ancora bla bla bla


By me

Una semplice considerazione a seguito del mio commento di ieri sul bla bla bla che continuamente si sente in TV, oltre rimarcare sempre più che le “bocche” sono sempre le stesse, perché probabilmente ben indottrinate ed istruite “prima” …
e se le facce son sempre quelle i motivi possono essere solo due:
il primo che la massa dei politici è semi analfabeta ed incapace di parlare in TV
il secondo (il più realistico) è quello che ho “insinuato” prima (indottrinamento)
in entrambi i casi … che squallore !!!

Ma la considerazione non era questa (questo era solo un preambolo),
la considerazione mi veniva da una riflessione,
e la riflessione riguardava un mio giudizio sulla situazione politica italiana:

al netto della quota (a quanto pare molto “alta”) di politici con la “coscienza sporca” (o perché corrotti, o perché inquisiti e/o condannati, o perché disonesti nel rendicontare le spese, o perché assenteisti, e quant’altro) su cui tralascio ogni superfluo commento, tutti gli esponenti dei partiti tradizionali hanno una grande colpa di fondo.

Per partiti tradizionali intendo tutti quelli figli della prima, seconda, terza, quarta Repubblica (che strano modo di identificare i periodi storici) che pur parlando di differenze, nei fatti hanno dimostrato una continuità nel mal governare il Paese … figli quindi di DC PCI PSI MSI etc etc … nel corso degli anni son cambiate le sigle ma non gli atteggiamenti e le modalità operative.

E l’enorme colpa di fondo di cui parlavo viene, ogni giorno di più, evidenziata dalle frasi (i famosi bla bla bla) che ci tocca sentire :

La politica vive in un mondo artificiale, un mondo a se,
totalmente distaccata dalla realtà quotidiana della gente,
sono due universi estranei e paralleli
… non si incontrano MAI !!!

Al di fuori del loro “Palazzo” la vita è tutto un’altra cosa …

Claudio

la Conoscenza e l’Ignoranza


By Alfredo

Avevo deciso, prima di ricominciare a far cantare la CAPRA, la quale (parbleau !) conosce un sacco di belle canzoni e tutte orecchiabili, di rifare il punto sul mio ‘impegno’ quotidiano.

Ribadito, per l’ennesima volta, che la mia intenzione non è di insegnare niente a nessuno, non sono un maestro e nemmeno un professore, mi impegno a sottoporvi testi, pensieri, punti di vista, provocazioni che, spero, vi servano per meglio comprendere una realtà che esiste così com’è al di là dei nostri desideri e ideali, e che è facilmente riformabile se le persone imparassero a vedere il ‘tutto’ anziché parzializzare le loro visioni, ricercando sfondi protettivi per le loro ‘incerte sicurezze’ o, peggio, per le loro incapacità di prendere decisioni, di scegliere e di conseguenza di schierarsi, prendere posizione CONTRO un sistema che ci sta portando al naufragio esistenziale, sociale, umano.

Detto questo, per ulteriore ‘esemplificazione’ del concetto che il pensiero umano è circolare, e condiviso storicamente, filosoficamente, umanisticamente, sociologicamente, da tutte quelle persone che hanno forte il bisogno di cultura, non intesa come uno status symbol di cui vantarsi,

oppure di far cadere dall’alto, quasi come atto di ‘benevolenza’ a favore dei più sprovveduti e insipienti, magari facendogli pagare un prezzo, diretto e indiretto, creando carriere Accademiche, autoreferenziali, e oscure nella loro comunicazione, quasi a voler creare una ‘distanza’ tra chi dice di sapere e chi non sa, e non conosce.

Le lodevoli eccezioni, non si distinguono per categorie ideologiche, classi sociali, religiose o fideiste, ma per un idem sentire la vita, gli altri, la natura, il mondo tutto, con una forte propensione e consapevolezza verso i più deboli e/o i più inconsapevoli.
Chiamo queste persone gli ‘aristocratici’ dello spirito, nel senso greco del termine: ‘haristoi’, i migliori, anime vaste che si spendono per cercare di lasciare un mondo migliore di come l’anno trovato.

