Mondo assurdo


Un mondo dove c’è chi vive nel lusso più sfrenato, fino a inutilità come i rubinetti d’oro, e chi invece non ha accesso nemmeno all’acqua potabile e ad un pasto decente…

tratto da  Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com  su FB

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Dubai: venduto il camper più lussuoso al mondo per 2 milioni di dollari

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ditemi voi …

“pacco” regalo a sorpresa


e come tutte le sorprese che si rispettano non vi svelo nulla

se accettato il “regalo” (e mi sa che lo dobbiamo fare tutti

volenti o nolenti) andate a “scartarlo” seguendo il link …

Sigh …

http://lastella.altervista.org/la-crisi-e-finita-no-e-stata-inventata-per-uno-scopo-ben-preciso-che-deve-essere-raggiunto/

Stone Balancing


La tecnica millenaria per stare in equilibrio

tratto da http://lastella.altervista.org/stone-balancing-la-tecnica-millenaria-per-stare-in-equilibrio/

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E’ una disciplina praticamente sconosciuta ma è affonda le sue radici nella nella storia millenaria dell’umanità e fu usata da sempre come tecnica di meditazione Zen. Lo “stone balancing” e’ una disciplina mentale rivolta a porre in equilibrio pietre e massi di varie forme senza alcun supporto ulteriore a quello delle stesse forze di gravita’. Il risultato è così incredibile che se si guardano le foto sembrerà che sia stata usata una colla o qualche supporto esterno.

Di Dioni aka Riccardo Lautizi – dionidream.com

E’ essenzialmente un viatico per lameditazione, l’aumento della sensibilità mentale e la percezione delloscambio di energia tra il soggetto e la pietra da porre in equilibrio. Il tempo di esecuzione non è prevedibile, l’energia che scorre dal soggetto alla pietra diventa via via più evidente, l’effetto rilassante per la psiche si acquisisce grazie anche al luogo dove solitamente si esercita: mare, fiumi, ovunque vi sia acqua in movimento e silenzio.

Il processo di ricerca dell’equilibrio tra gli oggetti permette di liberare la mente e il corpo dai pensieri, per fondersi e concentrarsi con i punti di equilibrio dell’opera che si sta componendo: l’armonia e il bilanciamento esteriori non sono altro che il riflesso di un equilibrio interiore raggiunto.

La prima operazione è di selezione delle pietre da utilizzare: sono solitamente sferiche o cilindriche.  Almeno inizialmente devono avere un punto, che sara’ quello di appoggio in equilibrio, leggermente piano. E’ più facile equilibrare rocce medie e gradi piuttosto che sassi piccoli perché questi ultimi risentono troppo dei movimenti della mano e degli agenti naturali.

Le pietre vanno testate nella mano dominante così da percepire se già in sé la pietra ha potenzialità di equilibrio corretto. E’ importante dedicare tempo alla selezione e ai test per includere o escludere le pietre prima di iniziare il vero e proprio “balancing”. Nelle prime prove e’ importante partire con forme semplici per poi passare nel tempo a forme complesse come quelle delle foto di seguito.

E’ sorprendente l’energia positiva, rigenerante e rilassante che alcuni risultati portano a chi realizza un’opera di balancing. Fermati a lungo ad osservarla, da più angolazioni, condividi la gioia e il momento estetico con qualcuno o se sei solo, ricordati di fotografarlo. L’equilibrio potrà durare da qualche secondo a diversi giorni, ed è proprio questa impermanenza un altro grande insegnamento dello stone balancing: non puoi trattenere nulla nella vita, tutto cambia in continuazione, nulla ti appartiene davvero.

Michael Grab, autore delle straordinarie opere d’arte che avete visto in foto, è un fotografo che negli anni si è appassionato dello stone balancing: potete seguire il suo progetto Gravity Glue e guardate il video che dimostra la straordinaria abilità.

