CENT’ANNI DI PSICANALISI parte seconda


By Alfredo

ho postato stralci del libro CENT’ANNI DI PSICANALISI di James Hillman che tratta di un tema complessissimo con una visione ‘umanistica’ e controcorrente, rispetto al ‘pensiero unico’.

Il libro ha origine da un lungo colloquio tra Hillman e il giornalista-scrittore Michael Ventura, ed è appunto colloquiale, quindi non accademico, dove l’autore, convenientemente sollecitato, esprime – senza remore e senza la forma della saggistica dei testi para-pseudo- pedagogici, scientifici, sociologici – la summa di conoscenze sapienziali di chi l’argomento lo conosce a fondo, avendolo visto e vissuto al di qua e al di la.

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Il risultato è – soprattutto – quello di mettere al centro delle nostre vite un aspetto ampiamente sottovalutato dal mondo di oggi, tutto preso da una visione materialistica della vita che – sappiamo o almeno dovremmo sapere – è all’origine dei tanti disagi di cui una gran parte della gente soffre.

Se si dimentica l’ ANIMA MUNDI e di conseguenze la nostra ANIMA ci si ritrova ‘indifesi’ e in balia di realtà che via via si vanno formando e disfacendo a ritmi sempre più serrati, senza soluzione di continuità, e che ci lasciano sempre più basiti e ‘inadeguati’ rispetto alle nuove forme che il mondo e le sue ‘regole’ assumono.
Ricordo che il significato, quello originario, della parola ANIMA ha il suo etimo nel greco ‘ànemos’ (soffio, vento, pneuma), ed è la parte vitale e sprituale di un essere vivente.
Originariamente espressione di una ‘personalità’ intesa come sinonimo di ‘spirito’ o ‘Io’; a partire dall’età moderna, viene progressivamente identificata con la ‘mente’ o la coscienza di un essere umano (cfr. Wikipedia).
E qui sta l’errore e i susseguenti problemi.

Allora leggiamo:

“Abbiamo avuto cent’anni di analisi, la gente diventa sempre più sensibile, e il mondo peggiora sempre di più.
Forse è arrivato il momento di guardare in faccia questa realtà.
Continuiamo a situare la psiche sotto la pelle.
Per localizzare la psiche si va dentro, si esaminano i nostri sentimenti e i nostri sogni: essi ci appartengono.
Oppure ci sono interrelazioni, interpsiche, fra la tua psiche e la mia.
Questo atteggiamento è stato un po’ allargato ai sistemi della famiglia, ai gruppi dell’ufficio. Ma la psiche, l’anima, e ancora solo ‘dentro e fra’ la gente.
Noi lavoriamo costantemente sulle nostre relazioni, sui nostri sentimenti, sulle nostre riflessioni, ma guardi là cosa ne resta fuori… (descrive la realtà degradata di Los Angeles ndr)

Quello che resta fuori è un mondo che si va deteriorando.
Perché la terapia non se n’è accorta?
Perché psicoterapia è lavorare soltanto su ciò che sta ‘dentro’ l’anima. Rimuovendo l’anima del mondo e non riconoscendo che l’anima è anche nel mondo, la psicoterapia non può più fare il proprio lavoro.
Gli edifici sono malati, le istituzioni sono malate, il sistema bancario è malato, e così la scuola, il traffico: la malattia è la fuori, Lei lo sa che l’anima la si riscopre sempre attraverso la patologia, Nel XIX secolo la gente non parlava della psiche, fino a che non arrivò Freud e scoprì la psicopatologia. Oggi cominciamo a dire: i mobili contengono una sostanza che ci sta avvelenando; il forno a microonde libera radiazioni pericolose.
Il mondo è diventato tossico.
Il mondo si è riempito di sintomi.
Non comincerà così l’inizio del riconoscimento di ciò che veniva chiamato ‘animismo’?
Mio Dio, il mondo è vivo!
E questo non è senza effetti per noi.
[…]

