ULIVO


ULIVO

Je parlavo e pareva me capisse:
Hai tenuto mi nonno pe’ la mano …
e sei sempre l’istesso:
è mejo esse ‘na pianta ch’esse umano!

Io ciò venti centimetri de terra …
e aringrazzio Dio matina e sera,
voi ciavete er monno sano d’ammirà …
ma er tempo lo sprecate … p’arraffà!

Ciavete l’occhi … ma sete cecati
e le mani pe’ fà ciò che volete …
ma quello che toccate … distruggete!

Campate troppo, vivendo a ‘sto modo,
si riavevate er tempo che ciò io …
su ‘sta terra … ’n ce starebbe ’n chiodo!

Maria Pia Caporuscio

l’utilità della FILOSOFIA


By Alfredo

Ho preso, autonomamente, l’impegno di introdurre il tema della filosofia nella nostra comunicazione, pur sapendo che si trattava di un tema ‘ostico’, per voi, ma anche per la platea allargata che legge quanto qui scritto.
Molti hanno un’idea ‘distorta’ della filosofia e del filosofare, scambiandola come una ‘materia’ di studio, come tante altre, che oltretutto non ti porta a nessun risultato pratico.

Avrete capito, mi auguro, che il punto non è stabilire se la filosofia ha un’utilità immediata, se serva a risolverti problemi contingenti, è certo però, che mette ordine nei tuoi pensieri e anche al tuo cuore che ha una sua ‘logica’ è non è, come alcuni dicono, scollegato da tutto il resto. vi ricordate no… qualcuno lo ha più volte citato: … e per rincalzo il cuore.

Ecco, appunto !
Un buon vino non ha bisogno di etichette.
Altrettanto un concetto efficace non ha bisogno di esempi.
Ma un etichetta può attestare la qualità del vino, e un esempio appropriato può persuaderci della validità del concetto.
L’esempio ha il vantaggio di essere più comprensibile del concetto e di fissarsi più facilmente nella memoria, anche se porta sempre con sé il pericolo di rimanerci impresso perdendo ogni legame con ciò a cui si riferisce.
Ma esso è un vecchio rimedio contro l’impazienza del lettore: lo diceva già oltre un secolo fa uno dei migliori allievi di Hegel, Karl Rosenkranz,

che di concetto se ne intendeva. (cit.)
Per esempio, allora, introduciamo il concetto di ‘azioni premeditate’.
Siamo certi che ogni azione che compiamo, nel bene e nel male, sia ‘premeditata’, cioè pensata ?

Leggete qui,

sono gli ultimi TALLERI:

UN DITO PREME IL GRILLETTO: E’ PREMEDITAZIONE?

“Che cosa accade quando un uomo armato preme il grilletto della pistola?
Il pensiero tradizionale si chiedeva anzitutto se dietro quell’atto stesse proprio l’intenzione di premerlo. o se invece non si trattasse di un gesto accidentale o, al limite, involontario.
Come se all’interno della mente vi fosse un comitato che discute e decide.
Gilbert Ryle (1900-1976),

   autore di un’opera iconoclasta: LO SPIRITO COME COMPORTAMENTO, si fa beffe di questa impostazione.
Pretendere di tagliare a fette la mente umana è per lui un atteggiamento tipico di quella stortura filosofica che egli denomina ‘leggenda intellettualistica’.
Ryle ribatte che *secondo la maggior parte delle sue versioni vi è implicita l’asserzione che l’atto corporale di tirare il grilletto fu effetto di quello mentale di volerlo tirare* (Ibid.).
Ma chi sarebbe in grado di distinguere questi due atti ?
Per meglio chiarire la sua idea, Ryle fa l’esempio del solletico.
Si sarebbe tentati di dire che sentire il solletico è causa o condizione del fatto di ridere.
Ma ciò è sbagliato, *Non è che io prima mi senta solleticato, e poi decida che una risata sarebbe un buon rimedio. e poi, se me lo permettono, produca la risata risanatrice…
Sentirsi solleticato o è o implica voler ridere… Non è una causa di cui voler ridere sia un effetto* (Ibid.)
Compito del filosofo non è quindi sezionare questi presunti stati del comportamento mentale, ma piuttosto correggere gli errori a cui esso può indurre la nostra riflessione.