Dioni aka Riccardo Lautizi

DA dionidream.com

Ecco come ci disprezza l’Impero


Un video sconcertante, con il discorso del capo di un’influente agenzia privata USA di spionaggio, spiega come gli USA vogliono gettare l’Europa in guerra [P. Cabras]

tratto da  http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=118829&typeb=0&ecco-come-ci-disprezza-l-impero

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di Pino Cabras.
Bastano undici minuti e mezzo per capire cos’è in questo momento l’imperialismo nordamericano. Non dico altro: spendete questa piccola porzione della vostra esistenza,guardate questo video tradotto da Pandora TV per accorgervi alla fine di saperne di più senza troppe mediazionigiornalistiche, ascoltando tutto dalla viva voce di George Friedman, il capo della Stratfor, un’influente società privata di spionaggio legata a doppio filo con il complesso militare-industriale USA.
Era già accaduto di sentire con le nostre orecchie le candide agitazioni di un altro Dottor Stranamore, Patrick Clawson, che strillava pubblicamente affinché qualcuno preparasse una provocazione, un atto bellico sotto falsa bandiera con cui gli USA si trovassero “costretti” a entrare in guerra con l’Iran. L’ossessione dei neocon, frenata a stento dall’ala realista dell’establishment statunitense.
Ma il discorso di Friedman, così cinico e organico, va molto oltre. È la prova regina di come ci vede l’Impero: pura carne da cannone, popoli da manipolare, da dividere, mettere l’uno contro l’altro. Se il giornalismo europeo non fosse asservito alla galassia di entità atlantiste di cui fa parte Stratfor, in un sussulto di dignità avrebbe già travolto questo discorso di Friedman come uno dei più disastrosi rovesci nella storia delle pubbliche relazioni. Invece zitti.
Ma chissà, potrebbero esserne invece capaci i lettori, se si scandalizzassero per via di tutta questa cinica strafottenza imperiale, e facessero sapere in ogni angolo del web,diffondendo questo video, cosa guadagniamo a stare con i padroni della NATO: soltanto il loro disprezzo assassino, e la promessa del ritorno della guerra nel nostro suolo.

Infanzia


L’infanzia palestinese abusata da Israele. Tra le torture, anche la corrente elettrica

Gerusalemme-PIC.

Nella città di Gerusalemme, Moslim, un ragazzino palestinese, è stato arrestato dagli occupanti sionisti. Dopo essere stato arrestato è stato portato davanti ad un giudice.

Moslim e la sua famiglia non sono pronti per dimenticare questi momenti difficili. Gli occupanti non hanno tenuto conto della sua infanzia, innocenza e semplicità.

Sua madre si è sfogata, parlando con i corrispondenti di PIC: “Abbiamo vissuto momenti difficili. Improvvisamente ho visto il mio bambino, la cui età non supera 8 anni, arrestato e portato in tribunale. Lui non ha capito niente di ciò che succedeva.

Al tribunale, mio figlio Moslim gridava: ‘Ho fame’. Le sue grida mi hanno pressato il cuore. La corte le ha ignorate. Vedendo questa scena, sono caduta per terra, perdendo coscienza”.

E’ logico arrestare un bambino? Si è chiesta la donna. Ha sottolineato che suo figlio è stato arrestato 7 volte. Quindi ha perso gli studi e la sua vita.

Ogni volta, ad ogni arresto, ad ogni detenzione, la famiglia paga una multa esorbitante. La multa può arrivare fino a 12 mila shekel (intorno a 3 mila dollari). Un volta il piccolo è stato posto agli arresti domiciliari, lontano da casa, dalla scuola. Gli è stato impedito di uscire e andare a scuola, altrimenti i genitori avrebbero dovuto pagare almeno 40 mila shekel.

Case e scuole investite

Um Ahmed, gerosolimitana, ha confidato a PIC che gli occupanti sionisti faranno qualsiasi cosa per arrestare i bambini, torturarli e imporre loro multe esorbitanti: “I soldati non rispettano nulla, ha detto la signora. Non rispettano né case private né famiglie né scuole, a Gerusalemme, e ciò mi spaventa. Spesso, non posso lasciare la mia casa, per paura che sia invasa e i miei figli arrestati. E quando loro vanno a scuola, la paura mi invade”.

