Il tempo prezioso delle persone mature


SentirsiBionda

Mi spiego ancora meglio:

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.

Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.

Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.

Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.

Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena…

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l’Asino di Buridano


By Alfredo

In questi giorni sto spendendo i CENTO TALLERI (tanto sono di Kant ahahah), per un motivo preciso: dopo avervi, a lungo, intrattenuto sulla filosofia con testi “classici”, probabilmente, per alcuni di voi, anche un po’ ostici, ho pensato fosse utile riproporre certi “temi” con letture meno impegnative, che usassero gli “esempi” per meglio chiarire i concetti.
Quando ci troviamo ad argomentare con persone che hanno una visione “chiusa” perché, specializzandosi in un certa materia, contestano tutto ciò che non combacia con il loro modo di intendere, sia essa la cultura Zen, oppure lo scientismo o “l’unico”, non è possibile filosofare. E’ un dialogo tra sordi, in cui si cerca – inutilmente – di convincere l’altro della superiorità delle proprie idee.

Bene, la filosofia non serve a questo !
E’ l’esatto contrario.
Deve abituarci a tenere sempre aperta la nostra mente, partendo da quanto diceva Socrate: io so di non sapere.
Già quel “so” è un bel passo avanti eh.

Karl Jaspers, che era un noto psichiatra e psicologo con numerose pubblicazioni, ma che, in seguito, proprio per la ricerca delle cause dei disagi mentali che portavano alle “situazioni limite” esplorò il vasto campo della filosofia, con mente aperta, divenne così un eminente “filosofo”.
Scrisse un bellissimo libro: “La Filosofia” che, tra le tante cose, conteneva anche questi pensieri: “La filosofia che a partire dal 1901 cercai nelle università, mi deluse” (eh come lo capisco), o anche “Era mio pensiero salvarmi spiritualemente”. Era anche amico e ammiratore di Max Weber, guarda caso, e qui, non mi stancherò mai di ripeterlo, ricordatevi di quello che scrisse: “monospecialisti senza intelligenza”.

Adesso filosofiamo. Cerchiamo di capire il nesso tra intelletto e volontà:

UN ASINO NON SA DECIDERSI E MUORE DI FAME

“La storiella è di Giovanni Buridano, esponente della scienza tardomedievale. Seguace del più celebre Guglielmo di Occam, ne condivise l’interesse per le questioni logiche e PSICOLOGICHE. Alla sua scuola erano frequenti i confronti tra gli uomini e gli animali, in particolare tra l’asino e il cane. Buridano prediligeva il primo, tanto che molti lo ricordano per l’apologo dell’asino che morì di fame.

*Carneade. Chi era costui ?* si chiedeva don Abbondio, il prete pavido inventato da Manzoni, non sapeva che Carneade era un filosofo, il più illustre rappresentante della cosiddetta Media Accademia. *Buridano. Chi era costui?* si starà già chiedendo il lettore inesperto di filosofia.
Buridano non fu un gigante del pensiero, ma neppure una semplice comparsa. Rettore dell’università di Parigi. fu tra i più vivaci protagonisti della filosofia della prima metà del Trecento.
[…]
Altrettanto Buridano: si occupò di logica, fisica ed etica con competenza e originalità. Ma il suo nome rimase legato al suo famoso apologo: quello dell’asino.
La storiella è questa. Un asino si trova tra due fasci di fieno di uguale quantità. Non sapendo decidere tra il menu di destra o quello di sinistra, finisce col morire di fame. Probabilmente nessun asino è tanto stupido da lasciarsi deperire in questo modo, anzi recenti studi zoologici hanno mostrato che quello della stupidità dell’asino non è che un pregiudizio.