Ho quindo deciso di sottoporvi tre stralci di libri che ho letto in un passato più o meno recente, e che hanno nascita nei pensieri e nelle considerazioni di tre ‘intellettuali’ apparentemente distanti come visioni e ideologie.
Ma sottolineo ‘apparentemente’ perché, nei fatti, dicono tutti e tre la stessa cosa, esprimendosi da punti di osservazione diversi, ma, alla fine, confluendo alla stessa conclusione.

Rimettere l’uomo e la natura al centro
del dibattito, non altro !

§

Da: DISPUTA SU DIO E DINTORNI – Vito Mancuso –

“La società oggi è come un gigante dalla forza smisurata, dalla mente sopraffina, ma dal cuore rattrappito.
Siamo fortissimi quanto a conoscenze e tecnologie e scarsi, a volte paurosamente scarsi, quanto a sapienza spirituale, a visione del mondo, a capacità di dare senso al vivere e al morire;
in una parola sola a umanità.
[…]

Io penso che ogni uomo dovrebbe avere una sua religione, se per religione si intende ciò che indica l’etimologia più accreditata del termine, cioè con il legame con il senso del tutto.
Non vedo altra soluzione all’enigma dell’esistenza che indagare il senso del tutto, e uniformarvi la vita.
Ogni altra soluzione mi sembra falsa, parziale, pigra, velleitaria”.

§

Da: I VINTI – Marcello Veneziani –

“Di solito si usa ringraziare chi ti ha aiutato.
Dalla parte dei vinti. a rovescio, devo uno speciale ringraziamento a quanti, da posizione di potere, hanno reso difficile per tanti anni esprimere agevolmente le mie idee, dialogare in modo civile, con reciproco rispetto.
Astiosi silenzi e soffici divieti, a livello politico, editoriale, mediatico. accademico.
Giornali spenti, opinioni smorzate, accessi negati.
Un particolare ringraziamento va a quanti ti pagano per non fare, per non scrivere, per non prendere la parola, per non intervenire o farlo il meno possibile.
Nel circo mediatico è gradita l’icona, che serve a giustificare il teatrino delle apparenze e delle appartenenze, ma oltre non si può andare, meglio fermarsi ai segnaposti.

Grazie a loro, ai censori di ieri e ai narcotizzatori di oggi, ho potuto leggere e approfondire, senza dar conto a nessuno, liberamente, scegliendomi in solitudine autori e percorsi, anche imperdonabili.
Grazie a loro e all’ozio forzato che mi hanno donato. ho accumulato letture, saperi, risorse tempo e rabbia, ingredienti utili per dedicarmi alla mia formazione.
Un grazie speciale a chi mi ha dato la possibilità di vedere come viene deformata la verità dei fatti e deflorato il rispetto per la dignità altrui, se sono in gioco il livore di parte o l’interesse di gruppo.
Ho vito come è possibile agire e pensare in un modo e vedersi attribuire il loro rovescio.
Grazie a questi notai della falsificazione a vantaggio dei poteri di cui sono dipendenti, ho visto divergere la realtà dalla sua rappresentazione tramite la menzogna e l’omissione”.

§

Da: DIARIO MINIMO – Umberto Eco –

“Riusciremo ancora a sottrarci, se pur in pochi, alle occupazioni che la cultura di massa riserva a una umanità di schiavi tentando di coinvolgervi anche l’uomo libero?
All’uomo libero non rimane che ritirarsi, se ne avrà la forza, nel proprio sdegno e nel proprio dolore.

Se pure un giorno l’industria culturale, iniziando alle lettere anche gli schiavi, non minerà alla base quest’ultimo fondamento di un’aristocrazia dello spirito”.

§

Mi auguro che sappiate cogliere il ‘fil-rouge’ che esiste tra questi tre pensieri.
Se lo individuerete vi sarà facile comprendere che il principio causale che ha portato alla deriva sociale il nostro (ma non solo) paese ha un origine precisa e molto, ma molto più semplice di quello che vogliono farci credere,

imbottendo le nostre menti di sofismi, cazzeggi interminabili, manipolazioni di pensieri ‘alti’ trasformati in slogans, senza spessore, banalizzati, ad uso e consumo di un popolo che è banale perché non si interroga e accetta TUTTO il preconfezionato che gli viene massicciamente proposto.

Per tutto ciò, sono convinto che l’unica ‘rivolta’ che potrà avere una sua realizzazione è quella culturale, Nessun’altra !