Ricordi difficili, ricordi amari, riguardanti l’arresto di suo figlio Ahmed, le tornano alla mente. E’ stata obbligata a pagare più di 2 mila shekel di multa per liberarlo, sotto la minaccia di pagarne 130 mila al prossimo arresto.

Un’infanzia torturata

Un rapporto pubblicato dall’istituzione Al-Mithaq per i diritti dell’uomo ha denunciato le violazioni dei diritti umani che i bambini gerosolimitani subiscono durante il loro arresto, senza alcuna considerazione per la loro età e innocenza.

Il rapporto indica come esempio che i bambini sono privati delle loro famiglie durante il periodo d’inchiesta, privati di avvocati e di sonno. Sono obbligati a firmare confessioni in ebraico che non comprendono.

Il rapporto afferma che il bambino è oggetto di attacchi pesanti. E’ costretto a sedersi sul pavimento in ginocchio, di fronte al muro. Ogni volta che i poliziotti passano vicino, lo feriscono.

Tra i metodi di tortura, il rapporto indica, tra l’altro, l’uso di corrente elettrica, connessa alle dita e alle orecchie di bambini, per farli confessare.

Traduzione di Nadia El Mansouri

© Agenzia stampa Infopal
E’ permessa la riproduzione previa citazione della fonte “Agenzia stampa Infopal – http://www.infopal.it”

Gottfried Wilhelm von Liebniz


By Alfredo

Per introdurre l’argomento di oggi, faccio una piccola digressione.
A casa mia, due volte alla settimana, viene la donna delle pulizie. Dovrebbe presentarsi alla 8.00.
Bene, da mesi, si presenta in ritardo,
non problem for me, but a big problem for mommy :-))).
Ogni volta si scusa del ritardo, ma la volta dopo, reitera.
Oggi ha mandato un sms… scusandosi…Arriverà, mas o meno, alle 8,30… sone le 8,42 e non si vede all’orizzonte.
Problema di orologi ???

Ecco che arriviamo all’argomento eheheh

Oggi voglio introdurre uno dei più importanti filosofi del XVII Sec., matematico, teologo e filosofo che ebbe il merito di fondere nel suo pensiero metafisico anche gli aspetti meccanicistici e scientifici della realtà che si andava prefigurando. Arrivò, infatti, a ipotizzare un Dio orologiaio, creatore dell’armonia universale. Parlo di Gottfried Wilhelm von Liebniz  (1646-1716).

Ecco allora un altro TALLERO.

ALL’ARMONIA DELLE SFERE SUBENTRA QUELLO DEGLI OROLOGI

“Come è possibile che gli innumerevoli eventi del mondo (naturale ndr) non siano in preda al caos e che in ogni momento non si verifichi una catastrofe?
Questo accade perché a essi sovraintende ‘Dio’ (quale, decidetelo voi ndr), il quale come un vigile urbano, controlla che tutto si svolga in maniera ordinata.
L’idea di un vigile divino in servizio permanente si diffuse, a fine Seicento, a opera dei cosoddetti filosofi ‘occasionalisti’: ogni difficoltà che si presenta è l’occasione per un intervento divino.
Contro di essi si levò la voce sdegnata del più importante pensatore dell’epoca, Liebniz.
Ma come ?
Vi sembra decoroso che Dio debba correre a metter riparo ogni volta che le cose del mondo si inceppano?
Immagini del genere erano sempre esistite.
Nel teatro antico, quando le vicende si ingarbugliavano, arrivava provvidenziale una carrucola dall’alto che faceva scendere un attore travestito da divinità, detto appunto ‘il dio della carrucola’ il DEUS EX MACHINA.

Il progresso della tecnica fornì a Liebniz un’immagine più decorosa di quello del dio della carrucola.
E’ quella di un orologiaio che, una volta caricati contemporaneamente più orologi, può lasciare che procedano ognuno per conto proprio, ritirandosi in quell’ozio superiore adeguato a un dio che si rispetti.
Anche gli ‘occasionalisti’ avevano registrato il miracolo tecnologico degli orologi. Ma il loro dio era un orologiaio maldestro che, a ogni occasione, doveva correre a controllare la regolarità dei meccanismi.
[…]
Ovviamente il Dio di Liebniz è un orologiaio sui generis.
Infatti può caricare e regolare simultaneamente tutte le sequenze cronologiche presenti nel mondo, cosa che ovviamente sarebbe impossibile per qualsiasi orologiaio umano, il quale non può intervenire su due o più meccanismi nello stesso momento.
Questa prerogativa del Dio orologiaio spiega come mai a una sequenza della volontà umana possa automaticamente corrispondere una sequenza del corpo, quale ad esempio muovere un braccio.