Tuttavia l’apologo di Buridano è comunque interessante, perché tematizza la delicata questione del rapporto tra l’intelletto e la volontà. Si tratta infatti di un dilemma che era già stato posto da Aristotele nel secondo libro del Cielo, in cui si riportava il seguente paradosso: Si dice di chi è molto assetato e affamato, se si trova a uguale distanza dal cibo e dalla bevanda, necessariamente rimane immobile dove si trova
Cioè, la volontà agisce solo in base ai calcoli dell’intelletto?
Sembra logico rispondere di sì, perlomeno quando l’intelletto è in grado di stabilire, tra due beni, qual’è quello maggiore.
Ma che cosa succede quando due beni sono uguali e l’intelletto non può suggerire nulla alla volontà?
Sembra che la dottrina intellettualistica di Buridano, secondo cui la volontà segue necessariamente il giudizio dell’intelletto, implichi la conseguenza assurda
della storiella dell’asino.
[…]
La volontà allora non è libera? Secondo Buridano no. L’uomo è infatti in grado di sospendere il giuduzio dell’intelletto permettendo così alla volontà di agire liberamente. […]
Buridano condivideva questa certezza intuitiva.
La sindrome della paralisi è però una idea paradossale che esemplifica i limiti del suo intellettualismo etico. L’uomo, secondo Buridano, agirebbe infatti in base a quello che sa, e quello che sa lo sa dall’intelletto. Ma se questo non gli dice niente, l’uomo diventa come una nave priva di timoniere.

Sofisticherie da filosofi?
Niente affatto.
Nel Trecento questa problematica era talmente sentita che persino Dante ne rimase colpito e la trattò in un canto del Paradiso: *Intra due cibi, distanti e moventi / d’un modo, prima si morrìa di fame, / che liber’uomo l’un recasse ai denti; / sì si starebbe un agno intra due brame / di fieri lupi, igualmente temendo; / sì si starbbe un cane intra due dame* (IV, 1-9)
[…]
Sia Aristotele che Buridano cercano di portare un’argomentazione a favore di quello che nel Novecento si è poi chiamato *decisionismo*.
Cioè Aristotele ritiene che un’azione volontaria non possa prescindere da una deliberazione intellettuale. e altrettanto giuduca Buridano.
Quando infatti manca il contributo dell’intelletto. che deve stabilire quale fra i due beni sia l’eccellente, la volontà, lasciata sola, resta spiazzata e priva di un punto di riferimento in base a cui agire. […]
Il fatto che Buridano abbia ripreso la questione aristotelica, traducendola in un esempio zoologico, è un segno importante di come, al tramonto del Medioevo, riemergano gli interrogativi della PSICOLOGIA classica.
Nelle sue lezioni universitarie fece rivivere a Parigi il contrasto tra volontarismo e intellettualismo, che secoli prima aveva appassionato i pensatori aristotelici.
Ma il suo successo postumo è dovuto a un quadrupede che per secoli ha subito la calunnia di essere stupido”.

Ecco perché la cultura e di conseguenza la filosofia è importante.
Allena il nostro intelletto, lo fa più forte e resistente, e quindi ci mette nelle condizioni di prendere decisioni “consapevoli” che facciano il bene di noi stessi, prima che degli altri.
Ma ricordatevi la “vera” cultura è OLISTICA e non specialistica ! Diffidate sempre dai monotematici, gente che “normalmente” si ripara dietro una materia, di cui sa quasi tutto, dimenticandosi di tutto il resto.

Come diceva Robert Musil: USQ un uomo senza qualità ! Solo un sapere fine a se stesso, un uomo unidimensionale… quindi senza “spessore” :-)))

NB: PSICOLOGIA, volutamente in maiuscolo per sottolineare il fatto che,
come viene interpretata oggi, è solo un mestiere come un altro, e non è
scienza.

Lunghino eh… vabbé dai portate pazienza ahahahah

By Alfredo

l’Ombra della Montagna


Una grande montagna proietta la sua ombra su un villaggio.

Per mancanza d’irradiazione solare, i bambini crescono rachitici.
Un bel giorno i paesani vedono il più anziano di loro uscire dal paese tenendo in mano un cucchiaio di porcellana.

“Dove vai?” gli chiedono. Risponde:
“Vado dalla montagna”.
“Perché?”
“Per spostarla.”
“Con che cosa?”
“Con questo cucchiaio.”
“Ma tu sei matto! Non ci riuscirai mai!”
“Non sono matto, so che non riuscirò mai a spostarla, però qualcuno deve pur cominciare.”

Alejandro Jodorowsky