By Alfredo

Censura …


ho letto questa notizia e cerco di condividerla con voi

copiate il link ed apritelo in una nuova scheda … potrete così leggere l’articolo … se ci sono video che non si aprono non dipende da me

http://terrarealtime.blogspot.it/2015/10/romina-power-un-messaggio-contro-le.html

MA … andando su questo sito

http://ascoltachemusica.it/romina-power-un-messaggio-contro-le-scie-chimiche-e-la-guerra-19871

con lo stesso sistema occorre schiacciare il pulsante PLAY

io ci son riuscito   ma a quanto pare a qualcuno questa canzone non piace …. Claudio

Lascio il mio posto a chi ha famiglia. Rinuncia al trapianto e muore


Lascio il mio posto a chi ha famiglia
Rinuncia al trapianto e muore

Walter Bevilacqua

pastore tra le montagne dell’Ossola, aveva 68 anni.
Al parroco disse: “Io sono solo, è giusto così”.

notizia risalente al 20/1/2013 ma l’hanno linkata oggi su :

http://www.lastampa.it/2013/01/20/edizioni/verbania/lascio-il-mio-posto-a-chi-ha-famiglia-rinuncia-al-trapianto-e-muore-pURBPRkQgzLJYNE0KhnyRJ/pagina.html

“Sono solo, non ho famiglia.
Lascio il mio posto a chi ha più bisogno di me.
A chi ha figli e ha più diritto di vivere”.
Walter Bevilacqua lo aveva confessato al parroco poco tempo fa.
La morte l’ha colto durante la dialisi a cui si sottoponeva ogni settimana all’ospedale San Biagio di Domodossola.
Il cuore ha ceduto durante la terapia e la bara è stata portata a spalle al cimitero dagli alpini di Varzo, penne nere come lui.
Dietro al feretro, le sue sorelle Mirta e Iside: “Era proprio come lo descrivono: altruista, semplice, un gran lavoratore.
Sapeva che un trapianto lo avrebbe aiutato a tirare avanti, ma si sentiva in un’età nella quale poteva farne a meno.
E pensava che quel rene frutto di una donazione servisse più ad altri” racconta Iside.

Una vita piena di sacrifici, così come quelle di altri pastori di montagna, stretti alla loro terra.
Solitario e altruista, nel momento più delicato della vita ha detto no al trapianto. “Sono in molti che aspettano quest’occasione. Persone che famiglia e più diritto a vivere di me. E’ giusto così” aveva detto, con quella naturalezza che l’ha sempre contraddistinto.
Bevilacqua è morto pochi giorni fa a 68 anni, una storia venuta alla luce quando il parroco del paese, don Fausto Frigerio, l’ha raccontata in chiesa durante la messa, un esempio da affidare a tutti.
Quella frase pronunciata tanto tempo prima, gli era rimasta impressa: “Me l’aveva detto durante una chiacchierata.
So che l’aveva confidato anche a un conoscente con cui si trovava in ospedale per le terapie» racconta il prete.

E’ questa la notizia che ha bucato il silenzio dell’Ossola, in una valle corridoio verso la Svizzera, a una manciata di minuti.
Sui monti della valle Divedro, Walter Bevilacqua ha trascorso i suoi ann, allevato dal nonno Camillo, uomo di altri tempi, ligio alle regole, gran lavoratore.
Da lui aveva imparato a non risparmiarsi mai, a non lamentarsi delle difficoltù di chi vive in quota. “Credo non abbia mai fatto le ferie” racconta chi lo conosceva bene.
L’agricoltura e gli animali erano la sua passione.
Il suo mondo era là, una fetta di terra strappata alla montagna che poco più in alto diventa spettacolo nella conca dell’alpe Veglia.
RENATO BALDUCCI

§§§

è una storia bellissima ed al contempo tristissima
è una storia commovente e di generosità
pur essendo datata, quest’uomo grande
meritava certamente di essere ricordato
episodi come questi riconciliano con la
vita e con questo brutto mondo dedito
solo all’adorazione del dio denaro

tanti i sentimenti che notizie come
questa vengono smossi dentro di noi
e poche le parole che si riescono a
trovare … quindi cosa poso dire ?

ad un uomo, un grande uomo, un Uomo Vero come Walter
dico solo GRAZIE a nome del mondo intero !

Claudio