Su questi temi Liebniz trova utile fare un ulteriore esempio: quello di due differenti bande di musicisti che eseguono separatamente la stessa musica senza venire a contatto tra loro e avendo cominciato nello stesso momento.
L’esempio si trova nello SPECIMEN INVENTORUM (Modello degli inventori). Liebniz utilizza la sua teoria dell’armonia cronologica non soltanto per la creazione divina, ma anche per i fatti empirici della quotidianità.
Il movimento di un braccio è contemporaneamente l’effetto di una causa, cioè della contrazione muscolare, e il mezzo per un fine, ad esempio prendere un bicchiere.
Comunque, Liebniz si preoccupò che il suo esempio degli orologi non privasse l’uomo del libero arbitrio.
Si potrebbe infatti pensare che a una mente, catturata all’interno di un ingranaggio universale, non resti alcuna possibilità di agire autonomamente.
Ma egli ci tiene a precisare che il sincronismo degli orologi riguarda solo la misura del tempo occorrente per ogni movimento, che è la stessa sia per il corpo che per l’anima, e in ciò risiede il sincronismo universale.
Tuttavia, il fatto che la mente richieda lo stesso tempo del suo corpo o di altre menti per una data azione non incide affatto sul contenuto delle sue iniziative.
La mente può liberamente passare da un contenuto all’altro, anche se il suo movimento è sottoposto alle leggi della sincronia.
L’impalcatura dei movimenti è stabilita a priori, ma non il loro contenuto. Altrettanto non può, però, avvenire per il corpo.

Quest’ultimo segue la mente solo compatibilmente con le leggi fisiche: se la mente decide di volare, il corpo non la segue, anche se per gli altri movimenti può attivarsi soltanto in seguito a un impulso di essa.

Liebniz chiarisce questa fondamentale distinzione paragonando l’anima all’atomo. Entrambi tendono ad avere continui mutamenti, però l’atomo non cambia mai le sue tendenze, mentre l’anima muta non solo le sue tendenze, ma anche i suoi contenuti: *Lo stato dell’anima, come quello dell’atomo, è uno stato di mutamento, una tendenza; l’atomo tende a mutar luogo, l’anima a mutar pensieri. Ma l’atomo non ha niente che produca varietà nelle sue tendenze, poiché si suppone che le sue parti non mutino i loro rapporti, mentre l’anima. benché indivisibile, racchiude una tendenza composta, cioè una molteplicità di pensieri presenti, ciascuno dei quali tende a un mutamento particolare* (cfr. Risposta alle riflessioni di Bayle).
[…]
Ogni qual volta un filosofo teorizza l’esistenza di una legge prestabilita, rischia di intaccare, è invitabile, il libero arbitrio […]
Per questo Liebniz fu sempre combattuto tra due opposte esigenze: riteneva che il mondo fosse composto da innumerevoli centri di libera iniziativa, da lui chiamati ‘monadi’,

e che l’uomo fosse appunto uno di questi centri d’iniziativa; tuttavia era pure convinto che esso fosse assoggettato alla maniera di una macchina il cui funzionamento è programmato a priori.
Cioè per Liebniz l’uomo era libero, e tuttavia predestinato. Nel DISCORSO DI METAFISICA si legge:
*Poiché Giulio Cesare diventerà dittatore a vita e padrone della Repubblica e sopprimerà la lbertà dei romani, questa azione deve essere compresa nel concetto di Cesare* (par. 13).
E’ in questo modo che Liebniz intende la predestinazione dell’individuo.
*Tutto ciò che deve accadere a una persona è già compreso virtualmente nella sua natura o concetto, così come le proprietà del cerchio sono comprese nella sua definizione* (Ibid.).
Ciò non toglie che ogni volta che Cesare agiva, la sua azione dipendeva dalla sua volontà*.