Cominciamo dall’errore più grossolano, ormai riscontrato soltanto in qualche popolo primitivo.
Con una denominazione rimasta famosa, Ryle lo chiama l’errore dello ‘spettro della macchina’.
Ammesso che esista ancora qualche individuo primitivo che veda per la prima volta una macchina mettersi in moto, potrà credere che dentro di essa vi sia uno spettro nascosto che la spinge”.


Seguono altri esempi che non trascrivo, uno dei quali riguarda il gioco del calcio e il concetto del giocare ‘con classe’.
Ryle lo conclude con questo pensiero: *La classe non è un compito calcistico supplementare da aggiungersi a tutti gli altri, ma piuttosto la bravura con cui ogni possibile compito è eseguito; ed eseguire un compito con bravura non significa eseguirne due* (Ibid.)
“Alla base degli esempi. apparentemente banali, sta il vecchio problema degli ‘universali’ che occupò per secoli la mente dei filosofi medievali.
Esistono o non esistono, e se esistono, dove mai si trovano?
Già Bertrand Russell aveva ironizzato contro l’ingenuità della credenza degli universali, citando il caso di un uomo che voglia far conoscere un battaglione a un forestiero e gli presenti i soldati, i caporali, gli ufficiali.
Al che l’interlocutore può obiettare: *Ma non mi hai ancora presentato il battaglione*.
Ryle riprende l’esempio citando un bambino che, dopo aver assistito alla sfilata degli squadroni di un reggimento, resti in attesa di veder passare anche il reggimento.

Purtroppo i ragionamenti non solo dei filosofi ma anche dei teorici di ogni genere sono tuttora inquinati da questo pregiudizio intellettualistico, secondo cui le idee generali avrebbero una loro esistenza propria.
[…]
Qual’è, dunque, lo scopo a cui mirano queste riflessioni di Ryle?
E’ anzitutto quello di sfatare la leggenda per cui, al nostro interno, esisterebbero due mondi, quello mentale e quello fisico.
E che le conoscenze e le azioni sul piano fisico sarebbero necessariamente precedute da conoscenze e azioni sul piano mentale.
Qui deve intervenire la terapia del filosofo.
Egli deve insegnare che non solo non esiste un reggimento separato dai suoi soldati, che non solo non esiste una bravura separata dalle azioni di gioco dei calciatori, ma anche che nel problema da cui siamo partiti, quello dell’eventuale premeditazione di una qualsiasi azione, non abbia senso rintracciare una volontà preliminare che possa essere incriminata.
Indubbiamente queste critiche radicali di Ryle possono costituire un utile antidoto contro la tendenza tradizionale a sostanzalizzare e cristallizzare le diverse componenti delle azioni umane.
C’è però un rischio, quello di un’overdose da terapia, la quale, per combattere gli irrigidimenti tradizionali, cancelli la possibilità stessa di distinguere le azioni volontarie da quelle involontarie.
In realtà non è ch Ryle cancelli la possibilità di analizzare un’azione colpevole distinguendola da una involontaria, però riduce tale possibilità a un livello meramente empirico, e quindi soltanto opinabile.
[…]
Nell’ ETICA NICOMACHEA

Aristotele teorizzò la premeditazione definendola come la consapevolezza che produce una azione volontaria.
Questa definizione è rimasta alla base di secoli di riflessioni etiche e giuridiche. E’ vero che se è usata in maniera miope, può dare origine a storture quali quelle che Ryle giustamente denuncia.
Ma se la si ignora, sia l’etica che il diritto rischiano di perdere i loro fondamenti”
– Pietro Emanuele –

Attenti allora a sostituire alla cosiddetta ‘leggenda intelletualistica’ una leggenda empiristica, non meno problematica..
Capito a cosa ‘serve’ la filosofia ?

