Inganno Globale


Stasera ho postato tante cose
alcune di getto perchè mi sono capitate davanti agli ochhi 5 minuti prima di postarle
altre preparate prima
gli argomenti spaziano e non vi è correlazione alcuna tra loro
vi prego di scusarmi se non vi è alcun nesso logico che li accomuna
ma una cosa che li accomuna in realtà c’è :
il desiderio di metterli sotto i riflettori, dar loro visibilità
perchè pur se differenti tra loro son tutti argomenti che ritengo importanti

Claudio

Ora, dell’11 settembre (che sta per arrivare) ho già avuto modo di parlare;
dovreste sapere la mia posizione in merito (dettata da prove inconfutabili e non da supposizioni), ma nel 14° anniversario dell’inganno totale e globale vi voglio linkare un filmato : impegnativo in quanto a durata ma assolutamente definitivo !!!
Questo toglierà qualsiasi tipo di dubbio a qualunque persona priva di pregiudizi e preconcetti, sana e libera di mente, onesta intellettualmente (come io ritengo tutti voi)

esseri DISumani …


Vorrei lanciare un appello

posto 3 soli video delle centinaia che potete trovare sul Web che riguardano il trattamento che l’essere DISumano riserva agli altri esseri viventi!
Qualunque sia la motivazione, ricerca o divertimento od allevamento o qualsiasi altra, questa situazione è inaccettabile …
Boicottiamo i circhi che usano animali
boicottiamo le corride
difendiamo gli animali da pelliccia
difendiamo gli animali dai laboratori e da “esperimenti” ormai inutili

difendiamo gli animali dall’uomo …

Claudio

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oh capitano, mio capitano…


Il mio caro amico Alfredo mi ha fatto prendere visione di
un bel testo ed io lo voglio condividere con tutti voi …

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto le randellate della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d’ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.

William Ernest Henley (Invictus)

Ipocrisia Meschinità Bassezza Egoismo … tutte doti dell’essere umano


Vi linko una pagina che contiene delle foto e delle parole

leggete le parole e guardate bene le foto 

se è veramente quello che è successo …

è meglio che non dica altro (solo per pura decenza ovviamente) ………………………………………………………..

http://albainternazionale.blogspot.it/2015/09/lipocrisia-e-la-vera-piega-dellumanita.html

il giovane Gandhi


Postato su FaceBook da Giovanni Foglia

Quando Gandhi studiava diritto all’università di Londra aveva un professore, Peters, che non lo sopportava; Gandhi, però, non era il tipo da lasciarsi intimidire.
Un giorno il professore stava mangiando nel refettorio e Gandhi gli si sedette accanto.
Il professore disse: – Signor Gandhi, lei sa che un maiale e un uccello non possono mangiare insieme? – Ok Prof, sto volando via … rispose Gandhi, che andò a sedersi a un altro tavolo.
Il professore, profondamente infastidito, decise di vendicarsi al prossimo esame, ma Gandhi rispose brillantemente a tutte le domande.
Allora decise di fargli la domanda seguente: – Signor Gandhi, immagini di stare per strada e di notare una borsa; la apre e vi trova la saggezza e molto denaro. Quale delle due cose tiene per sé? – Certamente il denaro, Prof. – Ah, io invece al posto suo avrei scelto la saggezza. – Lei ha ragione Prof; in fondo, ciascuno sceglie quel che non ha!
Il professore, furioso, scrisse sul libretto la parola IDIOTA e glielo restituì. Gandhi lesse il risultato della prova e tornò subito indietro. – Professore, Lei ha firmato l’esame ma si è dimenticato di mettere il voto!

la PAROLA


By Alfredo

quello che capisci tu

dopo avervi “intrattenuto” con i più disparati argomenti, con il tema di oggi, cerco di ritornare alla radice del tutto. La PAROLA, e nel momento che ho iniziato questo post con l’inglese, mi ha folgorato un pensiero:

come la parola, word in inglese, possa trasformarsi con la semplice aggiunta di una
consonante in altri significati Sword (spada) e worLd (mondo). La battuta viene da sé: ferisce più la penna (che scrive parole) della spada  🙂

La parola dunque è il mezzo per comunicare: cosa ?
A me verrebbe da dire il pensiero, ma siamo certi che oggi venga usata per questo ?
Discutendo sull’argomento con un’amica, mi venne da dire che, mentre con le parole si può giocare, assemblandole come in un gigantesco copia-incolla, non lo stesso si può fare con il pensiero.
Sta a dire che, se dietro alle parole non c’è il pensiero, sono parole “vuote” senza significato e significanza.

Le scienze (o discipline) che si occupano della parola, sono, sostanzialmente, queste:

SEMIOTICA: che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso
(anche semiologia che si occupa del linguaggio verbale).