C’è un declino del senso politico.
Non c’è sensibilità per i veri problemi.
Perché la gente intelligente, almeno fra la classe media bianca, adesso è così passiva?
Perché?
Perché la gente sensibile, intelligente è in terapia!
Negli Stati Uniti questa gente è in terapia da trenta, quarant’anni, e durante questo periodo c’è stato in questo Paese un terribile declino politico.
Ogni volta che cerchiamo di affrontare la nostra violenza nei confronti della superstrada, o il senso di insofferenza nei confronti dell’ufficio, dell’illuminazione o di quella schifezza di mobili, e così via, ogni volta che cerchiamo di affrontare tutto questo portando la nostra rabbia e la nostra paura in terapia, noi priviamo di qualche cosa il mondo politico.
E, nel suo modo folle, la terapia continua ciecamente a credere di curare il mondo esterno rendendo migliore la gente,
Per anni si è pensato che ‘se tutti andassero in analisi avremmo edifici migliori, gente migliore, migliore consapevolezza’.
Ma le cose non stanno così.

Oggi, in psicoterapia, va di moda il ‘bambino interiore’.
In questo consiste la terapia: si torna indietro fino all’infanzia.
Ma quando ci si volge indietro, non si guarda intorno.
Questo viaggio a ritroso costella quello che Jung chiamava *l’archetipo del fanciullo*.
Ora, l’archetipo del fanciullo è per sua natura apolitico e privo di potere, non ha nulla a che fare con il mondo politico.
E così l’adulto dice: *Bene riguardo al mondo cosa posso farci?
E’ una cosa più grande di me*.
Ecco cosa dice l’archetipo del fanciullo. *Tutto quello che posso fare è entrare in me stesso, lavorare alla mia crescita, al mio sviluppo; trovare dei buoni gruppi che mi allevino, che mi sostengano*.
Ma questo è un disastro per il nostro mondo politico, per la nostra democrazia. La democrazia si realizza tra cittadini estremamente attivi, non tra bambini. Enfatizzando l’archetipo del fanciullo, riducendo le nostre sedute rituali in cui si evoca l’infanzia e si ricostruisce la fanciullezza, ci escludiamo dalla vita politica.
Venti o trent’anni di terapia hanno relegato le persone più sensibili e più intelligenti della nostra società, e alcune delle più ricche, nel culto dell’infanzia.
E questo si è diffuso in modo subdolo, per tutta la terapia, per tutto il paese (USA ndr).
Di conseguenza, la nostra politica precipita nel caos e nessuno va a votare! Attravero la terapia stiamo privando nei stessi del potere.
Se la crescita personale portasse davvero verso il mondo, la nostra situazione politica non sarebbe oggi diversa, considerando quante persone davvero intelligenti sono state in terapia?
Quello che si impara in terapia sono essenzialmente le abilità del sentimento, saper ricordare veramente, saper liberare la fantasia, saper trovare le parole per le cose invisibili, andare in profondità e affrontare le cose.
Ma le abilità politiche non le impari; come funziona il mondo non lo scopri.
La crescita personale non porta automaticamente a risultati politici.

Guardate l’Europa orientale e l’Unione Sovietica.
La psicanalisi è stata bandita per decenni, e guardate i cambiamenti politici che sono avventuti, soprendendo tutti.
Non sono certo il risultato della terapia, le loro rivoluzioni”.

Ora, collegate questo post al precedente e tirate le vostre conclusioni.
La gran parte della psicoanalisi in uso oggi, non produce nessun miglioramento per l’ANIMA MUNDI, sotto nessun aspetto: ecologico, politico, economico, sociologico; nella migliore delle ipotesi produce un miglioramento in voi stessi, ma, anche in questo caso, non vi permette di incidere sulla salute del mondo, anzi, il più delle volte vi porta a soffrire per ‘impotenza’ e a mettervi ai margini di società impazzite che vengono sospinte o indirizzate alla tosatura, organizzata da un sistema ‘cinico e baro’ di cui fanno parte, anche se inconsapevolmente, i tanti ‘professionisti’ della mente, che, in ultima analisi, vi distraggono e vi allontanano dalle cause dei vostri disagi, proponendovi dei viaggi all’indietro, anziché in avanti…

Quindi, per quanto vi è possibile, uscite dagli schemi, dagli schermi, dalle cornici, dai recinti, dai gusci.
Ascoltate tutti, ma soprattutto ascoltatevi, quello di cui avete veramente bisogno, lo avete già dentro di voi: scopritelo !