Capito a cosa ‘serve’ la filosofia ?
Ve l’ho già scritto: a niente, perché non è una serva! Ahahahahah

By Alfredo

la Forza


tratto da http://blog.pianetadonna.it/leggerezza/cose-lamore/ su FB

§

Un giorno un ragazzo chiese al vecchio saggio del paese quale fosse la cosa più forte.
Il saggio dopo qualche minuto gli rispose:
“Le cose più forti al mondo sono nove:
Il ferro è più forte, ma il fuoco lo fonde.
Il fuoco è forte, ma l’acqua lo spegne.
L’acqua è forte ma nelle nuvole evapora.
Le nuvole sono forti ma il vento le disperde.
Il vento è pure esso forte ma la montagna lo ferma.
La montagna è forte, ma l’uomo la conquista.
L’uomo è forte ma purtroppo la morte lo vince”.
“Allora è la morte la più forte!”
– lo interruppe il ragazzo –
“No” – continuò il vecchio saggio –
“l’amore… sopravvive alla morte!”

(Anonimo)

Ti ho voluto bene veramente


Così sono partito per un lungo viaggio
lontano dagli errori e dagli sbagli che ho commesso
ho visitato luoghi per non doverti rivedere
e più mi allontanavo e più sentivo di star bene

 

E nevicava molto però io camminavo
a volte ho acceso un fuoco per il freddo ti pensavo
sognando ad occhi aperti sul ponte di un traghetto
credevo di vedere dentro il mare il tuo riflesso
le luci dentro al porto sembravano lontane
ed io che mi sentivo felice di approdare
e mi cambiava il volto, la barba mi cresceva
trascorsi giorni interi senza dire una parola

E quanto avrei voluto in quell’istante che ci fossi
perché ti voglio bene veramente
e non esiste un luogo dove non mi torni in mente
avrei voluto averti veramente
e non sentirmi dire che non posso farci niente

Avrei trovato molte più risposte
se avessi chiesto a te ma non fa niente
e non posso farlo ora che sei così lontana

Mi sentirei di dirti che il viaggio cambia un uomo
e il punto di partenza sembra ormai così lontano
la meta non è un posto ma è quello che proviamo
e non sappiamo dove né quando ci arriviamo

Trascorsi giorni interi senza dire una parola
credevo che fossi davvero lontana
sapessimo prima di quando partiamo
che il senso del viaggio e la meta è il richiamo
perché ti voglio bene veramente
e non esiste un luogo dove non mi torni in mente
avrei voluto averti veramente
e non sentirmi dire che non posso farci niente

Avrei trovato molte più risposte
se avessi chiesto a te ma non fa niente
e non posso farlo ora che sei così lontana
Non posso farlo ora

§

La nostra storia e come riscriverne il finale


tratto da  http://lastella.altervista.org/  su FB

Scritto il ottobre 22, 2015 by

Una società basata quasi esclusivamente sulla menzogna e una società che accetta felicemente tutte le favole che gli vengono raccontate, questo è il mondo in cui viviamo.

Di    ununiverso.altervista.org

§§§

Dall’inizio della nostra storia siamo stati indottrinati con falsità raccapriccianti, siamo stati indotti a credere in cose che letteralmente non erano né in cielo né in terra, menzogne crudeli che ci hanno resi schiavi di un sistema finalizzato al dominio assoluto di tutto ciò che esiste, fin anche a ciò che di più intimo abbiamo: la nostra stessa volontà.
Il tutto è stato fatto in una maniera ben precisa, attraverso il Divide et impera, il principio secondo il quale, per dominare nel miglior modo una popolazione, è necessario creare disordini odi e rivalità all’interno di essa.
Quelli che seguono sono solamente alcuni esempi forniti per grandi linee.
Data la vastità dell’argomento è impossibile dare una descrizione completa del fenomeno in un semplice articolo ma potete rendervi conto facilmente di quanto questo principio sia stato, nel corso della storia, una costante nel modus operandi di chi tiene le redini del mondo e di come lo sia anche e soprattutto ai giorni nostri.
La Bibbia, il libro sacro per due tra le principali religioni monoteiste.
Ma era davvero un libro sacro?
Fino a non molto tempo fa, quando la maggior parte del popolo era, suo malgrado, analfabeta era facile far credere che così fosse ma ora è sufficiente che chiunque legga quel libro perché si renda conto che non vi è nulla di sacro.
La Bibbia è un semplice libro che narra la storia dei tempi remoti.
Chiunque ne abbia letto alcuni estratti o anche solo guardato uno dei tanti film da essa ispirati credo sia rabbrividito nel constatare quali violenze venivano compiute in nome di colui che, per la religione, sarebbe il nostro Dio.
La verità è semplice ed evidente: quel personaggio, Jahvè detto l’Elohim, qualunque fosse la sua provenienza, non era il Creatore ma un semplice individuo, uno come tanti, un personaggio che aveva assoggettato un intera popolazione piegandola alla propria ambizione.
Ripeto basta soltanto la lettura di quel testo per rendersene conto (http://www.maurobiglino.it ).
Quel personaggio assetato di potere, avido e vendicatore è quello che ci è stato presentato come il nostro dio.
Questa è la sconvolgente verità.

