Sharon somiglia a un uomo


Sharon somiglia a un uomo

Sharon somiglia a un uomo,
e la pace imminente somiglia a una pace,
e il giornale che informa sbraitando
somiglia a un giornale,
gli insegnanti somigliano a insegnanti,
e l’educazione somiglia a un’educazione.
Dal finestrino di un autobus numero cinque
osservo
gli uomini sul marciapiede,
li accompagno con il pensiero,
e tutto sembra confermare
che somigliano a degli uomini,
le scarpe, il falafel addentato e tutto il resto.
Dal fruttivendolo,
con mani nervose,
dò un’occhiata alle patate,
e anche loro, anche loro
somigliano a patate.

Aharon Shabtai

A un pilota


A un pilota

Pilota, la prossima volta
che voli sopra Jenin
con il tuo elicottero,
ricordati dei bambini,
ricordati delle vecchiette
che stanno dentro le case che bombarderai.
Spalma sui tuoi missili
uno strato di cioccolata,
e sforzati di fare centro.
Così che abbiano almeno
un ricordo dolce,
quando i muri crolleranno.

Aharon Shabtai

AGLI STUDENTI


AGLI STUDENTI

Studenti, studenti, il vostro futuro è instabile come una fila di denti finti.
L’ottanta per cento di voi sarà merce di scarto, non richiesta.
Il capitale si poggerà sempre più sugli squadroni di polizia.
La crescita economica si esprimerà nell’abbondanza di uniformi, azzurre, verdi e nere.
Lo sapevate che l’America investe nella pubblica istruzione meno che in picchiatori e in nuove prigioni?
In una famiglia media con tre figli anche qui fra un po’ la ragazza sarà puttana o commessa, il ragazzo carceriere o agente dei servizi segreti,  e suo fratello carcerato o poeta.
Aprite gli occhi, guardate i cittadini trascinati come una mandria di vacche  ammaestrate, cullate nell’illusione di farsi branco di lupi!
E perciò, studenti, con me ripetete il mantra  che gratis imparerete dal vostro maestro:
“Ogni bambino arabo la cui casa è stata bombardata appartiene al mio popolo  e mi è più caro del ministro del tesoro con in capo la papalina  che salta e capriola vacuo davanti al vitello d’oro!”
Aharon Shabtai

Dall’antologia Poeti israeliani (Einaudi, 2007)

Aharon Shabtai – Una poesia per Neta Golan


per proseguire un discorso appena iniziato …

lapoesiacheserve

Nel 1938

dopo essere stato condotto

su una nave militare

e condannato a ventotto

anni di reclusione

con l’accusa di aver istigato

i marinai turchi alla rivolta,

il poeta Nazim Hikmet

fu gettato

nel fondo

della latrina della nave.

Davanti agli occhi dei suoi torturatori,

rimase in piedi

nella merda

fino alle ginocchia,

e quando fu sul punto di svenire

e cadere

per l’immenso fetore,

aprì la bocca

e iniziò a cantare

canzoni d’amore,

ballate di campagna,

e qualsiasi melodia gli venisse in mente.

E così, come racconta Neruda,

le sue forze tornarono

a lui con orgoglio.

Mio caro Nazim,

imparerò da te,

canterò oggi

di Neta Golan,

rinchiusa

nella prigione di Kishon

per essersi legata

a un albero di ulivo

davanti alle ruspe dell’esercito

nel villaggio di Dir Istiyya.

Grazie a Neta

oggi non crollerò

nella fogna di Sharon.

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Aharon Shabtai, nato nel 1939 è uno dei maggiori…

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Se mi chiedete …


Se mi chiedete …

Se mi chiedete
Di dare la caccia a un ragazzo
A 150 metri di distanza
Con un fucile a cannocchiale,
Se mi chiedete di sedermi in un tank e
Dalle altezze della moralità ebraica,
Fare penetrare un obice
Nella finestra di una casa,
Mi toglierò gli occhiali
E borbotterò cortesemente:
‘No, signori!
Rifiuto di spogliarmi
Per sguazzare con voi
In un bagno di sangue’.
Se mi chiedete
Di tendere le orecchie
Perché voi ci caghiate dentro,
Scusandomi, dirò:
‘No, grazie!
Le vostre parole puzzano,
Preferisco sedermi
Sull´asse del mio cesso!’
Meglio dunque che la smettiate,
Perché se vi ostinate,
Se continuate a insistere
Che io mi unisca alla vostra muta,
Per grugnire insieme,
Perché insieme ci rotoliamo
E ci facciamo tutti crescere addosso
Setole di porco,
E insieme affondiamo
Le nostre narici di lupi
Nella carne cruda,
Perderò la pazienza
E risponderò con fermezza:
‘Signor Primo Ministro,
Onorevole Generale,
Sua Eccellenza Deputato…
Sua Santità il Rabbino,
Baciatemi il culo

