Distrazione di Massa


By Alfredo

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Oggi vorrei intrattenervi sul tema della persuasione occulta, o anche sulla distrazione di massa, che sono gli strumenti – subdoli – massicciamente impegnati – oggi – per indirizzare le masse verso il pensiero unico, trasformando così la complessità del pensiero umano, ad una linea continua, senza impennate, come un encefalogramma piatto.

Lo strumento prediletto è la televisione che in soli 50 anni ha trasformato l’homo sapiens-sapiens un homo videns, e buonanotte ai suonatori… 🙂
Mi faccio aiutare da tre autori, per storie personali, distantissimi tra loro:
un economista austriaco del secolo passato, un reporter polacco, e un antropologo/sociologo francese.

“I modi in cui i problemi e la volontà popolare in merito ad essi vengono manipolati, corrispondono esattamente ai modi della pubblicità commerciale.

Vi ritroviamo lo stesso tentativo di far leva sul subconscio, la stessa tecnica di creare associazioni favorevoli o sfavorevoli e tanto più efficaci quanto meno razionali, 

le stesse evasioni e reticenze, lo stesso stratagemma di produrre una opinione pubblica mediante affermazioni ripetute che hanno successo nella misura in cui evitano il ragionamento e il pericolo di svegliare le facoltà critiche del pubblico, e così via, con la sola differenza che queste ‘arti’ dispongono di possibilità di azione infinitamente maggiori nella sfera degli affari pubblici, che in quella della vita privata e professionale”.
– Joseph A: Schumpeter –

“Oggi il pericolo sta nel fatto che i media, divenuti una potenza, hanno smesso di occuparsi esclusivamente di informazione.
Si sono prefissi una meta più ambiziosa, quella di creare la realtà.

Sempre più spesso accettiamo le immagini del mondo trasmesseci dalla televisione senza vedere come esso sia veramente.
La televisione ci porta a vivere in un mondo di favola.
La storia che veniamo a conoscere dalla televisione non nasce sulla base della nostra esistenza, ma nella nostra immaginazione.
Ci limitiamo a immaginarla partendo da elementi reali, ma il suo assetto dipende da noi.
A seconda di come componiamo i vari elementi, otteniamo un quadro veritiero oppure completamente diverso dalla realtà.

Il ruolo dell’immagine televisiva; ma bisogna rendersi conto che l’immagine non suscita riflessioni, ma agisce solo sulle nostre emozioni, conoscere il mondo attraverso la televisione significa solo gli effetti, la superficie degli eventi e, non conoscendone la cause, non essere in grado di ragionare sugli argomenti”:
da: AUTORITRATTO DI UN REPORTER – Ryszard Kapuschinski –

“Un gruppo umano si trasforma in folla quando si mostra disponibile più alla suggestione che al ragionamento, più all’immaginazione che all’idea, più all’affermazione che alla dimostrazione, più alla ripetizione che all’argomentazione, più al prestigio che alla competenza”.
– Gustav Le Bon –

Considerato che Le Bon era nato nell’Ottocento, che Schumpeter non ha vissuto l’epoca d’oro della TV, e che il reporter (polacco) veniva da un sistema non capitalistico (allora), va da sé che tutti e tre hanno ‘intuito’o capito la stessa cosa: il pericolo della manipolazione delle menti e delle coscienze, che, successivamente, per il processo del materialismo storico, è puntualmente avvenuto.

Quindi ????

Spegnetela !!!! 🙂


Alfredo

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Perfect Day


Lou Reed

Perfect Day

Just a perfect day
drink Sangria in the park
And then later
when it gets dark, we go home

Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later
a movie, too, and then home

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spend it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it’s such fun

Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

You’re going to reap just what you sow [x4]

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Giorno Perfetto

Solo un giorno perfetto
Bevendo sangria nel parco
E poi, più tardi
Quando fa buio, andiamo a casa

Solo un giorno perfetto
dare da mangiare agli animali allo zoo
E poi, più tardi
un film, e poi casa

Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere

Solo un giorno perfetto
I problemi sono lasciati soli
Turisti per conto nostro
E’ così divertente

Solo un giorno perfetto
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro,
qualcuno valido

Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere

Raccoglierai ciò che hai seminato (x 2)

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c’è regalo e regalo …


già … è proprio così
anche se un regalo gratifica chi lo fa più ancora di chi lo riceve
anche se lo si deve accettare a prescindere in quanto fatto (si spera) con il cuore
anche se a volte non serve a nulla e si ricicla
anche se …

ma domandiamoci tutti insieme come mai gente così diversa …
per età, per sesso, per estrazione sociale,
abbia tutta la medesima reazione di gioia
che si manifesta nelle sue due varianti
con risate e con pianto …

che dipenda dal “regalo” ???

oppure da quello che il “regalo” rappresenta ???

un “vero” amico per la vita …

(di sicuro nessuno di loro questo regalo lo “riciclerà”, non credete ???)