Alfredo

SIAMO IN GUERRA ???


Siamo in Guerra ???

Da ieri sera nelle TV si susseguono gli speciali con i collegamenti da Parigi, e si sentono discorsi più o meno vacui, più o meno attinenti … dopotutto le “bocche” sono le solite che blaterano giorno dopo giorno di pseudo politica e quindi non si può neppure pretendere di sentire qualcosa di almeno sensato.

Qualcuno ha posto la domanda “siamo in guerra?” e la risposta è purtroppo “si” !

Ma non da oggi … da decenni perché la guerra che stiamo vivendo non è quella degli ultimi episodi in cui sono state utilizzate armi da fuoco, ma è la stessa che dura da decenni con l’utilizzo delle armi della finanza, delle armi della politica, delle armi della menzogna e della falsità, con le armi della connivenza dei media, con le armi delle ideologie religiose e non solo, con le armi dell’egoismo e del profitto …

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ma chi è il “vero nemico” ???
la gente pensa di saperlo, i media sono molto convincenti, ma sarà la verità ???

* ci sono le prove che le guerre in cui sono implicati gli USA sono state “programmate” almeno da 15 anni (altro che “reazioni”); ci sono le prove che anche alcune “reazioni” sono state susseguenti ad “azioni” imputate ad arte ad altri ma invece “autoprodotte”; ci sono le prove che alcuni “nemici” sono stati “costituiti ed addestrati” proprio da loro (Al Qaeda ed Isis su tutti);

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ci sono le prove che gli alleati più importanti degli Usa sono due Paesi dove non si può dire che la democrazia la faccia da padrona (Israele ed Arabia Saudita); ci sono le prove che la Nato è invece un patto “unilaterale” in cui uno comanda e gli altri sono “servi”; ci sono le prove che gli Usa intervengono (con la scusa della democrazia da ripristinare) solo nei Paesi ove hanno del tornaconto;

* ci sono le prove della pericolosità ed inutilità delle Religioni perché sono un semplice paravento con nessuna parvenza di vera spiritualità (anche se ci sono dei religiosi degni di tale nome, umani ed altruisti, ma non sono la maggioranza):
massacrare uno o più esseri umani al grido di ” Allah akbar”  ( لله أكبر – Dio è il più grande ) ha dell’inverosimile, sgozzare nel suo nome, fare guerre nel suo nome …

ma per non demonizzarne solo una, aggiungo che leggere alcuni passi della Bibbia che incitano a commettere atti violenti oppure rammentare le cose fatte anche dai Cristiani e da alcuni Papi (Crociate ed Inquisizione su tutti), ricordare che nello Stato Vaticano la pena di morte ha cessato di essere comminata da molto meno di due secoli),

oppure vedere la democraticità dello Stato di Israele nei confronti dei Palestinesi …

La Religione deve essere spiritualità invece è materialismo della peggior specie: è sconcertante vedere l’attuale Papa e confrontarlo con i Cardinali, con i preti pedofili, con i preti ladri, la Chiesa che impapocchia la gente predicando bene ma razzolando malissimo (fatte le debite ma rare eccezioni)!

Ti dicono che sono la Chiesa di Cristo (la cui storia è piena di incongruenze, fra l’altro) ma poi non seguono nessuno dei suoi presunti insegnamenti, vivono nel peccato e nel lusso e pretendono che tu creda loro senza lo straccio di una prova … ma vi sembrano degni di credibilità ?