Qualcuno potrebbe obiettare che la religione cattolica si basa sì sulla Bibbia, ma soprattutto sul nuovo Testamento il quale si riferisce alla vita di Gesù.

Verissimo, ma chi era Gesù?
E’ mai possibile che quello che abbiamo su di lui siano soltanto racconti scritti molto tempo dopo la sua morte e riguardanti solamente la sua nascita, la primissima infanzia, il periodo in cui aveva 33 anni e la successiva morte e resurrezione?
Cosa ha fatto per tutto il resto della sua vita?
Se così fosse, se è vero che il cattolicesimo si basa sulla vita e sugli insegnamenti di Gesù, allora quando è successo che Gesù ha detto che un prete debba essere l’intermediario tra noi e Dio?
Quando inoltre avrebbe parlato della confessione?
A me questa pratica ricorda tanto i tempi moderni, dove siamo spiati in ogni nostra azione, in cui intercettano le nostre telefonate, le nostre mail e possono vedere i nostri spostamenti…
Oggi con la tecnologia che abbiamo è semplice farlo ma nei tempi antichi non vi era pratica più efficace della confessione per ottenere un simile risultato.
Quando mai poi Gesù aveva parlato di castigo divino?
Quello che ricordo io sono frasi del tipo “porgi l’altra guancia”, a significare l’importanza del perdono in ogni ambito della vita.
Gesù aveva detto anche frasi tipo:
“Se coloro che vi guidano dicono che il regno di Dio è in cielo allora gli uccelli del cielo vi precederanno, se vi dicono che è in mare, i pesci del mare vi precederanno.
Il regno è invece dentro di voi e fuori di voi.”
Oppure:
“Io sono la luce che sovrasta tutti loro, io sono il tutto, il tutto promanò da me e il tutto giunge fino a me; spaccate il legno e io sarò li dentro, solleva la pietra e la mi troverai”.
O
“Allorché di due farete uno, allorché farete la parte esterna come l’interna e la parte superiore come l’inferiore, allorché del maschio e della femmina farete un unico essere che non è più né maschio né femmina allora entrerete nel regno”
(dal vengelo di Tommaso https://www.youtube.com/watch?v=MREcJ6EYpuU http://www.esoterismoemisteri.com/i_vangeli_gnostici.html ).
Frasi piuttosto eloquenti oltre che bellissime che stanno a significare l’eguaglianza e la presenza di Dio all’interno di tutto il creato e di conseguenza degli stessi esseri umani, nessuno escluso: un credo piuttosto odioso per chi aveva esigenze di dominio e faceva del Divide et impera la propria arma principale.
La verità è semplice e può essere facilmente ricercata nei libri di storia: i fondamenti del cristianesimo sono stati semplicemente decisi a tavolino per esigenze di mera dominazione.
E’ stato l’imperatore Costatino, un personaggio ambiziosissimo e calcolatore che, vedendo che i seguaci di Gesù stavano diventando sempre più numerosi e, vedendo di conseguenza vacillare la supremazia della figura dell’imperatore, che fino a poco tempo prima era vista come un’emanazione in terra della divinità, decise di fare del cristianesimo la religione di stato.
Una mossa geniale perché, in questo modo, poteva facilmente piegare al proprio volere quella che, altrimenti, sarebbe potuta divenire una seria minaccia.
Per far si che quella religione in rapida crescita potesse essere volta alle proprie esigenze, Costantino smise di perseguitarne i seguaci e cominciò a riscriverne totalmente le regole.
Indisse quindi il concilio di Nicea e altre riunioni nelle quali l’imperatore ed i suoi uomini di fiducia decisero letteralmente a tavolino in che cosa questi cristiani dovessero o non dovessero credere.
Durante quei concili venne selezionata una gran quantità di scritti, alcuni dei quali furono ritenuti idonei agli scopi che conosciamo ma altri seguirono una sorte più nefasta e vennero fatti probabilmente sparire per sempre dalla circolazione. Emblematico al riguardo è il ritrovamento, in tempi recenti, dei cosiddetti rotoli del Mar Morto o dei rotoli di Nag Hammâdi, scritti che in buona parte narravano le gesta di Gesù di cui faceva parte anche il sopracitato vangelo di Tommaso.
A riprova degli scopi non proprio altruistici dell’imperatore possiamo anche citare il fatto che esso non abbracciò mai per se stesso il credo cristiano ma rimase sempre fedele al Mitraismo, una religione pagana misterica le cui origini possono probabilmente essere ricercate nell’antico Egitto o il fatto che molti riti del cristianesimo ricalchino quelli di religioni pagane precedenti – .
Dopo Costantino il cristianesimo continuò a diffondersi sempre di più ma gli insegnamenti originali dell’ispiratore di questa religione sono in gran parte perduti e ancora non vi è certezza riguardo a cosa abbia fatto durante la maggior parte della propria vita prima della, vera o presunta, morte a 33 anni.