SEMANTICA (lessicale): lo studio di come e cosa denotano le parole di una lingua. Le parole possono denotare cose nel mondo o concetti.
La semantica è una scienza in stretto rapporto con altre discipline: semiologia, logica, psicologia, teoria della comunicazione, stilistica, filosofia del linguaggio, antropologia linguistica, antropologia simbolica.
(cfr, Wikipedia)

Fatte queste premesse, riprendo un libro edito nel 1993 da cinque editori europei: LA RICERCA DELLA LINGUA PERFETTA – Umberto Eco -.
Trattasi di un libro di non facilissima lettura, ma molto intrigante, dove l’Umbertone faceva ancora l’intellettuale e lo studioso e non “sbracava” al servizio dei soliti noti, urlando “tengo famiglia!!!”.
Da tale libro, estraggo e vi trascrivo un capitoletto riguardante gli studi di Gottfried W: von Leibniz, matematico, scienziato, filosofo ed altre cose ancora, che ci introduce in un concetto che io condivido e che vi prego di leggere con attenzione: IL PENSIERO CIECO.

“Ogni ragionamento umano si compie per mezzo di certi segni o caratteri.
Non soltanto le cose stesse, infatti, ma anche le idee delle cose non sempre possono, né devono, essere distintamente osservate, e pertanto in luogo di esse, per ragioni di brevità, si impiegano dei segni.
Se, infatti, il geometra, ogni qualvolta nomina l’iperbole o la spirale o la quadratrice nel corso della dimostrazione, fosse costretto a prefigurarsi esattamente le loro definizioni o generazioni e poi di nuovo le definizioni dei termini che entrano nelle prime, giungerebbe tardissimo alle sue scoperte […].
Di qui è risultato che sono stati assegnati nomi ai contratti, alle figure e alle varie specie di cose, segni ai numeri dell’aritmetica e alle grandezze dell’algebra […].
Nel novero dei segni, dunque, includo le parole le lettere, le figure chimiche, astronomiche, cinesi, geroglifiche, le note musicali, i segni steganografici, aritmetici, algebrici e tutti gli altri dei quali ci serviamo in luogo delle cose nei nostri ragionamenti […].

Le lingue ordinarie, sebbene servano al ragionamento, tuttavia sono soggette ad innumerevoli equivoci, né possono essere impiegate per il calcolo, in maniera cioè che si possano scoprire gli errori di ragionamento risalendo alla formazione e alla costruzione delle parole, come si si trattasse di soleicismi o barbarismi.
Questo mirabilissimo vantaggio sinora danno soltanto i segni impiegati dagli aritmetici e dagli algebristi, nei quali ogni ragionamento consiste nell’uso dei caratteri, e ogni errore mentale è lo stesso che un errore di calcolo.
Meditando profondamente su questo argomento mi apparve subito chiaro che tutti i pensieri umani potevano risolversi del tutto in pochi pensieri da considerarsi come primitivi.
Se poi si assegnano a questi ultimi dei caratteri, di qui si possono formare i caratteri delle nozioni derivate, da cui sia sempre possibile trarre i loro requisiti e le nozioni primitive che vi entrano, per dirla con una parola, le definizioni e i valori, e perciò anche le loro modificazioni derivabili dalle definizioni.
Una volta fatto questo, chi si servisse dei caratteri così descritti nel ragionare e nello scrivere, o non commetterebbe mai errori, oppure li riconoscerebbe sempre da sé, siano suoi o degli altri, mediante esami facilissimi”.

Era il XVII secolo e il modo di scrivere e di esprimersi era minuzioso, adatto peraltro a una ristretta cerchia di persone “acculturate”.
Umberto Eco allora condensa il pensiero di Leibniz così:

“Quando una persona dice un milione non immagina mentalmente tutte le unità di quel numero. E tuttavia i calcoli che sa fare in base a quella cifra possono e debbono essere esatti.

Il pensiero cieco manipola segni senza essere obbligato a evocare le idee corrispondenti.
Per questo non ci impone, per aumentare la portata della nostra mente, così come il telescopio aumenta quella della nostra vista, una eccessiva fatica.
Pertanto, una volta fatto ciò, quando sorgeranno dell controversie, non ci sarà maggior bisogno di discussioni tra due filosofi di quanto ce ne sia tra due calcolatori.
Sarà sufficiente infatti che essi prendano la penna in mano, si siedano a un tavolino, e si dicano reciprocamente: calcoliamo”.

Che è poi il “calculemus” di Leibniz, quindi tutto torna  🙂

Vorrei concludere questo “lungo” post, con una similitudine. Si afferma che la musica sia una forma superiore di comunicazione, ed io sono d’accordo.

Anche nella musica si utilizzano segni: il pentagramma, le note. le crome e le biscrome etc.
Ma attenzione, anche nella musica si possono ottenere risultati estremamente differenti, dalle cacofonie, alle sinfonie, dalla monotona monofonia, alla polifonia.
Sta al nostro orecchio, alla nostra sensibilità, riconoscere le differenze; esattamente come nella comunicazione sia verbale che scritta.

Quindi la domanda sorge spontanea: come può succedere che la gggente si faccia ancora “abbindolare” da retori e sofisti, peraltro anche scalcinati ??
Fatta la domanda, temo di avere anche la risposta, ma questo è un altro discorso….

By Alfredo