Toh, ritornano all’orecchio temi come: il Daimon, la ‘ghianda’, il dio interiore, eh… l’ennesima dimostrazione che il pensiero umano, quando è pensato e non citato ‘alla carlona’, si interconnette, sempre, perché ha le proprietà del cerchio…

:-)))

Ah, nel frattempo la donna della pulizie è arrivata…. ahahahah

By Alfredo

Cibernetica


La cibernetica è una scienza di controllo dei sistemi, vivi o non-vivi, fondata nel 1948 dal matematico americano Norbert Wiener.

Il nostro mondo è integralmente costituito di sistemi, vivi o non-vivi, intrecciati ed in interazione. Possono essere considerati come “sistemi” : una società, un’economia, una rete di computer, un macchinario, una ditta, una cellula, un organismo, un cervello, un individuo, un ecosistema…

I computer e tutti i macchinari intelligenti che si conoscono oggi sono delle applicazioni della cibernetica.
La cibernetica a inoltre fornito potenti metodi di controllo di due sistemi molto importanti : la società e l’economia. (vedi il documento sulle “Armi Silenziose”, un metodo di programmazione della società direttamente ispirato dalla cibernetica)

Un sistema cibernetico puo essere definito come un insieme di elementi in interazione, queste interazioni potendo essere degli scambi di materia, di energia o d’informazioni.

(fonte http://www.syti.net/IT/Cybernetics.html)

Claudio

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By Alfredo

oggi voglio affrontare, da un punto di vista filosofico, l’influenza della cibernetica e quindi dei computer, nell’organizzazione delle nostre vite e delle nostre società, sempre meno umane e sempre più tecnologiche.

Per vostra informazione, la parola ‘cibernetica’ ha una radice greca ‘kybernetikè’ che significava ‘governare una nave’, cioè stare al timone.

Sotto la spinta della tecnologia, quindi, le società moderne si sono affidate all’elettronica per la gestione di parti sempre più importanti delle nostre vite, dimenticando, man mano, che i computer dovevano essere dei mezzi atti a farci raggiungere gli scopi che ci prefiggevamo e che quindi avrebbero dovuto essere quello che i francesi ben definiscono con la parola ‘ordinateurs’, degli ordinatori. Non è andata così, ed i perché ce li spiega un filosofo contemporaneo John Searle (1932) che si è chiesto se la mente di un calcolatore sia davvero paragonabile a un cervello umano.

Negli anni Cinquanta il padre del computer, il matematico inglese Alan Turing, inventò un test per confrontare gli uomini con le macchine. Turing ritenne di poter asserire che le loro intelligenze sono equivalenti, Ma Searle lo negò sostenendo che la mente dell’uomo ha qualche cosa che il computer non ha.

Alè, spendiamo un altro TALLERO… :-)))

I COMPUTER PENSANO?

LA PAROLA AL TEST DELLA STANZA CINESE.

“Viva il computer, invenzione del secolo! Non saperlo usare è la nuova forma di analfabetismo.

(ecco come si cancella sul PC – Claudio)

Eppure c’è ancora chi di questo si vanta, e chi se ne è stufato. In effetti, il computer non è sempre una meraviglia del creato, e qualche volta, fra un ‘taglia e incolla’ e un altro, fa cadere le braccia.
[…]

lo scarafaggio, recita un adagio napoletano, è bello per la sua mamma.
La mamma del computer fu Alan Turing, il quale attribuì alla sua creatura artificiale una dote analoga all’intelligenza umana.
Ma a differenza delle mamme napoletane, Turing tentò di dare una dimostrazione rigorosa delle capacità della sua creatura.
Per questo ideò un esperimento, una sorta di conversazione con la macchina che doveva mettere con le spalle al muro i più diffidenti.
Eccolo: un uomo pone delle domande scritte a un interlocutore, ignorando che si tratti di un suo simile o di una macchina.
Ogni domanda riceve puntualmente una risposta appropriata, cosicché l’uomo non è in grado di identificare l’interlocutore.
Ma se un uomo, ne conclude Turing, non è in grado di stabilire con certezza se a rispondergli è una macchina oppure un suo simile, e se la macchina si comporta come se capisse l’italiano o il cinese, allora essa capisce davvero queste lingue.
A John Searle, uno degli ultimi umanisti nel mondo dell’intelligenza artificiale, questa conclusione è parsa troppo affrettata.