Aharon Shabtai

l’Adorazione


By Alfredo

Oggi vi trascrivo un’altra pagina di CABARET MISTICO di Jodorovsky, che  ha per tema l’ADORAZIONE. Pls read :

“In uno stato di rapimento entriamo in possesso di noi stessi, fin dove è umanamente possibile.
E’ finita la tirannia del corpo; le idee, i sentimenti, i desideri e le necessità non si contraddicono più.
Sono finite le trasformazioni, abbiamo perso ogni interesse ad affermare la nostra superiorità, siamo pervasi da un amore appassionato per l’esistenza.
In questo stato di estasi, di supremo distacco, la nostra mente viene totalmente assorbita dalla Spirito, percepiamo l’energia creativa in ogni cosa, in ogni essere, non vi è separazione tra interiorità ed esteriorità, la creazione intera risplende in tutta la sua gloria naturale.

Se danziamo in questo stato, lo facciamo senza angoscia, senza paura della morte, senza considerare la carne come una prigione, bensì come una creazione divina.
Se dipingiamo, lo facciamo immersi nella Coscienza totale, adorando quello che siamo, ricevendo le forme e i colori come un’esplosione della gioia universale. L’artista è come un medium, non parla più con il suo Dio interiore e non crea, bensì riceve.
L’opera ricevuta, arte sacra, supera i limiti della persona.
Abbiamo attraversato le tenebre dell’inconscio per giungere al suo centro di luce, alla fonte da cui scaturisce la vita che è Felicità pura.

La nostra fortezza spirituale, difensiva, si è trasformata in un tempio aperto alla luce della Coscienza.
E sentendoci così, ci rendiamo conto che anche il mondo è un tempio.
Si arriva a provare lo stesso rispetto per un sassolino come per una cattedrale.
Le crisi del mondo ci paiono nubi oscure gravide di soluzioni benedette.
A chi si sente angosciato perché è mortale, perché la vita è troppo breve e darebbe tutto quello che possiede pur di continuare a vivere. diciamo: *Soffri per quello che più ami e già possiedi: la vita.
E poiché la perderai (o almeno questo affermi, anche se in realtà non sai che cosa sia l’aldilà), non ti stai godendo l’esistenza.
Basta !
Metti da parte il futuro e comincia a vivere adesso !

                                                               S O N O

Qualsiasi atto sarà perfetto se lo compirai in stato di adorazione.
Smettila di competere, di invidiare e criticare gli altri per sentirti superiore.
Fa’ della realizzazione e della gioia degli altri la tua gioia.
Nella mitologia di tutti i popoli, un angelo non è mai solo.
Ci sono miriadi di angeli che cantano le lodi dell’Essere Divino.
Ciascun angelo è diverso, eppure accetta di far parte di una collettività in estasi. Impara a rifiutare di collaborare a opere distruttive, accetta solo dei lavori che siano utili a te e agli altri, comincia a vedere in ciascun essere i tuoi valori, entra in comunicazione con la luce che emana dai loro centri, se farai così, gli altri cominceranno a darti quanto tu gli hai dato.
In coro, in uno stato di gratitudine perenne, adorerete il miracolo che è essere vivi e stare insieme*.

Eh sì, proprio mistico questo cabaret 🙂

mafalda

By Alfredo

Riflessioni Personali….di Hercules Mediolanum


Sorgente: Riflessioni Personali….di Hercules Mediolanum

ribloggato dal sito Poesia&Cultura – cliccare per la lettura

una analisi interessante e molto succinta ma realista

che dimostra in maniera inconfutabile il fatto che

poche persone, con la FINANZA, l’han messo in “quel”

posto al MONDO …

Claudio