Letture


By Alfredo

Da ormai molti anni, una delle attività che più mi coinvolge è leggere. Io non leggo per far passare, piacevolmente o spensieratamente, il tempo.
Piuttosto leggo per conoscere, il più possibile, per cercare di capire le tante cose che fanno parte delle nostre vite e che, il più delle volte, accettiamo o subiamo inconsapevolmente, senza avere neanche una minima traccia dei perché, della necessità o meno, del valore, del senso.

Essendo un “professionista” della lettura, mi sono dato un metodo: leggo più testi contemporaneamente, anche se trattano di argomenti diversissimi, almeno apparentemente, tra di loro.
In questo periodo sto leggendo o rileggendo quattro testi (vi ho lasciato tracce nei miei post precedenti).
A differenza dei più, io non inizio a leggere dalla pagina 1 per procedere, indefessamente,fino all’ultima. Consulto l’indice e scelgo il capitolo che, al momento mi interessa di più.
Vabbè direte: e allora ???
La cosa interessante ed anche “divertente” è che con questo sistema, avendo “up to date” tutte le sensazioni che ricevi dalla multilettura, ti ritrovi, con molta più facilità, a scoprire i “trait d’union” tra le varie teorie, punti di vista, multiculturalità, pensieri e riflessioni dei vari autori e, nel mio caso, a trovare anche risposte ai tanti perché che, autonomamente, ti eri posto e che non trovavano soluzione.
Per cui: GRAZIE GUTENBERG !

Ieri stavo leggendo un capitolo del testo: LIBRO DELLA PERSONALITA’ di Igor Sibaldi, scrittore e studioso di teologia. La controcopertina recita:
CONOSCERE SE STESSI PER SUPERARE I PROPRI LIMITI
Capitolo 8 – Le “cose future” –
La volontà.

“Il mondo che esiste oggi per il tuo io è il prodotto di una scelta, così come tu l’hai compiuta.
Il mondo che esiste per gli altri è il prodotto di un’analoga scelta compiuta da ciò che per te sono gli altri.
E tale scelta è stata in ogni caso un atto di volontà,anche nell’eventualità che il tuo io si sia limitato ad accettare scelte fatte dalla gran maggioranza dei tuoi contemporanei: poiché, anche rassegnarsi ad accettare qualcosa, è pur sempre un atto di volontà.
E questo atto di volontà precede le dinamiche della nostra conoscenza, o in ogni caso avviene al di fuori di esse, in una sfera psichica distinta dalla loro sfera, dato che la conoscenza è la conoscenza di ciò che in quel mondo ha cominciato ad esistere in ragione di quel nostro atto di volontà.

Da quest’altra sfera psichica esamineremo ora le caratteristiche e le funzioni, nello stesso modo in cui abbiamo esaminato quelle della Conoscenza.
Cambia soltanto la prospettiva in cui diviene possibile esaminarle: per le funzioni della Conoscenza ci siamo basati sul rapporto tra l’io e quel che nel suo mondo c’è e avviene – e le questioni principali, per ciascuna funzione erano i *come?* di quel rapporto. e i *perché proprio così?* -; per le funzioni della Volontà, si tratterà invece di descrivere gli atti del far essere, del far avvenire, che si compiono in ciascuno di noi: e le questioni principali. per cisacuna funzione della Volontà. diventano *che cosa?* e *perché proprio questo?* “

Lo spirito.

“E qui, certamente, ciò che possiamo conoscere del nostro io rimane indietro.
Il nostro io si muove infatti in una dimensione di realtà già data o già in formazione, nella quale le risposte a quel *che cosa far essere, che cosa far avvenire?* sono già state fornite, e anche il *perché proprio ciò?*
è già stato risolto “altrove”.
Il protagonista. nelle funzioni della Volontà. non è più l’io che noi siamo. l’*io sono* di cui parla Gesù nei Vangeli, ma piuttosto quello che nei Vangeli è chiamato *lo Spirito*. da cui l’io continuamente nasce e rinasce . e rispetto al quale l’io che noi siamo è un non-sapere:
*Quel che è nato dalla carne è carne, e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: dovete rinascere dall’alto.
La brezza (Pneuma, Spiritus) soffia dove vuole, e ne senti la voce ma non sai da dove viene e dove va. Così è di chiunque nasce dallo Spirito*
E scopo dello studio di queste funzioni della Volontà è comprendere come si ascolta quella *voce*, sia ciò che in noi la acolta e ne nasce . e che non può essere che il *figlio*, di nuovo.”
Potrei andare avanti eh, magari lo farò in un’altra occasione, ma. in ogni caso, spero di avervi lasciato *ulteriori* elementi che vi permettano una *autoanalisi*, non tanto per liberarvi dai fastidi della vita che, ahimé, ci tocca sopportare. quanto piuttosto per permettervi di aumentare le vostre consapevolezze che contribuiranno a rafforzare le vostre *personalità* che sono poi il segno distintivo delle nostre individualità, uniche e non riproducibili, quindi distinguibili e, forse per questo, considerate *fastidiose* da chi ha da tempo deciso di diventare un *burocrate” della vita.