Con il cristianesimo quindi, il progetto del Divide et impera andava avanti in maniera egregia: si viveva nella paura costante del castigo divino; chiunque avesse commesso anche il più insignificante dei reati veniva condannato a pene severissime e considerato senza dio; tutti quelli con un credo differente venivano considerati impuri e venivano combattute guerre ferocissime per tentare di portarli sulla “retta via”.
Le cose non avrebbero potuto funzionare meglio per le elites, finche non arrivò l’età della ragione, l’illuminismo, epoca in cui la scienza cominciava a fare i primi progressi e l’uomo cominciava a non credere più in qualcosa senza il minimo fondamento. La fede ora richiedeva delle prove.
Arrivò allora, proprio dalla scienza, una teoria che avrebbe letteralmente sconvolto il mondo della fede ma che, paradossalmente, non poteva essere più appropriata per gli scopi dei dominatori del mondo.
Stiamo parlando dell’”Evoluzione delle specie” di Charles Darwin.
In quella teoria le idee propugnate per secoli dalle religioni basate sulla bibbia, per quanto riguarda la creazione, venivano semplicemente ridicolizzate: la creazione non poteva essere frutto della volontà perché era dovuta semplicemente al caso. Stranamente una teoria così rivoluzionaria ebbe quasi subito un’accoglienza maestosa, anche la stessa chiesa, che in passato aveva perseguitato chiunque osasse mettere in dubbio i propri dogmi accettò tale dottrina.
Anche ai giorni nostri è considerata qualcosa di inconfutabile, una sorta di verità assoluta.
Molti scienziati si sono dati da fare per criticarla paragonando, ad esempio, la possibilità che la complessità della vita possa essere dovuta al caso al fatto che un colpo di vento possa assemblare i veri pezzi di un boeing 747 per formarne un aereo funzionante.
Eppure quella teoria è ancora una delle colonne portanti su cui si tiene la nostra società e a nessuno importa il fatto che lo Stesso Darwin avesse espresso seri dubbi riguardo al fatto che qualcosa di complesso come l’occhio umano possa essere frutto solamente del caso e di millenni di evoluzione.
Quella teoria era semplicemente quello che serviva per continuare con il Divide et impera: separava, innanzitutto, credenti e non credenti.
In questo scenario, i primi erano costretti a credere solamente perché così gli veniva detto di fare, cosa che avrebbe messo in seria difficoltà il loro potere di raziocinio e la loro fiducia in sé stessi; per i secondi, i non credenti, si apriva una nuova epoca: la scienza gli aveva detto che non esiste creazione, che la vita è frutto del semplice caso e che esistere significa una lotta continua in cui solo il più forte avrebbe prevalso.
Il terreno perfetto per mettere in atto il Divide et impera.
Così è ancora oggi al punto che qualunque scoperta che possa mettere in dubbio il dogma della Teoria dell’evoluzione e la centralità del lavoro dell’uomo e del caso nella storia viene ridicolizzata o addirittura occultata.
Sto parlando di moltissimi monumenti o reperti storici in ogni parte del mondo che risultano essere molto più antichi di quello che la storia ufficiale vorrebbe farci credere – o del fatto che realizzazioni come le piramidi difficilmente potrebbero essere state create a mano dagli schiavi.
Rimanendo sul campo delle scoperte scientifiche, qualche mese fa ho letto una notizia che avrebbe potuto essere una di quelle svolte storiche per il genere umano, del tipo “svelato il più grande segreto dell’esistenza”.
Eccola qui: (Link) Michio Kaku, uno degli scienziati più conosciuti e stimati al mondo, una presenza costante in tutti i documentari scientifici ha dichiarato che la scienza ha provato l’esistenza di Dio; niente di meno di questo.
Una notizia clamorosa, no?
Allora mi domando: qualcuno di voi ha sentito parlare di questa scoperta in televisione?
Io proprio no, ma perché?
Caro papa Francesco, perdona la mia ignoranza, ma non dovrebbe essere interesse primario della chiesa quello di diffondere la verità sull’esistenza o meno del creatore?
Sono sicuro che tu sia molto impegnato in questo periodo ma almeno una citazione potevi anche farla!
Ma non è che invece la motivazione possa essere un’altra?
Non è forse possibile che una scoperta del genere avrebbe fatto crollare tutto il castello di carte dell’inganno globale mettendo in serio dubbio il suo baluardo centrale che è “L’evoluzione delle specie”?