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* ci sono le prove che la politica mondiale non è mai stata fatta nell’interesse dei Popoli ma solo per proprio tornaconto personale anche a costo di affamare, sacrificare fino ad uccidere i Popoli stessi: predomina l’egoismo, la cupidigia, la cattiveria, la falsità, la menzogna, il menefreghismo;

* ci sono le prove che la razza umana subisce questa guerra senza reagire e ribellarsi mentre collabora fattivamente (in maniera diretta o indiretta) alla guerra che viene quotidianamente combattuta contro il “pianeta Terra” (ed i suoi altri abitanti) … che viene violentato, depredato, sfruttato, impoverito, inquinato, distrutto … e sempre per sete di potere e denaro !

Potere e denaro sono le vere “cause” delle guerre moderne, tutte la altre sono scuse puerili, specchietti per le tante allodole che sono le masse che non si informano;

e nei Talk di cui parlavo non si sente nessun accenno all’Anima degli Uomini, ai sentimenti, alle coscienze …
nessun accenno alle vittime, alle loro famiglie, al loro diritto di vivere …

Allora alla domanda iniziale cosa si deve rispondere ?

noi siamo in guerra ???

certo che lo siamo … siamo in guerra contro noi stessi, contro il nostro stesso futuro, contro i nostri figli (a cui lo neghiamo un futuro), contro i nostri fratelli …

una volta le guerre si combattevano per ottenere la libertà
quella di oggi oggi si combatte per abolirla …

Claudio

CENT’ANNI DI PSICANALISI


By Alfredo

testo di James Hillman – CENT’ANNI DI PSICANALISI –
Capitolo: L’ABUSO DI SOSTANZE E L’ANIMA DELLE COSE

Hillman fa parte di quel piccolo numero di filosofi che hanno avuto una formazione psico-analitica, nella fattispecie di scuola Junghuana, da cui ha preso le distanze convergendo nel campo della filosofia che, a parere di molti, è la madre – misconosciuta – della psicologia e della psico-analisi.
La storia recente ci dimostra che, a un aumentato numero di persone con problemi psichiatrici/psicologici, sono aumentati i ‘professionisti’ (volutamente tra virgolette) nella quasi totalità formati come ‘monospecialisti’ in scuole dove si considera la materia una scienza, quando scienza non è.

Il mercato che si è prodotto, oltre a non dare nessuna garanzia (e come potrebbe?), ha via via trasformato i ‘pazienti’ in ‘clienti’.
Va da se che, anche in questa occasione, la persona viene trasformata in ‘merce’, fonte di guadagno, businnes.
Il ‘paziente-cliente’ si trova quindi, suo malgrado e fatte salve le lodevoli eccezioni, sottoposto a ‘terapie’ che hanno protocolli invariati da tempi immemori, quindi anacronistici, ingessati come sono dalla pretesa di essere ‘scienza’ e quindi al di sopra di eventuali critiche, forte della sua
autoreferenzialità.

Se si provasse a mettere in discussione la psicologia o, peggio ancora, la psichiatria, si verrebbe immediatamente tacciati come persone affette da problemi di disadattamento psicologico-sociale e quindi da curare.
La filosofia (quella genuina e non accademica), non ha la pretesa di essere scienza.
Si occupa del pensiero umano, in tutte le sue declinazioni, e come afferma Umberto Galimberti, che ha una storia molto simile a Hillman, riesce ad usare, a mo’ di terapia, le parole in-audite, intendendo con ciò l’utilizzo di parole che sono inusuali, dimenticate, rimosse, proprio per provocare l’emersione di quello che l’analfabetismo emotivo, così diffuso, non riesce più ad esprimere in termini compiuti.
Lo stesso dicasi con gli argomenti che si introducono nei dialoghi quotidiani,
oggi così conformati a un pensiero unico, conformista, appariscente e enfatico, ma senza spessore, senza spunti che portino a introspezioni, a riflessioni.
Un usa e getta, senza senso, senza prospettiva, senza passione.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, tutti quelli che vogliono vedere ovviamente.