Come si dice?:

Chi ha carattere ha un *brutto* carattere ahahahah

By Alfredo

SENZA VERGOGNA


Vorrei chiedere all’attuale presidente della camera con quale coraggio viene a dire ai cittadini italiani (che a sproposito ritiene razzisti, quando desiderano solo che chi viene a vivere in questo paese, si comporti in modo onesto e civile, nel rispetto di tutti) di prendere come esempio gli zingari.
Bel consiglio non c’è che dire, quello di vivere come gli zingari, senza fare un cazzo, sfruttando e derubando chi si guadagna da vivere col sudore della fronte!
Ma come cavolo si fa a negare questa evidenza Cristo?
Lo sanno anche gli scemi che gli zingari non hanno mai lavorato e sono sempre vissuti di furti!
Secondo questa immorale classe dirigente, sarebbe questo il moderno modo di vivere in una società civile?

D’accordo che lor signori dimostrano ogni giorno che delinquere rende bene, però delinquenti si nasce e dis-onorevoli si diventa, ma un cittadino onesto non può cambiare, infatti la saggezza popolare ci dice che: “chi nasce tondo non può morire quadro”!
Questi attuali politicanti entrati abusivamente in politica senza che nessuno li abbia votati, indebitamente occupano il nostro Parlamento dettando leggi che favoriscono la criminalità a danno degli onesti.

Dunque sarebbe questo il modo migliore per vivere in un paese, che sono riusciti a trasformare in un Far West, visto che basta assicurare loro una manciata di voti per avere il diritto di sottomettere una nazione e depredarla di ogni cosa.
Ma come si possono sopportare frasi tipo: gli zingari sono cittadini come noi, quando si è consapevoli che costoro non sanno cosa significa lavorare perché vivono di furti, di estorsioni, di elemosina, ingannando i poveri e fessi cittadini italiani, sempre troppo solidali?
La cosa più vergognosa è dire che costoro devono avere gli stessi diritti anche quello di avere una casa popolare, quando oltre al fatto che sono nomadi (giramondo senza fissa dimora) ma oltretutto le case popolari sono state pagate dai nostri nonni dai nostri padri e da tutti noi con una trattenuta (a vita) sullo stipendio.
E allora con quale diritto questa sorta di governo si permette di fare il bello con cose non sue?
Se desiderano fare beneficienza DEVONO farla con i propri soldi, togliendoli dai loro esageratissimi stipendi, non derubando i poveri cittadini più di quanto fanno col pagamento di tasse da strozzinaggio.
Ci si augura che quanto accaduto in questi giorni a Roma, al grottesco, volgare ed offensivo funerale di quel boss, li abbia convinti a cambiare opinione.
La vergognosa e pacchiana ostentazione, di quel vomitevole sfoggio di ricchezza di mafia capitale, è la dimostrazione che quella gente si è arricchita crocifiggendo i cittadini romani, abbandonati da uno Stato da buttare.
Uno Stato incapace di distinguere il bene dal male, che se ne fotte dei danni che subiscono i propri cittadini per i luridi interessi di chi lo amministra questo “non-Stato” che oltretutto, piuttosto che condannarli ci consigliano di diventare come loro: spacciatori, ladri ed evasori fiscali visto che pur essendo stramiliardari con rubinetti d’oro nei bagni, la Ferrari e la rolls royce sotto casa, risultano nulla tenenti.

Questa classe dirigente dovrebbe spararsi smettendo di nuocere al paese più bello del mondo, sgovernato, ahinoi, dalla gente più orrenda del mondo!

By Maria Pia Caporuscio

 

§§§

La cara amica Maria Pia, sempre “sanguigna”, accorata ed arrabbiata …
giustamente arrabbiata con questa classe dirigente di infimo livello:
di “statisti” neppure l’ombra …

mentre opportunisti di ogni sorta pullulano
e per non farci mancare nulla abbiamo pure qualche delinquente;

e pur  se non eletti da alcuno

questa gente sta mettendo mano alla Costituzione
sta smantellando e svendendo lo Stato Italiano
(ad una Europa che distruggerà l’Europa)
partendo dal suo tessuto sociale,dai suoi asset, dalle sue aziende
passando dalle sue leggi e dalla sua sovranità
fino a giungere alle vite dei suoi cittadini …

costoro saranno ricordati sui libri di storia
ma come responsabili di un periodo buio,
un nuovo Medio Evo …

chissà poi se avremo un nuovo Rinascimento ...

Claudio