Altri esempi: Sbarco dell’uomo sulla luna avrebbe rafforzato la posizione degli Stati Uniti nella guerra fredda – Divide et impera,
Storia più recente, 11 Settembre, indipendentemente da chi possa essere il responsabile, a chi hanno dato la colpa? Divide et impera.
La vita attuale è letteralmente inondata dallo strumento che usano le elite del Divide et impera e sembra che molte persone ne siano totalmente assuefatte e schiave a loro insaputa, vedi razzismo, lotte di religione, scontri tra tifoserie ecc. ecc.
La televisione poi ci va a nozze, ogni giorno veniamo inondati di “notizie” di violenze omicidi e scontri.
Un altro esempio: vi siete resi conto che ogni volta che i notiziari parlano di un qualche omicidio vanno sempre ad intervistare i vicini o chiunque conoscesse il presunto assassino e, ogni volta, la risposta è la stessa: mi sembrava una persona totalmente normale …
Ma a chi giova tutto questo?
Semplice, dobbiamo aver paura l’uno dell’altro, diffidare, allontanarci; in una parola Divide et impera.
Quando ero bambino facevo il chierichetto (aiutavo a servire la messa) ne ero contentissimo e profondamente motivato fino a che un giorno, durante lo prove, non mi inginocchiai con il piede sbagliato e il parroco mi rimproverò severamente.
La domenica successiva, non toccava a me servire la messa ed ero quindi seduto tra le prime file.
A un certo punto il parroco, evidentemente ignaro che fossi presente, cominciò a raccontare quanto era accaduto pochi giorni prima descrivendomi come un infimo peccatore e facendomi sentire in maniera terribile.
Ora so che probabilmente il mio peccato era stato quello di aver invocato l’archetipo sbagliato, ma a quel tempo non sapevo nulla di tutto questo.
Nei giorni successivi cominciai a chiedermi: ma possibile che io che faccio quello che faccio con tutta la fede e il cuore possibile debba essere rimproverato per una cosa così insignificante come l’inchino, ma perché la forma deve essere più importante della sostanza, ma perché qualcuno deve insegnarmi come relazionarmi con il creatore?
Da quel giorno, non ricordo esattamente che età avessi, ma probabilmente meno di 10 anni, non volli più essere chierichetto e cominciai a seguire messa sempre più raramente, scelsi quindi di portare avanti una mia spiritualità e un comportamento da ribelle riguardo a molte convenzioni sociali; ribelle anche perché scelsi di amare il Dio che sentivo dentro di me e a seguire una religione più conforme ai dettami della mia anima e perché non permisi più nessuno di insegnarmi in cosa credere o come farlo.
Questo per dire che non c’è niente di spontaneo e genuino nelle convenzioni che ci vengono imposte.
L’uomo non è più libero di ricercare e di amare il proprio dio o meglio può farlo ma, se lo fa, viene considerato un eccentrico e viene quasi emarginato.
Una costante della storia dell’umanità e forse il motivo primario per il quale viene messo in essere il Divide et impera è che così viene ignorato o trascurato qualunque insegnamento che si riferisca alla presenza della creatore stesso in ogni ambito della creazione, un esempio sono i passi sopra citati dal Vangelo di Tommaso, un altro è il lavoro di Ermete Trismegisto, un filosofo che era considerato il primo e il più importante di tutti nell’antichità e che oggi viene totalmente ignorato.
La verità è che non ci è permesso di comprendere che, se il creatore è presente in ogni cosa creata, lo è anche in noi esseri umani, di conseguenza, se noi ci uniamo siamo noi stessi creatori, niente di più semplice e la scienza ci conferma che la nostra volontà ha effetti sulla realtà tangibile.
Quindi che cosa aspettiamo?
Per secoli, millenni hanno tentato di separarci per poterci controllare e per tenere a bada il nostro potere.
Cosa aspettiamo ad unirci per rivendicare i nostri diritti e ritrovare la nostra essenza divina?