Il testo che ora vi trascrivo, è un’esemplificazione di quanto sopra:

“Vorrei esporre – in modo pratico! – il legame fra anima e cose. Sarà così più chiaro cosa vuol dire essere un ‘cittadino psicologico’. […]
Seguiamo i sintomi: la patologia conduce sempre a zone sconosciute.
L’intero campo della psicoterapia potrebbe essere semplicemente una reazione ai sintomi.
Via via che essi cambiano, di decennio in decennio (noi non vediamo più casi come quelli che vedevano Freud e Jung all’inizio del secolo) la terapia inventa nuove idee e nuove interpretazioni.
[…]
Ci svegliamo ogni giorno con la paura delle cose con le quali viviamo, che mangiamo, che beviamo, che respiriamo. ‘Mi stanno lentamente avvelenando’. L’ambiente immediatamente vicino è diventato ostile. Per vivere devo stare all’erta, sempre sospettoso, in guardia all’imboccatura della caverna. Ma non sarà uno smilodonte a far fuori me e il mio clan, sarà l’amichevole frigorifero di famiglia che distrugge l’ozono.
[…]

Avrai già capito dove voglio andare a parare: i miei sospetti e le mie precauzioni rituali annunciano che io sto vivendo in un mondo animato. Le cose non sono più roba morta, oggetti, materia.
Ma facciamo ancora un passo avanti: forse il maleficio non proviene solo dalla causa materiale delle cose, ma anche dalla causa formale (Aristotele spiega che tutti gli eventi hanno una causa materiale, come la pietra o il legno di una scultura, e una causa formale, che è la sua idea, il suo disegno, la sua forma). Supponiamo che a nuocerci sia la ‘forma delle cose’ non meno di quanto ci nuoccia la materia di cui sono fatte, dove forma significa la loro ‘qualità estetica’. […]
L’anima che è stata classicamente definita come la ‘forma’ dei corpi viventi, potrebbe essere influenzata dalla forma degli altri corpi (il design, l’aspetto, il colore, l’idea innata o ‘immagine’) allo stesso modo in cui la materia dei nostri corpi è influenzata dalla materia di altri corpi (pesticidi, additivi, conservanti).

Plotino lo spiega chiaramente (Enneadi I,6,2): *Le cose sensibili sono belle perché partecipano a una forma*. Siamo, psicologicamente, in cattiva forma perché il nostro mondo fisico è fuori forma.
E questo dice Plotino nello stesso passo, perché *allorché si imbatte nel brutto, l’anima lo respinge, lo rifiuta, se ne allontana, discorde, aliena*.
Qui Plotino descrive la condizione clinica della psiche che si ritira in se stessa per la terapia: fuori sintonia, isolata, risentita.
Il brutto ci rende nervosi.

Se è la forma delle cose a disturbare l’anima, allora il compito della terapia diventa quello di far riconoscere le forme nocive.
Ogni cittadino (magari non tutti ndr) è interessato alla natura materiale delle cose, al loro valore ecologico (al riciclaggio, alla protezione, alla conservazione); ma il ruolo speciale del cittadino psicologico è quello di risvegliare e affinare la sensibilità estetica.
Perché il cittadino ‘psicologico’? Perché la psicanalisi insegna a ‘vedere in trasparenza’, a intuire quello che sta invisibilmente accadendo, quali particolari forme ci sono dentro e dietro gli eventi – il naso per annusare, l’orecchio per sentire, il terzo occhio -.
Questo significa che il compito della terapia diventa quello di sostenere le percezioni formali di cittadini, e queste richiedono coraggio civile, proprio come nelle relazioni personali è necessario il coraggio personale.
In quest’epoca ecologica, coraggio civile non significa soltanto esigere giustizia sociale, ma anche ‘giustizia estetica’, e la volontà di esprimere giudizi basati sul gusto, di mettersi dalla parte della bellezza nella pubblica arena, e di parlare di tutto questo.
La consapevolezza della forma ci farebbe sentire quanto, durante tutta la giornata, veniamo assaliti e offesi da cose concepite in modo sconsiderato: edifici pretenziosi, sistemi di ventilazione rumorosi, sale per conferenze oppressive, illuminazione fastidiosa, aree di parcheggio enormi, prive di particolari.
L’occhio estetico vorrebbe che le cose fossero progettate con attenzione, con ponderazione.
E questa attenzione spostata da sé alle cose comincerebbe a rimettere in salute l’anima del mondo.
Igiene estetica.