Claudio

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Perle dal Web n° 145


sul Web si trova di tutto
ma a volte si trovano delle vere e proprie
Perle

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tratta da   Diario di Silvia   su FB

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Se potesse parlare direbbe: “pensaci prima di tagliarmi, sono un tuo avo!”.
Condividi se sei contro i disboscamenti!

questo ci dice Tommaso Longobardi

tratta da   Pagina di Tommaso Longobardi  su FB

In effetti vedendo questa immagine, di una bellezza rara, come si può non condividere ???

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la Cultura di una Nazione


Un intellettuale di livello superiore riesce ad esprimere concetti che sono del suo tempo ma anche del tempo che verrà;
non si tratta di preveggenza ma di cultura e vera comprensione, … giudicate voi,
le righe che seguono (che volutamente non integro con immagini) sono datate ma maledettamente attuali …

Claudio

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“Che cos’é la cultura di una nazione?
Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc.: cioè che essa sia la cultura dell’intelligencija.
Invece non è così.
E non è neanche la cultura della classe dominante, che, appunto, attraverso la lotta di classe, cerca di imporla almeno formalmente.
Non è infine neanche la cultura della classe dominata, cioè la cultura popolare degli operai e dei contadini.
La cultura di una nazione è l’insieme di tutte queste culture di classe: è la media di esse.
E sarebbe dunque astratta se non fosse riconoscibile – o, per dir meglio, visibile – nel vissuto e nell’esistenziale, e se non avesse di conseguenza una dimensione pratica.
Per molti secoli, in Italia, queste culture sono state distinguibili anche se storicamente unificate.
Oggi – quasi di colpo, in una specie di Avvento – distinzione e unificazione storica hanno ceduto il posto a una omologazione che realizza quasi miracolosamente il sogno interclassista del vecchio Potere.
A cosa è dovuta tale omologazione?
Evidentemente a un nuovo Potere.
Conosco, anche perché le vedo e le vivo, alcune caratteristiche di questo nuovo Potere ancora senza volto: per esempio il suo rifiuto del vecchio sanfedismo e del vecchio clericalismo, la sua decisione di abbandonare la Chiesa, la sua determinazione (coronata da successo) di trasformare contadini e sottoproletari in piccoli borghesi, e soprattutto la sua smania, per così dire cosmica, di attuare fino in fondo lo “Sviluppo”: produrre e consumare.
L’identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti “moderati”, dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all’edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto.
Dunque questo nuovo Potere è in realtà – se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia – una forma “totale” di fascismo.
Ma questo Potere ha anche “omologato” culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l’imposizione dell’edonismo e della joie de vivre.
il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico.
Il suo fine è la riorganizzazione e l’omologazione brutalmente totalitaria del mondo.”

Pier Paolo Pasolini, da Pagine corsare.

il Carattere


By Alfredo

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oggi ho deciso di completare la ‘trilogia’, ma se la parola vi sembra troppo impegnativa, potrete considerare questo mio ennesimo scritto random, come un ‘terno’.
Non si vince niente se non un auspicabile, anche se leggero, aumento di consapevolezza riguardo alle tante cose che, oggi, accettiamo a scatola chiusa, perché lo fanno tutti o perché l’ha detto la TV.

Ci sono parole, concetti, che vengono stravolti dal pensiero comune, indotto da una comunicazione che, subdolamente, tende a non farti pensare, ad accettare – acriticamente – pensieri preconfezionati, ai quali di devi conformare.
Se non lo fai, vieni guardato con sospetto, possibilmente emarginato, considerato ‘asociale’ o peggio ‘disadattato’.
Il dato che discrimina un ‘ribelle’ da un conformista, riguarda, principalmente, una caratteristica di noi umani ma non solo,anche gli animali lo hanno:

IL CARATTERE

Detto che, comunemente, si dice che chi ha carattere ha un brutto carattere (ma per chi?), va da sé che chi accetta tutto quello che gli viene propinato, cercando di non uscire mai dalle righe, utilizzando quell’apparente, educato modo di porsi, che è pura educata ipocrisia, non ha carattere, nel senso che non afferma mai quello che veramente pensa, ma si adegua al pensiero della massa, che è a sua volta prodotto da ‘terzi’, professionisti nel confezionare problemi e soluzioni con una metodologia industriale.
Devi pappartela, senza conoscere gli ingredienti, la loro origine, i processi di lavorazione, ma soprattutto le ‘controindicazioni’, come le medicine… :-)))

Vi proporrò due testi, originati da pensatori – in proprio – , con storie personali e culture diverse.
Li farò precedere da due famosi testi di grandi filosofi.
Vado… :

“L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso.
Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di qualcun altro.
Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e dal coraggio di far uso del proprio intelletto.
Sapere audere ! Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza”.
– Immanuel Kant –

“Se prendiamo una decisione non possiamo mai essere certi del risultato; ogni decisione implica un rischio di fallimento e, se non lo implica, non si tratta di una decisione nel vero senso della parola”.
– Erich Fromm –

E veniamo al dunque…
Il primo testo è riferibile a chi, nonostante gli ostacoli, il carattere lo forgia, lo mantiene e non ha timore di mostrarlo:
“Credo ci sia un’arroganza odiosa e un’arroganza sana. La prima è quella che a sua volta se ne fa vanto, che mira a ostentare la sua diversità.