Se fosse vera, ha obiettato, allora dovremmo considerare alla stregua di una mente umana anche un calcolatore costruito con lattine di birra e mosso da mulini a vento, purché dotato del programma (il cosiddetto software) giusto.
Ma la mente dell’uomo è, per lui, qualcosa di più complicato di un calcolatore.
La capacità, tipica del computer, di dare risposte esatte e pertinenti è certo una condizione necessaria dell’intelligenza, ma non ancora una condizione sufficiente ad essa.
Cioè, se un calcolatore è in grado di rispondere a domande formulate in cinese come una persona di madrelingua, ciò non significa ancora, per Searle, che esso comprenda il cinese come lo capirebbe un abitante di Pechino”.
(Pensate solo all’autocorrettore… ndr).

Tralascio di trascrivervi l’esperimento che Searle ideò per confutare la tesi di Turing, noto come ‘La stanza cinese’, riportato poi nel testo: MENTE, CERVELLO, INTELLIGENZA.

“La conclusione di Searle è dunque che si può anche parlare una lingua senza capirla, ed è quello che fanno i computer e l’uomo chiuso nella stanza da lui immaginata. Invece quel che avviene nella mente di un uomo quando parla non è solo un processo formale, un mero collegamento sintattico di simboli.
*La mente ha qualcosa in più di una sintassi, ha una semantica.
La ragione per cui nessun programma da calcolatore potrà mai essere una mente è semplicemente che che un programma da calcolatore è soltanto sintattico, mentre le menti sono più che sintattiche.

Le menti sono semantiche, nel senso che possiedono qualcosa di più di una struttura formale, esse hanno un contenuto* (Ibid.)
Ognuno di noi può obiettare che i cervelli elettronici non sono dotati, come gli uomini, di una psiche: non hanno desideri, volontà, credenze, paure.
Non si propongono nulla, né di prendere una boccata d’aria, né di trovarsi una fidanzata.
Queste attività sono tipiche degli esseri umani.
Ma lo sono, secondo Searle, in una maniera talmente connaturata che non si potrà mai assimilare tout court una intelligenza artificiale alla mente umana”

Su questa contrapposizione ‘intellettuale’ si è giocata gran parte della cosiddetta ‘modernità’ che non è sinonimo di ‘progresso’. Chi ha sposato la tesi di Turing, non si è accorto di aver contribuito a disumanizzare il mondo, e gli effetti sono tutti lì da vedere.
Vi ho più volte citato Max Weber che paventava la nascita di tanti ‘monospecialisti senza intelligenza’ e non era ancora stato inventato il computer eh.
Preveggente ? No solo ‘intelligente’
e non artificiale… :-)))

Poi, riprendendo il testo, il capitolo termina così:

“All’imitazione dell’umano sembra non esserci limite, e un domani, se già non lo fanno, potranno forse connotare emotivamente i premurosi avvertimenti:

*Sono desolato, ma i dati che credevi di aver salvato sono andati perduti*.
*Non puoi recuperali? Facevano parte del mio ultimo libro*.
*Lo so, piaceva anche a me, ma rassegnati a riscriverlo*.

E qui c’è l’esemplificazione plastica di quanto abbiamo abdicato a noi stessi, facendoci ‘illudere’ da una macchina, prodotta industrialmente ed impostaci da chi sta cercando di ‘annientare’ il nostro lato umano e umanistico, facendoci diventare dei semplici e acritici ‘consumatori’.

Meno male che esiste e resiste ancora la filosofia… meno male !
E provate a far esprimere concetti filosofici e/o metafisici a un computer.
Premio Nobel per chi ci riesce… :-)))

By Alfredo