Allora la seduta terapeutica dovrebbe essere impegnata a parlare delle cose e dei luoghi che influenzano i nostri stati d’animo e le nostre reazioni, non meno che delle persone.
L’ecologia del profondo comincia nelle nostre risposte estetiche, e il reingresso dei cittadini nella partecipazione politica parte dalle loro dichiarazioni di gusto.

Dovremmo cominciare a rivedere l’abuso di sostanze, riconoscendo, forse per la prima volta, che le sostanze materiali nelle quali abbiamo concretizzato l’abuso – l’alcol, le droghe, la caffeina, lo zucchero – sono concentrazioni acute dell’abuso cronico che involontariamente tolleriamo e che deriva dalla sostanza o dalla forma abusiva delle cose.
(Nel pensiero antico spesso la sostanza coincideva con la forma o l’idea di una cosa, più che con la sua materia).
E’ molto probabile che ci siamo assuefatti alle sostanze materiali, finendo in quell’anestesia, o in quell’iperestesia, che chamiamo ‘stato alterato’, in modo tale da non percepire le offese che stiamo subendo.
Improvvisamente, sembra non esserci più differenza fra psicologia del profondo e design.
Pensa un po’!
La gente ha cercato di assimilare la psicologia del profondo a una religione, dicendo che si andava da un’analista come da un prete, da un confessore; ha assimilato alla filosfia della saggezza asiatica (l’analista come un guru); a un’educazione (l’analista come un tutore, un mentore, un istitutore); ha trasformato perfino l’analista in un creatore di miti che riscrive (ricompone) la storia della nostra vita.
Non vorrei nemmeno parlare di altri tipi di assimilazioni, quali la balia asciutta, la madre, lo psuedoamante, la guida, l’ostetrica e così via.
[…]
La terapia, come estetica, vorrebbe essenzialmente sensibilizzare l’immaginazione.

Ma ecco la difficoltà: togliere la pelle e aprire l’immaginazione richiama sempre il demonico, e questo distrugge il buon ‘design’.
Non basta essere in una stanza arredata con gusto.
La terapia del pane bianco si è messa la sicuro, fin dall’inizio, in studi ben arredati, con poltrone confortevoli e decorazione artistica.
Il ‘buon’ design può portare alla mediocrità dell’adattamento alla norma, invece che alla profondità dell’anima”:

Psiché ha radice greca e significava: ANIMA e non ‘mente’ come, oggi, comunemente si crede.
Se avete colto il senso del testo, siamo invitati a uscire da uno stato di minorità in cui cercano di costringerci, ribellandoci e rimettendo al centro l’umanità che ha un significato ‘univoco’ e non fraintendibile.
Quindi l’esortazione è : FARE ANIMA !

Viceversa, andare da un ‘mentalista’ (e sempre fatte salve le lodevoli eccezioni) vuol dire sentirsi ripetere che dobbiamo stare nella ‘norma’ per essere considerati sani, vivendo in un recinto – predefinito -, dove lo stesso terapeuta vive soddisfatto, portando in spalla il fardello dei sensi di colpa, degli irrisolti, delle afasie emotive, dei fantasmi del passato, del presente, del futuro, sempre bisognosi di un ‘mediatore’ che ci spieghi quello che
già conosciamo, ma che non abbiamo la forza e il coraggio di affrontare.

Platone diceva: “L’anima, o caro, si cura con certi incantesimi e questi incantesimi sono i discorsi belli”.

IN – AUDITO !!!!! Appunto… 🙂

Alfredo