L’arroganza sana è semplicemente il guizzo vitale, impertinente, di chi non ha paura di giocarsela, di chi si prende le responsabilità delle proprie scelte e ne accetta i rischi, e non perde tempo né a compiacersi, né ad arrovellarsi.
Perché è soltanto ai caratteri forti che ti puoi affidare ogni volta che le cose comiciano a farsi complicate.
Quando parliamo di sfrontatezza, non è certo di sparate verbali che si tratta, né di plateali provocazioni.
Perché ogni carattere forte è sfrontato, ha la stessa doppia natura di un diamante: splendente e tagliente.
E’ il coraggio di metterci sempre la faccia e di affrontare a testa alta, senza alibi, senza ipocrisie le conseguenze delle tue scelte e anche dei tuoi errori.
Mai allontanarsi dal proprio carattere, anzi valorizzarlo in tutta la sua pienezza, nelle parti più creative e luminose, quanto in quelle scomode e non negoziabili, Senza compiacimenti, senza autoreferenzialità, senza atteggiarsi facendo la faccia dura.
Alleggerisci il carattere di questa sfrontata durezza e ti rimane giusto la virtù, che è bella, è buona, è modesta, è tollerante, è moralmente giusta, è socialmente presentabile, e perfettamente inutile se c’è da giocarsi un’impresa.
Se vuoi conquistare qualcosa, e più di tutto te stesso, se vuoi o devi vivere dove c’è da rischiare qualcosa, se vuoi fare l’evoluzione e non solo guardarla, allora è la forza, la confidenza, e anche la sfrontatezza del carattere che fa la differenza, tutta la differenza del mondo”.
– Franco Bolelli – (filosofo)

Poi ci sono quelli che per il quieto vivere, il politically correct, per ignavia, per insipienza, non si espongono mai.
Fanno i voyeurs della vita, però criticano, accusano, si lamentano, possibilmente al riparo, dietro una tastiera… nell’anonimato:

“LA PAURA: Paura di pensare e pensando approdare a conclusioni che non corrispondono a quelle delle formule imposte attraverso il lavaggio cerebrale, anzi, la lobotomia. Paura di parlare inoltre, e parlando esprimere un giudizio diverso dal giudizio espresso e accettato dai più.
Paura di non essere abbastanza allineati, ubbidienti, servili e perciò di venir condannati alla morte civile con cui le democrazie inerti, anzi inanimate, ricattano il cittadino.

Paura di essere liberi, insomma di rischiare, di avere coraggio.
Oggi, il coraggio è una merce di lusso, una stravaganza che viene derisa considerata folle.
La viltà invece. un pane che, per pochi soldi, si vende in ogni bottega.
Con il falso rivoluzionarismo, i più si muovono soltanto se a muoversi non rischiano nulla.

O soltanto per seguire le lusinghe e gli equivoci della uguaglianza.
L’uguaglianza, sfociando nel collettivismo, toglie agli individui il peso della responsabilità.
Perché non esige sacrifici che esige la libertà.
L’uguaglianza si deve intendere come ‘giuridica’, non l’uguaglianza mentale e morale”.
da: LA FORZA DELLA RAGIONE – Oriana Fallaci – (grande donna, con un carattere demm… ops, con un caratteraccio eheh)

Spero sia tutto chiaro… poi, essendo la mia memoria ancora efficiente, mi viene in mente una frase detta da un ‘non-intellettuale’, famoso per il suo carattere esplosivo, e manager di una delle più grandi squadre di baseball.
“Ci sono persone che fanno succedere le cose, altre che aspettano che succeda qualcosa, e troppi che non sanno cosa sta succedendo”.
– Tom La Sorda –

Ecco! Almeno nella nostra vita, facciamo succedere NOI le cose eh :-)))

Alfredo

Perle dal Web n° 143


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Eh certo che i ricordi sono una gran cosa,
belli o brutti, comunque riguardano eventi
che sono serviti a crescere come individuo

ma certe piccole cose, a cui allora non si
dava poi così tanta importanza, vengono con
il tempo e l’esperienza … rivalutate
positivamente … ma non tornano più …

ed allora riflessioni come questa ci
aiutano a capire un po’ di più …

Claudio

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tratta da Pagina di • Tra Sogno, Realtà e Musica • su FB

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eh no … non facevano poi così male

fa molto più male la vita di oggi …

Perle dal Web n° 142


“Un padre scopre che il proprio figlio è un bullo.
Non apprezzando affatto il suo modo di fare decide di dargli una grande lezione di vita: dovrà combattere sul ring con dei pugili professionisti.”

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A volte occorre “sbatterci il muso” per capire …
se crescendo non riesci da solo a vedere la differenza tra il bene ed il male
un “piccolo esempio” non potrà che farti bene

un bravo al padre, ovviamente …

Claudio

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lo potete vedere qui :

http://news.fidelityhouse.eu/video-incredibili/il-padre-scopre-che-il-figlio-e-un-bullo-ecco-che-lezione-ha-in-serbo-per-lui-153506.html