Tutto ciò che è falso sta crollando lo vediamo dappertutto: la comunità europea doveva unire i popoli e portare pace e ricchezza e invece è servita all’esatto contrario, ora tutti sanno che è spacciata bisogna solo capire quando avverrà il suo crollo; la Nato doveva servire a difendere i popoli occidentali dall’aggressore russo invece è stata soltanto uno strumento di aggressione e sottomissione, nessuno ci crede più e non appena l’Europa sarà costretta a fare accordi con la Russia per il proprio approvvigionamento di gas sarà anche la fine di questa organizzazione; il potere bancario doveva portare ricchezza e benessere invece è servito solamente a renderci schiavi di una moneta privata creata a debito che sarà schiacciata dall’imminente ritorno al gold standard; gli OGM dovevano portare salute e una maggiore produzione alimentare e hanno portato solo inquinamento e malattie, adesso non li vuole più nessuno…
La religione doveva avvicinare i popoli a Dio, cosa a fatto invece?
Sarà l’ultima istituzione a crollare ma il boato si sentirà forte e a lungo.
L’era dell’inganno è finita, non vogliano più i vostri falsi eroi ora per noi è tempo di unirci e ritrovare la centralità dell’essere umano.
Nonostante i vostri sforzi per separarci dai nostri simili e dal nostro io interiore un pugno di persone ha deciso di unirsi, indipendentemente dalle distanze fisiche, in un unico credo: quello di poter vivere in un mondo migliore, un mondo in cui non ci fossero più guerra, povertà, disparità e separazione.
Prima eravamo solo dei poveri pazzi bistrattati da tutti ma ora stiamo crescendo in numero e in efficacia, ora la gente comincia ad ascoltarci e riusciamo ad attirare un seguito sempre maggiore, la gente è stanca delle menzogne, non c’è più posto per l’inganno il vostro spazio si restringe sempre di più.
Il destino che avevate deciso per noi si appresta a diventare un traguardo irraggiungibile.
Non c’è più spazio per la separazione, avete cercato per millenni di dividerla ma in questo momento l’umanità è più unita che mai.
Sapete una cosa, secondo me sono questi i veri eroi.

Concludo con la citazione di un grande maestro, lui è stato ucciso per aver seguito le proprie idee, gli avevano offerto la grazie se avesse ritrattato ma ha preferito morire piuttosto che farlo; ufficialmente il motivo della sua condanna era l’aver sostenuto che la terra non fosse al centro dell’universo, un crimine gravissimo certo, ma forse le sue colpe erano anche altre: si chiamava Giordano Bruno, queste sono le ultime parole che ha scambiato con il suo discepolo prima di essere bruciato vivo in Piazza Campo dei Fiori a Roma e ogni volta che le leggo mi vengono i brividi.
“Maestro come potrò ritrovarvi…”
“Guarda dentro di te, Sagredo, ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’essere che sussurra al tuo interno.
Ascoltala: è la verità ed è dentro di te.
Sei divino, non dimenticarlo mai
… la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’anima unica…

§