunto la cima della scala, e ti accorgi che era appoggiata al muro sbagliato”.

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Invece, Edmondo Berselli – giornalista deceduto recentemente – nel suo libro POST ITALIANI, scriveva di quelli – tanti – che non si erano accorti del ‘muro sbagliato’, così:

“Che genialità sfacciata mettere insieme l’ossequio formale al catechismo elementare, con l’offerta di massa di culi, tette, calcio, Grande Fratello, real TV e dibattiti sulle scopate della casa reclusorio.
Costituisce una sintesi risolutiva, è sufficiente sostituire la parola ‘ETHOS’ con ‘ETHNOS’, l’etica pubblica con i costumi prevalenti e il gioco è fatto.

Si ottiene la sovrapposizione perfetta fra la politica e il privato, con l’eccezione trasformata in norma; il risultato sarà un’Italia al quadrato, in cui l’élite intensifica a dismisura la vocazione condominiale della società e gratifica in modo speculare se stessa in quanto si percepisce come l’espressione genuina del popolo, o della ‘gente’, senza il fastidio di modelli alti e aristocratici (nel senso greco ndr), e comunque senza la preoccupazione di migliorare le attitudini congenite, né le proprie né le altrui”.

Nel 1977, un filosofo francese che ci ha lasciato in questi giorni, personaggio molto dibattuto e criticato, editava

I PADRONI DEL PENSIERO

Si chiamava Andrè Glucksmann.
Leggete un po’ questi stralci :

“- L’ignoranza a tinte storiche-geografiche e la stupidità, coltivano il proprio balbettio nei manuali.
– La sola maniera di imporre un gioco in cui uno sia sicuro di vincere, è che l’altro non lo conosca.
– Questa scienza della circolazione infinita da ufficio a ufficio, costituisce una scienza dell’indecisione.
– La civiltà del mentire, quali che siano le grossolanità delle menzogne e le ferocie che la impongono, hanno bisogno che i loro soggetti si mentano, o meglio non arrivino a pensare.

– Cos’è la democrazia della tavola rotonda? La discussione senza capo ne coda, ma tra capi.

La storia delle rivoluzioni può essere raccontata come:

1^ fase – La storia delle masse che si coltivano.
2^ fase – Si educano nell’angoscia
3^ fase – Si auto-disciplinano

Le disavventure delle giovani generazioni:

1 – Credono che tutto sia permesso.
2 – Finiscono male
3 – A meno di cambiar vita (e anche paese, direi… ndr)”

Ma ci sono delle possibili contromosse? Dallo stesso testo:

” – *Meglio meno, ma meglio* – Lenin –
– Non il coraggio davanti a testimoni, ma un coraggio da solitario o da aquila. che non ha nemmeno più Dio come testimone. (cfr. Nietzsche).
– Il sapere non inaugura la lotta a morte, né da la soluzione, alla fine della lotta. Padrone è colui che sa morire, schiavo colui che cede, troppo attaccato alla vita.
– La bellezza delle immagini è proporzionale all’elevatezza del pensiero.
– *Quando il problema sarà risolto, si avrà la soluzione del problema* – Karl Marx – “

Fernando Savater, è un filosofo spagnolo, vivente, e scrive:

“La comunità democratica è quella formata da individui capaci di liberarsi dalle restrizioni del luogo di provenienza, dalla tradizione e dai vincoli di sangue, per trasformare in convenzione modificabile quello che ieri era considerato una sacra abitudine.
Ciò che si deve cancellare è il determinismo che condanna l’individuo a essere ciò che NON ha scelto di essere”.

E per concludere, se no non la finisco più :-), vi lascio con un pensiero di un filosofo e grande pedagogista americano: John Dewey (1859-1952)

“Gli obiettivi e gli ideali che ci muovono sono genarati dall’immaginazione, però non sono fatti di sostanze immaginarie.
Si formano con la dura materia del mondo dell’esperienza fisica e sociale”.

A qualcuno di voi, sono sicuro, verrà in mente John Lennon quando cantava Imagine…
Alla fine, il discorso è tutto lì, ci vuole cultura e immaginazione… e coraggio.   🙂

Alfredo

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Orgoglio


Questo povero agricoltore ha sostenuto le spese del college per il figlio. Il giorno del diploma il figlio ha detto che al mondo non sarà mai orgoglioso di nessuno più che di suo padre. Condividiamo questa foto per ricordare a tutti cosa significhi esser grati verso chi ha sempre fatto sacrifici per noi, come i nostri genitori.

(Tommaso Longobardi su FB)

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ed io vorrei aggiungere che sarebbe da mostrare a tutti i figli di papà che trovano la “pappa” pronta, gli agi e le comodità derivanti da una famiglia benestante;
e soprattutto a qualcuno che magari è anche stato nominato ministro o Presidente del Consiglio …
che usano il loro immeritato (e non so quanto lecitamente ottenuto) potere per disporre di vita e morte delle persone (e di guadagni e favori degli “amici” e “parenti”);

magari persone come quest’uomo … semplicemente un GRANDE uomo …

Claudio

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